Dal Convitto Cutelli al Cinema Odeon: riscoprire i gioielli “segreti” di Catania grazie al FAI

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Silvia, volontaria catanese: «Per noi è un modo di riscoprire il valore della condivisione dei luoghi. Le polemiche sul volontariato? Non hanno motivo di esistere»

«Quello che il FAI intende fare con queste giornate è proprio far vedere alla cittadinanza quanti beni ci siano nel nostro paese, che se adeguatamente trattati porterebbero un grande valore aggiunto al territorio. Per questo molti di noi si prestano gratuitamente all’attività di volontari. E poi è un modo di riscoprire le nostre stesse città e il valore della condivisione». Racconta così il proprio impegno Silvia, giovane volontaria catanese che anche quest’anno presterà una parte del suo tempo per guidare i suoi concittadini durante le “Giornate di Primavera FAI”.

GLI APPUNTAMENTI A CATANIA. «A Catania – continua – quest’anno verranno aperti dei piccoli gioielli. Oltre alle visite guidate, poi, ci saranno dei veri e propri approfondimenti culturali, come la mostra inedita all’archivio di stato “Catania com’era, dalle Antichità alle Difese della città. Documenti e immagini”, ma anche percorsi suggestivi come le tappe del percorso “Andare per chiostri” promosso dal professore Magnano San Lio». I visitatori curiosi troveranno aperte quindi le porte del Chiostro e Convento di S.Placido, del Chiostro e Convento di Santa Caterina e del Chiostro e Palazzo dei Minoriti. Saranno inoltre aperte le Chiese di San Michele e San Benedetto, solitamente fruibili solamente durante la celebrazione della Santa Messa. Il tour per la nostra città proseguirà attraverso Porta Garibaldi, e ancora, sarà possibile visitare il Convitto Mario Cutelli, solitamente non fruibile al pubblico. Per gli iscritti FAI invece, è prevista la visita presso l’Istituto di Incremento Ippico per la Sicilia.

LE POLEMICHE E I VOLONTARI. Recentemente, l’attività di volontariato che consente lo svolgimento degli eventi del FAI è stata criticata, sia sul piano della qualità delle guide, sia sul presunto sfruttamento dei volontari. «Trovo questa polemica un po’ sterile – continua Silvia – Quando scelsi di diventare volontaria FAI, ero consapevole che non avrei ricevuto una retribuzione o quant’altro». Ma la critica più pesante riguarda il progetto” Apprendisti Cicero”, che non garantirebbe l’erogazione d’informazioni adeguate ai visitatori. «In realtà – continua la volontaria – il progetto rientra in un ambito più ampio, quello di “FAI Scuola”, che prevede un ampio lavoro di preparazione durante l’anno. Ritengo che un’esperienza di questo tipo, soprattutto se svolta da classi che si trovano in quartieri disagiati della nostra città, rappresenti un motivo di crescita».

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