“La mia estate su Facebook”. Quando le fake news ti rovinano le vacanze

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La stagione del solleone di un internauta un po’ credulone, sballottato tra incoraggianti novità e la dura realtà del web

Immagina di svegliarti in un’afosa giornata estiva. La tipica calura dei primi giorni di agosto ti incolla al divano senza possibilità di muoverti. Intorno a te si trova un kit di sopravvivenza composto da condizionatore, acqua ghiacciata e da ogni cosa che rievochi le accoglienti atmosfere del circolo polare artico. Tutto ciò che desideri in questo momento è solo ed esclusivamente una bella vacanza. Ed ecco che d’un tratto, scorrendo svogliatamente la tua app di Facebook sullo smartphone, si compie la magia: “Finalmente ci siamo, la prima compagnia aerea tutta SICILIANA, pronta una flotta di 10 aerei BOEING 737”. Prezzi competitivi, mete da sogno e offerte last minute.

Gioia e commozione si mescolano tra loro in turbinìo di emozioni. In pochi minuti altri utenti come te, avviliti all’idea di trascorrere le brevi ferie nella “Spiaggia libera N.3” della Playa di Catania, iniziano a commentare senza sosta. Gli applausi (rigorosamente in emoticon), si uniscono ai complimenti sentiti del web nei confronti della neonata “VOLA SICILIART”.

Crei l’ennesimo gruppo su WhatsApp intitolandolo “Amore e capoeira” e aggiorni il tuo status su Facebook scrivendo “…è il sogno di un’estate che vorrei potesse non finire mai”.

Ma è proprio mentre stai provando il tuo costume migliore che sì, forse devi tirare un po’ in dentro la pancia ma ti sta ancora bene, che qualche eretico commenta “Mi sa di bufala”. Gelo. Sudi freddo. Qualcuno rilancia “Ho letto da un altra foto che è falso, non esiste”. Non sei mai stato bravo con la ricerca delle fonti, l’anno scorso avevi condiviso un articolo sul ritrovamento di una piramide sommersa a largo di Lampedusa; ti eri ripromesso di fare più attenzione, ma il titolo “Archeologi scoprono un tunnel lungo 3.000 metri che unisce Calabria e Sicilia” era troppo ghiotto per non essere condiviso immediatamente senza verificare. Poi era stata la volta del calabrone gigante asiatico e l’ambra terapeutica; avevi vacillato quando un (falso) account dell’“Asp Catania” aveva diffuso strane affermazioni sull’affidabilità dei vaccini, ma avevi dato per buono l’allarme “sparano per strada con un mitra a Comiso!”, prima di accorgerti che si trattasse di una banale partita di soft-air…

Affranto e sofferente, ti rifugi nella tua camera, al buio, che su Netflix danno l’ultima avvincente stagione de “La Casa di Carta”. Quando ricevi una notifica del “primo uragano della storia del Mediterraneo”, denominato nientepopodimenoché Medi-cane, ti ringalluzzisci, pensando che se non puoi farti la vacanza è giusto che non la faccia nessuno…tanto chi te lo spiega che questi fenomeni catastrofici non possono formarsi nel Mediterraneo. Ma ormai è troppo tardi. Crei l’ennesimo gruppo su WhatsApp intitolandolo “The End is here” e aggiorni il tuo status su Facebook con l’improbabile citazione di Raffaella Carrà “…Se per caso cadesse il mondo io mi sposto un po’ più in là”.

In fondo, come diceva Charles Bukovsky: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

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