Cosa bisogna studiare? Su quali manuali? Quali argomenti approfondire? Ecco una lista di suggerimenti per superare al meglio l’esame ed esercitare la professione in Sicilia

È da poco scaduto il termine per presentare la domanda per l’esame di abilitazione come guida turistica e già, come spesso capita, sono iniziate le domande esistenziali: Quando sarà? Cosa si deve studiare? Da quali manuali iniziare?

Ecco a voi alcuni consigli da tenere a mente prima di iniziare ad immergersi nelle sudate carte.

I PROGRAMMI D’ESAME. Se volete incominciare a studiare, la prima cosa da fare è sedersi, proprio così, perché appena darete un’occhiata ai programmi presenti sul sito della regione l’unica cosa a cui riuscirete a pensare sono i vostri sogni infranti. Non vi scoraggiate, è molto più facile a farsi che a dirsi, un po’ di costanza (condita da sporadiche crisi di panico) è il rimedio adatto per superare lo scoglio.

STUDIATE DAI LIBRI. Sembra una banalità eppure, in un mondo in cui internet la fa da padrone, i cari vecchi libri sono sempre una certezza. Ricordatevi che chiunque può scrivere su internet, ma sono poche le fonti davvero attendibili, quindi dove possibile cercate materiale cartaceo.

INTERNET. La rete però non è da buttare, anzi dovete sfruttarla al meglio. Le mappe, con edifici di pregio annessi, sono facilmente reperibili e se siete bravi potrete trovare delle piccole gemme: diversi docenti mettono on line i saggi da loro pubblicati e attraverso i siti dei musei è possibile studiare la disposizione delle opere all’interno della collezione, i prezzi più pregiati e la storia dei loro edifici.

VISITATE, VISITATE, VISITATE. L’arte si “fa con i piedi”, è sempre utile visitare i siti per reperire le informazioni più interessanti, come i materiali monografici che è possibile acquistare in loco. Vedere con i propri occhi la Valle dei Templi di Agrigento o il Palazzo Abatellis di Palermo non è come studiarli sui manuali.

OSSERVARE E IMPARARE. La Sicilia è invasa da guide, ma solo chi ha il tesserino può effettuare visite guidate. Se vi capita di uscire dalla vostra zona di confort e visitare luoghi a voi del tutto sconosciuti, vi consiglio di prenotarvi una bella visita guidata. Il Tour sarà utile non solo per studiare, ma anche per comprendere il mestiere. Confrontarsi con qualcuno esperto nel settore è davvero importante.

SFATIAMO UN MITO: LA GUIDA ROSSA DEL TOURING CLUB. Su molti siti e gruppi Facebook si legge che il manuale da studiare è la guida del Touring, purtroppo questo testo non è più facilmente reperibile. Se lo avete a casa, bene, altrimenti potete comprare la Guida Verde del Touring Club, sua degna erede. Attenzione, però: questi manuali non bastano da soli per prepararsi all’esame, semmai possono essere d’aiuto come indice per lo studio. Non pensate che mezza paginetta sia esaustiva per comprendere la Cappella Palatina di Palermo o l’anfiteatro di Catania. Potete quindi sfruttare queste “guide” per individuare i luoghi d’interesse delle varie città e ripassare prima dell’esame.

NON TRALASCIATE NIENTE. Dovete fare tutto e farlo bene. Nel programma sono presenti sia le nove province siciliane sia i comuni considerati più interessanti dal punto di vista storico artistico o per le loro tradizioni. Non li trascurate, vi assicuro che scoprirete cose affascinanti.

COME STUDIARE. I metodi che consiglio sono due, iniziare dalla preistoria ad oggi e seguire una linea cronologica che attraversa le invasioni dai Fenici agli Arabi, dai Normanni agli Aragonesi; o partire da una provincia – preferibilmente quella di appartenenza – e il territorio limitrofo prima di passare alla prossima.

L’ITINERARIO. Ultima cosa, forse la più importante, l’itinerario. Nel bando è chiaramente specificato l’obbligo di presentare due itinerari, uno sulla Sicilia e uno su una regione a scelta dell’Italia, della durata massima di tre giorni. Non prendetelo alla leggera perché è il vostro biglietto da visita: anche se è richiesto di presentare  solo un foglio con orari e siti da visitare, è sempre meglio condirlo con qualche immagine e un po’ di storia. Se poi riuscite ad inserire qualche festività o qualche tipicità, quello è il tocco di classe che è sempre apprezzato.

 

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