Un padiglione per Stern:
il suo occhio sui siciliani
lo sguardo oltre la guerra

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A un anno dall’inaugurazione, la sezione del Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943 dedicata al fotografo statunitense si arricchisce di nuovi scatti e di una installazione che riproduce i suoni dell’epoca, per far rivivere ai fruitori le sensazioni di chi ha vissuto quei momenti drammatici. Con l’obiettivo di trasformare il museo in un vero e proprio polo culturale

Immagini, suoni e parole si incontrano per raccontare e far rivivere le stesse sensazioni di chi all’epoca vide sconvolta la propria quotidianità all’interno del Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943. Nel settantacinquesimo anno dall’arrivo delle truppe anglo-americane nell’isola, e a un anno dalla sua installazione, al padiglione dedicato al fotoreporter Phil Stern sono stati aggiunti diciotto suoi scatti inediti. L’occasione è l’inaugurazione il 25 settembre della mostra “Lo sguardo oltre la guerra. Phil Stern Photographer 1942-1943”, curata da Ezio Costanzo, coordinatore del Museo e referente della famiglia Stern in Italia. La donazione fa parte della proposta culturale della Fondazione Oelle, presieduta da Ornella Laneri e diretta dal fotografo Carmelo Nicosia, ed è avvenuta in collaborazione con la Città Metropolitana di Catania, alla presenza del sindaco metropolitano Salvo Pogliese. 

L’inaugurazione del padiglione rinnovato

IMMAGINI. Noto soprattutto per le foto che ritraggono i divi hollywoodiani, Phil Stern cominciò la propria carriera come fotoreporter quando, a soli 23 anni, fu arruolato nell’esercito americano. I suoi scatti, realizzati durante le operazioni militari in Africa e in Sicilia, sono passati alla storia perché non mostrano solo la parte cruenta della guerra, ma i volti sconvolti degli anziani che la vissero con preoccupazione e quelli spensierati dei bambini inconsapevoli di quel che succedeva intorno a loro.
“Il Phil Stern Pavilion – dichiara il curatore Ezio Costanzo – è parte integrante della mostra dedicata allo sbarco in Sicilia, tuttavia il protagonista è proprio il fotografo. Per questo abbiamo deciso di esporre anche alcuni suoi scatti del periodo hollywoodiano: infatti abbiamo la fortuna di godere del sostegno della famiglia Stern, che ci ha fornito molti negativi da digitalizzare, catalogare e selezionare per arricchire sempre più un’area ancora in crescita”.
Immagini emozionanti alle quali è stata associata anche una fotografia inedita di quello che è forse il più famoso fotografo di guerra, Robert Capa, sempre scattata in Sicilia, che è un anticipo di quel che sarà il progetto “Area ’43 Sicily Landing District”, volto a valorizzare i luoghi della memoria in Sicilia.

SUONI. A rendere più viva la mostra è l’installazione audio binaurale “Paesaggi sonori” realizzata dall’ingegnere del suono Michele Spadaro: vengono riprodotti i suoni reali della guerra, facendo vivere un’esperienza sensoriale toccante e completa a chi si reca alla mostra per vedere gli scatti esposti. «Il connubio tra suono e immagine – afferma Ornella Laneri – è volto ad attirare maggiormente i giovani grazie alla presenza di installazioni interattive».

Un momento della cerimonia di inaugurazione

PAROLE. Nel corso dell’inaugurazione della mostra permanente è stato presentato in anteprima nazionale il libro di Liesl Bradner “Snap Dragon – The World War II exploits of Darby’s Ranger and combat photographer Phil Stern” (Osprey). Giornalista pluripremiata e amica di Phil Stern, Bradner ha raccolto nel libro pensieri, sensazioni e osservazioni di un giovane occhio critico quale fu il fotoreporter negli anni della guerra. Ad accrescere il valore di questo libro è il fatto che il materiale provenga da una fonte diretta quale un manoscritto di Phil Stern che lo stesso fotografo consegnò in prima persona alla Bradner.

Un momento della cerimonia di inaugurazione

UN PROGETTO IN CONTINUA CRESCITA. “L’aggiunta di questi nuovi scatti – afferma il direttore della Fondazione Oelle Carmelo Nicosia – è solo l’inizio di un progetto che va crescendo continuamente: il Phil Stern Pavilion è un’attrazione, un polo culturale destinato a crescere e a collaborare con l’Accademia delle Belle Arti, l’Università e il Liceo Musicale. Inoltre per noi è motivo di orgoglio avere l’appoggio della famiglia Stern, che continua a starci accanto per ricordare il padre”. All’evento inaugurale infatti era presente anche il nipote del fotografo, Ben Stern, insieme alla moglie Elia.

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