Al McKay: «Così riproponiamo il vero sound degli Earth Wind and Fire»

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Il chitarrista, tra i più influenti della scena funk mondiale, sarà in concerto stasera a Taormina con la sua band: «Niente trucchi, sequenze e parti registrate. La nostra è pura musica dal vivo»

Grazie ai suoi iconici riff e ai suoi groove coinvolgenti è considerato uno dei più grandi chitarristi funk. Lungo la sua carriera è stato turnista per artisti del calibro di Tina Turner, ma a consacrarlo nell’olimpo della musica leggera è stato l’ingresso negli Earth Wind and Fire. Oggi AlMckay ci ripropone l’atmofera degli anni ’70 con il suo progetto “EWF Experience”. Lo abbiamo incontrato a ridosso del concerto che terrà stasera al Teatro Antico di Taormina per l’unica data siciliana del suo tour internazionale.

«Gli anni 70 erano quelli post-Woodstock, dominati dal “Peace & Love”. La musica che abbiamo creato era principalmente incentrata sulle emozioni»

LA STORIA. Quella degli “Earth Wind and Fire” è stata probabilmente la più grande, sofisticata e visionaria band funk del suo tempo, in grado di coniugare una scrittura densa e ricca di ritmi sincopati con la spiritualità e la filosofia new-age che imperversavano all’epoca. «Gli anni 70 – racconta McKay – erano quelli post-Woodstock, dominati dal “Peace & Love”. La musica che abbiamo creato era principalmente incentrata sulle emozioni. Maurice White era molto bravo nell’interpretare questo mood e ci siamo trovati davvero molto bene a lavorare insieme per quasi nove anni». L’ingresso di McKay negli EWF, grazie al suo iconico approccio alla chitarra e l’utilizzo di un personale e riconoscibilissimo riff, portò la band verso nuove prospettive. «Quando parliamo di chitarra – continua – spesso si pensa a quella folk o alle prodezze velocistiche e pazze dei chitarristi rock, ma il ruolo di un buon chitarrista è anche quello di conferire groove, che poi è ciò che fa funzionare davvero le canzoni». Così, dal 1973 al 1981, McKay ha suonato e composto quella che sarebbe diventata la colonna sonora di una generazione.

«Oggigiorno ci sono moltissime band che suonano la musica degli EWF, ma noi non facciamo uso di sequenze o parti registrate. Il nostro è davvero uno spettacolo dal vivo»

Al McKay durante l'intervista
Al McKay durante l’intervista

DAGLI “AL MCAY’S ALL STAR” ALLA “EWF EXPERIENCE”. Conclusasi – in seguito a quella che lui stesso definisce «la crisi del nono anno» – l’esperienza degli” Earth Wind and Fire”, McKay si è dedicato a vari progetti musicali e non ha preso parte alle ultime reunion del gruppo, concentrandosi piuttosto su una propria “All star band” e coinvolgendo alcuni grandi musicisti americani. «All’inizio – spiega ancora il chitarrista – avevamo in mente l’idea di fare musica nostra, ma il pubblico voleva i successi degli EWF, così il progetto si è evoluto verso qualcosa che, di fatto, ricreasse il vero sound dell’epoca». Tredici elementi fanno sì che questo accada: sul palco ci sono tre voci, fiati, batteria, basso, tastiere e «una sola chitarra» per ricreare qualcosa di davvero autentico. «Oggigiorno – continua McKay – ci sono moltissime band che suonano la musica degli EWF, ma noi a differenza della maggior parte di queste non facciamo uso di sequenze o parti registrate. Il nostro è davvero uno spettacolo dal vivo». E il risultato non può che essere coinvolgente: «I concerti si trasformano sempre in dei veri e propri party. Ci basta accennare le prime note di “September” per vedere la stessa gente che fino a quel momento si era rilassata con le nostre melodie alzarsi e ballare».

«Sto lavorando a un nuovo disco. Oggi la scena è dominata da un uso smodato dei computer, ma la musica è ancora viva»

LA MUSICA OGGI. «I tempi sono cambiati – racconta ancora -. Nelle discoteche si ballano ritmi molto duri, ma noi facciamo musica per le persone, non solo per la pista da ballo. Molti giovani musicisti, poi, oggi preferiscono produrre musica con dei computer piuttosto che con una chitarra e questo forse impatta sulla crisi di produttori come Gibson e Fender. Però non c’è solo questo: se fai ascoltare a un ragazzino qualcosa di differente, non è detto che non ci si appassioni. Questo è il motivo per cui assistiamo a un ritorno del vinile e del suono analogico». Insomma, uno sguardo disincantato ma ottimista. Lo stesso che ha portato McKay a lavorare su un nuovo disco di prossima uscita. «Non voglio anticipare molto ma quello che posso dire è che la musica è ancora viva».

La Al McKay's All Star Band
La Al McKay’s All Star Band
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