Presto tra le corsie dell’ospedale di Mussomeli potreste sentirvi rivolgere delle parole con un accento un po’ particolare. A breve, infatti, tre medici chirurghi di nazionalità argentina entreranno a far parte dell’organico del presidio nisseno di Santa Maria Longo. Una soluzione creativa ad una cronica mancanza di personale che affligge non solo il centro siciliano ma anche tutto il sistema ospedialiero nazionale, se è vero che, a fine 2021, la Società Italiana di Medicina d’Emergenza denunciava la mancanza di ben 4000 medici e 10.000 infermieri di pronto soccorso. Cifre che impressionano e che anche a Mussomeli rappresentano un problema di non poco conto: «A causa della carenza di personale, il nostro presidio ospedaliero – afferma il sindaco Giuseppe Catania – è costretto ad operare con soli tre reparti su sei». La situazione più critica si registra attualmente proprio nel reparto di chirurgia: «L’urgenza che abbiamo manifestato all’Asp scaturisce dal bisogno di rimpolpare in fretta le fila del reparto, in cui, al momento, opera un solo chirurgo con contratto a termine il prossimo 31 marzo».

Il sindaco di Mussomeli Giuseppe Catania

Da qui l’idea inusuale di chiedere una mano Oltreoceano, mettendo a frutto una partnership con la nazione sudamericana nata nel 2021 con la mediazione dell’agenzia di consulenza Caccipit e dei suoi rappresentanti Erica Moscatello e Javier Raviculè. Grazie a loro è stato possibile il contatto con l’Università pubblica di Rosario che ha accolto volentieri l’invito e si è subito attivata per supportare la causa del comune siciliano, facendo pervenire nel giro di un paio di mesi oltre 50.000 curricula di professionisti idonei a soddisfare le attuali necessità. «Speriamo – prosegue il sindaco – che alle tre figure che hanno già ricevuto il decreto di riconoscimento da parte del Ministero della Salute se ne aggiungano molte altre in modo da consentirci di riaprire tutti i nostri reparti».

Ma perché la scelta è ricaduta proprio sugli argentini? E cosa li spinge ad accettare volentieri la Sicilia come luogo di una nuova avventura professionale? Alla base c’è un doppio ordine di fattori, come ci spiega Erica Moscatello: Da un lato, la ghiotta occasione delle case a un euro: «Da quando l’amministrazione ha lanciato l’iniziativa, sono state commercializzate circa 342 case, che hanno portato nell’isola non soltanto professionisti dell’ambito sanitario ma anche giornalisti ed artisti di fama internazionale». Dall’altro, una ragione di carattere storico e culturale: «Gli argentini che stanno migrando a Mussomeli – prosegue – appartengono ad una classe benestante di professionisti che vogliono migliorare la propria qualità di vita. Vengono in questo luogo pieno di cultura, tradizioni, storia infatti perché sono alla ricerca della felicità, del loro posto nel mondo e la Sicilia lo è davvero perché è un posto fantastico. È una regione molto prospera dove le persone e soprattutto gli argentini, trovano risposte a queste domande esistenziali, a quei bisogni che oggi sono vitali per vivere».

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