S’intitola “Vorrei Regnare” la personale dell’artista siciliano, visitabile fino al prossimo 20 agosto presso Palazzo Vigo a Torre Archirafi (Riposto, CT)

Dal passato al presente, dal personale all’impersonale. L’arte di Seb Patane è prima di tutto elaborazione, sublimazione di elementi di vissuto (proprio, ma non solo) in una riflessione allo stesso tempo malinconica e ironica. I suoi lavori sono intrisi d’un’astuta “ingenuità apparente”, che invita lo spettatore a prendere le mosse dalla semplicità dello sguardo infantile per sviscerare a fondo il concetto di identità, sia essa intesa in modo individuale, sia in modo collettivo. In questo senso la mostra “Vorrei Regnare”, curata da Salvo Pennisi e visitabile gratuitamente fino al prossimo 20 agosto presso “Palazzo Vigo” a Riposto, offre spunti interessanti sia per gli amanti  dell’arte contemporeanea sia per coloro che, semplicemente, volessero riflettere attraverso lo sguardo per certi versi duplice di un artista siciliano di nascita, ma residente a Londra da ormai 25 anni.

© Seb Patane – Foto Giorgio Romeo

LE FOTOGRAFIE. Il tema dell’identità è centrale nell’opera di Seb Patane e lo ritroviamo in alcune fotografie elaborate digitalmente. Per lo più si tratta di raffigurazioni di gigolò inglesi degli anni ’30 e raffigurazioni di uomini vittoriani le cui immagini sono state distorte in fase di scansione. Il risultato sono immagini grottesche e affascinanti in cui, tuttavia non vediamo mai gli occhi dei protagonisti. «I volti – spiega ancora Patane – conferiscono ai personaggi una carica narrativa molto forte, a me però interessa più la composizione che la loro storia». A emergere da questi lavori è anche una certa musicalità, altro tratto saliente della produzione di Seb Patane.

I CARTAMODELLI. «Ogni volta che organizzo una mostra – spiega l’artista – cerco sempre di cogliere tutte le occasioni che mi consentano di rendere più tridimensionali i miei lavori». Nel caso della personale a Palazzo Vigo questo concetto si esprime in vari modi, tra i quali alcuni pannelli “sovrapposti” che dal muro “sconfinano” sul pavimento. Si tratta di alcune serigrafie realizzate su cartamodelli da sarta raffiguranti alcune immagini che richiamano a una delle costanti dell’arte di Patane: l’amore per il periodo vittoriano. «Volevo creare un contrasto tra mascolinità e femminilità, così ho sovraimpresso delle immagini prettamente maschili nella confusione astratta del cartamodello».

© Seb Patane – Foto Giorgio Romeo

DAI RICORDI D’INFANZIA A JODOROWSKY. L’allestimento ripostese propone anche un audiovisivo realizzato nel 2011. Si tratta di un viaggio autobiografico in cui ritroviamo i luoghi dell’infanzia (molte immagini sono girate in Sicilia), fino ai riferimenti alle amate letture di Alejandro Jodorowsky con una poesia ispirata a “La danza della realtà” che l’artista ci propone recitata nel video ed esposta sulla parete che affianca il televisore. In questa parte della sala troviamo anche l’opera prestata alla locandina, una pagina de “I quindici” raffigurante un bambino, cui l’artista ha aggiunto – durante la sua infanzia – alcuni inserti: lacrime e ali di pipistrello.

© Seb Patane – Foto Giorgio Romeo

LA CARICATURA DI CARNOT. Immancabile, da dieci anni a questa parte, nelle mostre di Seb Patane è la raffiguraizone della caricatura del presidente Francesce Marie François Sadi Carnot, realizzata alla fine del XIX secolo. «Fu ideata da un artista di strada – spiega ancora – come una sorta di giocattolino. Si trattava di una scultura in legno che, una volta esposta al sole, proiettava la silouhette del presidente. Ci sono particolarmente legato e ogni volta la propongo in maniera sempre diversa».

VORREI REGNARE. Il pezzo principale della mostra, che troneggia in mezzo alla sala, è una scultura in legno raffigurante una barchetta di carta sulla quale l’artista ha riprodotto la scritta “Vorrei Regnare” mediante la calligrafia del cantante new wave Garbo, che ha collaborato alla sua realizzazione. Anche qui il vissuto personale di Patane s’interseca con la sua arte: ci sono i rimandi a Riposto, alla musica degli anni ’80 e un riferimento (proprio nel titolo) a quel Regno Unito divenuto sua seconda patria. In un gioco che fa riflettere sul concetto di autorialità (l’opera è dell’artista siciliano, ma la firma è del cantautore milanese) il concetto d’identità assume poi una portata più ampia. Ai tempi della Brexit ciò che potrebbe salvarci è un rimando all’infanzia, al gioco, ma allo stesso tempo questo non è sufficiente a non far naufragare il nostro futuro. «In un certo senso – conclude l’artista – quest’opera è una sorta di suggerimento verso un ottimismo ingenuo e poetico, un equilibrio tra possibilità, impossibilità e gioco».

© Seb Patane – Foto Giorgio Romeo

Seb Patane

Seb Patane è nato a Catania nel 1970 e cresciuto a Riposto fino al 1992, anno in cui si trasferisce a Londra, dove tuttora vive e lavora. Studia Belle Arti e ottiene la laurea al Central Saint Martins College e il master alla Goldsmiths University. Tra le sue mostre personali e collettive: Tate Britain, British Museum, Royal Academy, Maureen Paley e Institute of Contemporary Arts, Londra;  MoMa New York; Migrosmuseum, Zurigo; Fondazione Giuliani, Roma;  Magasin, Grenoble; Museo Civico, Castelbuono (Palermo); Fonti, Napoli, e China Arts Objects, Los Angeles.   Nel 2006 Seb Patane è stato selezionato per il prestigioso premio Beck’s Futures.  Ha pubblicato tre libri: la monografia “Seb Patane” legata alla personale alla Kunsthalle di Mulhouse, Francia; il progetto d’artista/catalogo per “The Foreigners Stand Still” alla Fondazione Giuliani di Roma; e il catalogo “As Unreal as Everything Else” per la personale al Museo Civico di Castelbuono (PA).

La mostra è visitabile presso Palazzo Vigo a Torre Archirafi tutti i giorni dalle 19 alle 23.