“Bridging the Gap”: migranti e studenti siciliani insieme per imparare a fare impresa

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Junior Achievement, insieme a Tree e Unicef, dà vita a due progetti paralleli che coinvolgono giovani, sia italiani che stranieri, al fine di sviluppare i loro talenti legati al business in uno sforzo di idee e di collaborazione tra culture diverse

Gettare un ponte tra scuola e mondo del lavoro, scavalcando nel contempo ogni barriera culturale ed etnica. È questo l’obiettivo di Junior Achievement Italia, da 16 anni attivo sul nostro territorio per sviluppare i progetti imprenditoriali pensati dagli studenti delle scuole superiori attraverso il progetto “Impresa in Azione”. «JA è nata 100 anni fa negli Stati Uniti- ci spiega Antonio Perdichizzi, responsabile JA Italia – con l’intento di supportare i migranti italiani e irlandesi ed è molto bello che dopo un secolo proprio qui a Catania stiamo facendo lo stesso con i giovani migranti africani». Quest’anno, infatti, JA ha incontrato l’Unicef lanciando un progetto pilota in Sicilia, “Idee in Azione per UPSHIFT”, che ha coinvolto giovani migranti residenti a Catania, Palermo e Agrigento. I minori stranieri hanno elaborato un progetto di impresa e sono poi stati affiancati da studenti universitari siciliani e da alcuni esperti che li hanno guidati nelle fasi successive. «L’Unicef da diversi anni – racconta Anna Riatti, coordinatrice in Italia del programma di supporto per minori stranieri – concentra le sue forze nel sostegno a migranti e rifugiati giunti in Italia alla ricerca di nuove opportunità. La collaborazione con JA ci consente di fornire loro competenze imprenditoriali e di base, favorendone l’autonomia e l’integrazione nella comunità in cui vivono e spingendoli a realizzare progetti innovativi e di grande impatto sociale». Come “Celiacus”, il progetto realizzato da alcune giovani nigeriane in collaborazione con alcune studentesse siciliane di Economia aziendale, che celebra l’incontro tra la cucina nigeriana e quella italiana, dando vita a prodotti senza glutine. «Chiacchierando con gli studenti dei loro progetti – prosegue la Riatti – ci siamo resi conto di aver raggiunto tutti gli obiettivi che c’eravamo prefissati: i ragazzi si sono molti divertiti e nello stesso tempo hanno acquisito sicurezza in sé stessi e maturato precisi progetti futuri. Nel frattempo sono state abbattute le barriere linguistiche e culturali e sono nati dei progetti bellissimi».

L’ARTE DELLA COOPETIZIONE”. «Alcuni ragazzi dopo l’incontro con JA – racconta Perdichizzi – sognano di fare impresa e noi ce lo auguriamo, ma il nostro vero obiettivo è quello di favorire lo sviluppo di alcune competenze come lavorare in gruppo, parlare in pubblico e lavorare per obiettivi, tutte metodologie di business utili per il futuro». Gli studenti hanno avuto la possibilità di presentare il loro prodotto all’interno di “Bridging The Gap”,  momento conclusivo di entrambi i progetti legati all’educazione imprenditoriale tenutosi mercoledì 29 maggio al parcheggio R1 AMT di Catania. Nella stessa giornata sono stati selezionati due progetti che concorreranno alla selezione nazionale a Milano. «I ragazzi sperimentano così quella che definiamo la “coopetizione” – ha concluso Perdichizzi – perché imparano a competere ma anche a cooperare, scambiandosi idee, opinioni, modi di fare. Alla luce dei risultati fino ad ora raggiunti non possiamo che auspicare di raggiungere presto tutte le scuole italiane, convinti dell’importanza di educare un’intera generazione a fare il tifo per chi fa impresa piuttosto che percepirlo come una minaccia». Tra le idee premiate c’è “House of Charge”, pensato e realizzato dall’Istituto S. D’Acquisto di Bagheria. «“House of charge” – ci spiega Marco, uno degli studenti che lo hanno realizzato – è una stazione di ricarica per i telefoni che è già stata venduta e verrà installata da Expert-Cascino. L’idea nasce per consentire al cliente di un negozio di fare shopping e nel frattempo ricaricare il proprio cellulare, lasciandolo in un luogo sicuro. House of charge funziona attraverso un tablet dal cui schermo si seleziona uno dei cassetti disponibili, tutti numerati, vi si dispone il cellulare in carica e si inserisce una password dopo averlo chiuso. Il punto di forza di questo progetto è che la stazione di ricarica non è inquinante perché realizzata totalmente in legno, ed è personalizzabile».

PICCOLI IMPRENDITORI, GRANDI IDEE. Tra i progetti realizzati nell’ambito di “Impresa in Azione” c’è anche quello dell’Istituto G.B. Ferrigno di Castelvetrano. «Abbiamo creato “SìCultura”, una piattaforma web – ci spiega Giuseppe – caratterizzata dall’uso di QrCode per l’accesso rapido alle guide e alle informazioni e dal BlockChain, per promuovere il nostro territorio. Protagonista del progetto è il Parco Archeologico di Selinunte, con cui abbiamo collaborato, ma anche alcune specialità culinarie siciliane come il pane nero e l’olio extra vergine d’oliva. A tutti capita di pensare che un giorno saremo costretti ad abbandonare la nostra isola, noi però oggi speriamo di poter portare avanti questo nostro progetto, estenderlo ad altri territori e farlo divenire la nostra occupazione futura». La fiducia nel futuro brilla negli occhi di Giuseppe come in quelli di Mamadou e Karamo, che ci raccontano “PiantaMi: «Non tutte le persone hanno il pollice verde, quindi noi abbiamo creato un kit per la coltura: piuttosto che cercare tutorial su YouTube, acquistando il nostro prodotto sarà possibile accedere con un QrCode ad alcune video-pillole da noi realizzate. A prescindere dal risultato questo progetto ci ha permesso di lavorare in gruppo e conoscere meglio il mondo del lavoro». Anche Oumar, un altro partecipante al progetto, è molto orgoglioso della sua idea imprenditoriale: «”Gym 4 Pld” è nato dalla constatazione che a Catania ci sono tante palestre, ma nessuna è per i disabili, nonostante lo sport possa essere un ottimo strumento di integrazione. Questo progetto mi ha permesso di concretizzare un’idea che era solo astratta». Sono piccoli imprenditori, ma le loro idee sono davvero grandi.

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