Sicilian Playlist #265: la resistenza silenziosa dei Disorient Express
La selezione di questa settimana parte con “In apnea” il nuovo brano della band che si appresta a pubblicare il nuovo EP “Aspettando il sole” e che racconta di quei momenti della nostra vita in cui è necessario liberarsi delle zavorre per risalire in superficie. Proseguiamo con “I Clearly Mustn’t Know What the Hell Is Going On” di Francis’ Scream, che tra indie rock e indie folk affronta il tema del collasso della stabilità emotiva, con “Come un fiore sbocciato”, intimo racconto per pianoforte di Salvo Scucces, e con “Capirai”, brano in cui Alice Blasi esplora il concetto di amore come bisogno di connessione. Chiudiamo con “Gelido”, frutto dell’incontro tra le voci di Alex Britti e Mario Biondi, con “Home Alone: Somewhere in My Memory”, versione rivisitata per theremin di Lina Gervasi di uno dei brani più iconici della colonna sonora di “Mamma, ho perso l’aereo”, e con “Questo tempo insieme”, elogio dell’amore e dell’amicizia firmato Pippo Pollina
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“In apnea” Disorient Express
Nuovo singolo dei Disorient Express, primo tassello del prossimo EP dal titolo “Aspettando il sole”. Il brano si muove in un ambiente sonoro sospeso, rarefatto, quasi privo d’ossigeno, in cui prende forma la metafora centrale della canzone: il mare come specchio delle nostre esistenze. Qui si raccontano quei momenti in cui ci si ritrova in affanno con la vita, quando il buio ci attraversa e si finisce sul fondo, trattenendo il fiato mentre si affrontano paure, ferite e pesi interiori.
«La narrazione scivola in profondità, mostrando come le “pesanti zavorre”, generate dalla tossicità che assorbiamo ogni giorno, possano essere lentamente sganciate», dicono i Disorient Express. «Ed è proprio in questo gesto simbolico che il brano trova la sua catarsi: con un respiro lento e misurato si risale verso la superficie, verso la luce, verso un nuovo senso dell’esistenza. “In apnea” è dunque un inno alla resistenza silenziosa, al momento in cui la vita torna a pulsare, quando finalmente ricomincia il respiro».
“In apnea” nasce da un testo di Fabrizio Schepis, che firma anche la voce del brano. La musica è composta da Fabrizio Schepis, Giuseppe Lisa e Piero Lamancusa. Alle chitarre e ai cori c’è Giuseppe Lisa, mentre il basso è affidato a Piero Lamancusa. Giandomenico Mazzeo cura batteria e cori. I Disorient Express sono una band cantautorale della costa tirrenica della Sicilia orientale, dove il post-folk assume una forma collettiva e profondamente emotiva. Il loro nome è una dichiarazione d’intenti: un treno in corsa, disorientato, sempre pronto alla scoperta e all’esplorazione.
“I Clearly Mustn’t Know What the Hell Is Going On” Francis’ Scream
Nuovo singolo di Francis’ Scream, cantautore siciliano che fonde indie folk, indie rock e sfumature lo-fi. Scritto da Francis (all’anagrafe Francesco Scrima) e prodotto da Simone Poccia (Mob Studios), il brano esplora la perdita progressiva del controllo mentale, tra dissociazione, paure interiori e un senso costante di minaccia. Attraverso immagini come specchi che restituiscono identità sconosciute e demoni che avanzano, il protagonista affronta il collasso della propria stabilità emotiva. Una confessione cruda e sincera che culmina nella disillusione adulta: la sensazione di non essere fatti per la vita.
Francis dichiara: «Il brano è il racconto di una mente che si frantuma lentamente. La storia di qualcuno che smette di riconoscersi, che sente la realtà deformarsi e diventare ostile, fino al punto in cui anche il proprio riflesso diventa una minaccia».
“Come un fiore sbocciato” Salvo Scucces
Il brano è estratto dal nuovo lavoro discografico del polistrumentista e produttore Salvo Scucces per l’etichetta siciliana Isulafactory. Un racconto intimo per pianoforte sulla nascita, l’attesa e la fragilità. Un cammino affrontato in prima persona dalla moglie dell’autore, ma condiviso intensamente come coppia, tra speranze, paure, difficoltà e momenti di profonda fragilità. L’album racconta gli alti e bassi emotivi di questa esperienza, trasformando un vissuto personale in una narrazione universale, capace di rispecchiare il sentire di molte madri, coppie e famiglie. È il racconto di un viaggio che, attraversando tempeste interiori e attese sospese, conduce infine alla gioia della nascita.
Dal punto di vista espressivo, Scucces sceglie di affidarsi esclusivamente al pianoforte, strumento percepito come il più autentico per elaborare e restituire queste emozioni. Ne nasce un linguaggio essenziale e intimo: suoni semplici, poche note, minime variazioni timbriche, ampi spazi di respiro e melodie che oscillano tra nostalgia e suggestioni infantili.
Il titolo dell’album, “Tu verrai d’Estate”, è tratto da una filastrocca scritta dal padre dell’autore alla notizia dell’imminente arrivo del nipote: un gesto che diventa simbolo di continuità, un ponte tra generazioni, memoria e attesa. Dedicato innanzitutto a Valerio, il disco si propone anche come uno spazio di riflessione sulle difficoltà legate alla gravidanza e alla nascita, temi ancora poco raccontati. Un omaggio a chi ha affrontato problemi, dolori e ostacoli lungo questo percorso, a chi è caduto e ha trovato la forza di rialzarsi, e a chi, nella speranza di una gioia futura, si è trovato ad affrontare un dolore inatteso.
“Capirai” Alice Blasi
Brano intimo e introspettivo che si muove tra i silenzi, raccontando l’assenza e custodendo emozioni sospese tra paura e nostalgia. È una canzone che parla d’amore come bisogno profondo di connessione: la ricerca di occhi familiari, di respiri rassicuranti, di un luogo da chiamare casa. Nel ritornello – “capirai se dentro agli occhi tuoi non guardo mai» – gli occhi diventano lo specchio di un dolore profondo: custodiscono emozioni troppo grandi e ricordi ancora troppo vivi. Gli stessi occhi che un tempo brillavano di luce ora si fanno scuri, appesantiti dal peso di ciò che è stato.
La canzone è una ricerca costante di un appiglio, di una luce lontana, di un respiro capace di salvare. “E nell’alba forse sì, ci affonderei, solitudine dentro agli occhi miei”, racconta il desiderio di perdersi, di abitare la solitudine, ma anche la necessità di stringersi forte, di trovare conforto. «In questo brano ho scelto di condividere una parte profonda di me, di mettermi a nudo e di donare ogni sensazione senza filtri», spiega la cantante siciliana. «Ho cercato di raccontare le mie paure, lasciando che fossero anche i silenzi a parlare. Sono profondamente grata per la possibilità di racchiudere tutto questo in una canzone e spero che in queste parole possiate riconoscervi un po’ anche voi. La musica mi ha fatta sentire compresa, capita, accolta. Mi ha abbracciata nei momenti più fragili e mi ha fatto sentire meno sola. Ed è proprio per questo che ho scelto di raccontarmi, di condividere: con la speranza che queste parole possano, a loro volta, abbracciare il cuore di chi le ascolta.”
Il videoclip di “Capirai”, diretto da Gianluca Scalia e prodotto da Kemedia, si sviluppa in un’atmosfera ovattata e sospesa. La protagonista vive azioni minime come fossero abissi: esce di casa, entra in ascensore e improvvisamente è già “altrove”, quasi in coma. In una quotidianità che si sfalda, piccoli gesti diventano segnali di disagio evidente: prende una cioccolata, tamburella sul tavolo, si tocca i capelli, osserva ciò che la circonda senza realmente vederlo. Chiude gli occhi per raccogliere le idee: flussi emotivi contrastanti. Il percorso si compie infine in sala prove, dove mette in pratica ciò che ha immaginato. L’uscita finale, con il libretto degli appunti lasciato sul leggio, suggella simbolicamente la chiusura di un capitolo.
“Gelido”, Alex Britti e Mario Biondi
Un incontro atteso tra due voci riconoscibili e potenti, già applaudite insieme alle Terme di Caracalla lo scorso giugno, quando hanno portato sul palco per la prima volta il loro duetto. L’evento Feat.Pop celebrava i 27 anni dall’album “It.Pop” che ha lanciato Britti e segnato l’inizio della sua ultraventennale carriera.
Nel nuovo arrangiamento, Britti e Biondi fondono blues, jazz e black music, dando al brano una profondità inedita. La canzone esplora lo smarrimento di chi non si riconosce più: il gelo diventa metafora di una distanza emotiva che spegne sentimenti, abitudini e certezze. Tra fragilità e introspezione, il duo trasforma il disorientamento in un dialogo intenso che racconta il lato più autentico e complesso dell’amore.
“Home Alone: Somewhere in My Memory” Lina Gervasi
Nel dicembre 1990 Mamma, ho perso l’aereo debuttava nelle sale americane segnando l’inizio di una delle tradizioni cinematografiche più amate delle festività natalizie. Tra i brani più iconici della colonna sonora, uno ha saputo ritagliarsi un posto speciale nell’immaginario collettivo: Somewhere in My Memory. Composta da John Williams con testi di Leslie Bricusse, la melodia è il cuore emotivo della partitura e ha ottenuto una nomination all’Oscar per la Miglior Canzone Originale. Di questo ormai classico della tradizione natalizia, per celebrare l’anniversario nel film e nella sua opera di rielaborazione di celeberrimi temi di film, Lina Gervasi – tra le thereministe più acclamate – ha voluto offrire una versione per theremin, coro e orchestra, trascritta e riarrangiata dal suo produttore Denis Marino. Un progetto speciale per Musica Lavica Records che coinvolge la neonata orchestra catanese Southlab e il Coro Interscolastico Vincenzo Bellini di Catania, diretto dal Maestro Daniela Giambra con la collaborazione del preparatore il Maestro Alessandro Vargetto.
La versione per theremin di Somewhere in My Memory è accoppiata a un video, girato nel teatro di Nicolosi col patrocinio del Comune: la magia di questa melodia lieve e luminosa è vista attraverso lo sguardo di un bambino che entra furtivamente nel teatro dove Lina, i musicisti e il coro stanno suonando questo canto natalizio. La sua meraviglia si accresce scoprendo che su quel palco ci sono tanti bambini come lui – i componenti del Coro Interscolastico V. Bellini di Catania, musicisti provetti, animati da passione ed energia, già esibitisi in prestigiosi contesti (solo per citarne alcuni: al Teatro Greco di Siracusa e a quello Antico di Taormina, al Quirinale e al Viminale, oltre ovviamente al Bellini di Catania).
“Questo tempo insieme” Pippo Pollina
Nuovo estratto dal nuovo album del cantautore Pippo Pollina, album “Fra guerra e pace”. Questo brano vede la partecipazione di Marcello Mandreucci, Alfonso Moscato e Raquel Romeo. Il video, prodotto da Jazzhaus Records e Storie di Note con la regia di Luca Di Gregorio, è un’esibizione live degli artisti girata nella suggestiva cornice di Piazza Quattro Canti a Palermo, punto nevralgico e autentico cuore pulsante della città. Un luogo simbolico, attraversato ogni giorno da turisti, musicisti e performer provenienti da tutto il mondo. Le immagini restituiscono un’atmosfera spontanea e viva, in cui la performance si fonde con il respiro della città e con il suo continuo movimento.
“Questo tempo insieme” è un elogio all’amore e all’amicizia, quei sentimenti essenziali che danno senso al nostro cammino e che, attraverso la dedizione del tempo e la profondità dei legami, lasciano un segno duraturo nel nostro passaggio sulla terra.
Il disco di Pippo Pollina si presenta come una dichiarazione politica, un monito poetico e un barlume di speranza in tempi turbolenti. Con una scrittura intensa e una musica ricca e diversificata, l’artista avvicina il pubblico alle storie e ai protagonisti dietro i titoli dei giornali, tra dolore, amore e speranza.
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