L’abbondanza di informazioni che contraddistingue il nostro tempo ha reso sempre più complessa la distinzione tra notizie vere e notizie false. Per correre ai ripari, nell’ultimo decennio giornali e media hanno cominciato a declinare la propria attività verso la prevenzione e la denuncia delle fake news. L’esempio più evidente, in questo senso, è Pagella Politica, un progetto dedicato al fact-checking delle dichiarazioni dei principali politici italiani; da questa iniziativa nasce nel 2020 il portale Facta, che si propone di raccogliere le segnalazioni dei lettori con lo scopo di smascherare le notizie false, imprecise o fuori contesto che circolano sul web. Dalle elezioni americane alle teorie che immaginano la mano di Bill Gates dietro la pandemia, anche la Sicilia si trova suo malgrado protagonista di notizie che di vero hanno ben poco. Ecco alcune delle più curiose.

Una delle più maligne bufale tra quelle in salsa siciliana, riguarda la palermitana Angela Chianello, divenuta famosa per il suo tormentone estivo “Non ce n’è coviddi”. Lo scorso settembre, infatti, inizia a circolare sui social network la notizia del ricovero della donna, in condizioni gravissime per un sospetto contagio da Covid-19. Alla perversa schadenfreude della rete, che esulta per il presunto intervento della giustizia karmica, la Chianello risponde indirettamente continuando a mettere a frutto la sua nuova fama tramite un attivissimo e popolare profilo Instagram, mettendo così a tacere le malelingue.  

Ph. Global Project

Notevole riscontro ha invece ottenuto una foto che, secondo la rete, ritrarrebbe uno sbarco di migranti avvenuto tra settembre e ottobre sull’isola di Lampedusa. L’immagine in questione, che ha iniziato a circolare su Facebook l’8 ottobre associata al presunto nuovo sbarco, risalirebbe non al 2020 bensì al lontano 26 marzo 2011. Il risultato di tale manovra di decontestualizzazione? Una pioggia di commenti e di insulti spregevoli come «Assembramento, siete pazzi, riportateli tutti in Africa», oppure «Mandateli a Montecitorio e al Vaticano» e ancora «A che serve tutta questa gente in Italia?».

Catania è la città protagonista della terza fantasmagorica storia. Stavolta la foto che circola su Facebook ritrae una donna alla guida di una Citroen C3 rimasta incastrata e sospesa tra il balcone di un palazzo e una strada. Tutti sappiamo che parcheggiare in città possa spesso essere un’impresa titanica o che una donna al volante sia un pericolo costante, ma ciò non giustifica minimamente la condivisione spasmodica della notizia sul web. La città siciliana diventa teatro di eventi rocamboleschi e spettacolari, così come suggerisce il nome della pagina social – Catania dà spettacolo – responsabile di tale bufala. In realtà l’incidente è avvenuto il 17 settembre 2017 a Beşiktaş, in Turchia, in seguito ad una manovra azzardata della conducente.

È chiaro a tutti come il mondo del web possa rivelarsi infido e fuorviante. Cosa fare dunque per immunizzarsi contro le bufale? Mai abbassare la guardia di fronte a notizie vaghe e improbabili. Dopotutto il proverbio la dice lunga: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.

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