Passeggiando per le affollate e multietniche strade di Londra, in un angolo parzialmente nascosto tra le classiche schiere di appartamenti multipiano della capitale britannica, potreste imbattervi in una enorme insegna dorata dal sapore sorprendentemente familiare. Dopo i primi attimi di disorientamento, e le stropicciate agli occhi di rito, la vostra prima sensazione verrebbe immediatamente confermata: su una trabeazione che sormonta delle colonne sapientemente stilizzate a citazione dello stile ionico, campeggia la scritta Sicilian Avenue. Un vero frammento di storia della City dedicata ai figli della Trinacria, certamente meno conosciuta rispetto al quartiere di Little Italy eppure, in un certo senso, sua fondamentale antenata.

L’ORIGINE. Collocata nei pressi di Bloomsury, non troppo distante da Southampton Row, venne costruita nel 1901 da W.S Wortley in stile edoardiano. Il suo nome peculiare si deve all’ingente flusso migratorio proveniente dalla Sicilia, che agli inizi del XX secolo investì Londra e il resto delle principali capitali europee. In cerca di un destino migliore di quello che, pur spinti dalla necessità, avevano loro malgrado abbandonato, i nostri progenitori giunsero in terra britannica equipaggiati semplicemente dei loro sogni e della loro voglia di riscatto. O quasi. Perché, si sa, i figli del Belpaese – e la tradizione siciliana non fa certo eccezione – sono da sempre portatori di un know-how piuttosto specifico: quello culinario. Avvenne così che la sempre crescente comunità italiana finì per aggregarsi, con le proprie attività, in quello che divenne un vero e proprio scorcio di Mediterraneo all’estero. Dai ristoranti ai coffee shop, la Sicilian Avenue fu la culla dei primi locali in territorio inglese che si ispiravano a quelli del continente, implementando ad esempio i tipici tavoli all’esterno. 

DALLA SPAGHETTI HOUSE AI GIORNI NOSTRI. Negli anni ’50, dalla Sicilian Avenue prese il via anche la notevole diffusione delle Spaghetti House, la prima catena di cibo italiano ad aver trovato pianta stabile in UK, e che ha ispirato, nel 1982, l’omonimo film diretto da Giulio Paradisi e interpretato da Nino Manfredi. Quel fascino, oggi, rimane pressoché intatto e assolutamente a misura d’uomo: questo celebre viale interamente pavimentato è, infatti, un’area pedonale interamente vietata al transito delle automobili e pensata per brevi soste di turisti o semplici curiosi. O – perché no? – di siciliani in trasferta alla ricerca di un inaspettato pezzo della propria memoria tra le labirintiche strade d’Oltremanica.

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