Diventare grandi grazie alla fotografia: “Art in Schools” conquista anche la Sicilia

Quando l’arte si mette a servizio delle nuove generazioni, possono nascere cose straordinarie. Lo dimostra il progetto internazionale “Art in Schools”, promosso dal mecenate americano Massoud Besharat, che ha donato a 214 scuole in tutto il mondo più di 13.000 capolavori della fotografia d’autore. L’intento primario del progetto, come dichiarato dallo stesso fondatore, è quello di «coltivare la simpatia e l’empatia tra i bambini di tutte le età. La capacità di comprendere i sentimenti degli altri è fondamentale per i futuri custodi del nostro pianeta e di tutta la vita su di esso».

IL POTERE DI UN’IMMAGINE. L’iniziativa, già diffusa negli Stati Uniti e in Francia, approda anche in Sicilia, in ben 18 scuole nelle province di Catania, Enna e Siracusa, sotto la guida di una figura d’eccezione: Saro Di Bartolo, fotografo di fama internazionale e ambasciatore della fondazione Besharat in Italia. A distanza di mesi dall’inaugurazione del progetto sull’isola, l’artista siciliano Di Bartolo ha tracciato con soddisfazione un primo bilancio: «Credo che l’arte fotografica abbia il prezioso dono dell’eloquenza. È meraviglioso pensare che le pareti bianche delle scuole siciliane partecipanti al progetto, in un bel momento, abbiano accolto 600 fotografie di grande formato in esposizione permanente e a disposizione di allievi e insegnati per ricerche e attività didattiche. Credo fortemente nel potere di “Art in Schools”, un’iniziativa che vuole guidare gli studenti a riflettere su temi rilevanti e cruciali nel periodo storico in cui viviamo, come quello della diversità e della tutela del pianeta».

PASSIONI LONTANE. L’artista siciliano, proprio come i privilegiati studenti oggi coinvolti nel progetto della Besharat Arts Foundation, sin da ragazzino ebbe i primi contatti con il mondo della fotografia, che poi divenne una passione, lunga cinquanta anni con un seguito di premi e riconoscimenti internazionali. «Ricordo ancora – racconta – quando a dieci anni mi regalarono una “box camera” dal nome Kodak. Da quel momento iniziai a partecipare ai primi concorsi di fotografia e poi a viaggiare in giro per il mondo, compatibilmente con il mio lavoro d’interprete». Tra i suoi soggetti prediletti, le città fantasma del Far West – le cosiddette “Ghost Town”- e poi i grandi scorci paesaggistici dei parchi americani, la natura incontaminata dei canyon e ancora i territori orientali della Cambogia, del Myanmar, del Vietnam e del Bangladesh, «in cui ciò che più mi affascina è la gente del posto che, pur essendo poverissima, ha un atteggiamento accogliente e positivo verso la vita e soprattutto verso l’altro», conclude l’artista.

EDUCARE LE GENERAZIONI. Ad affiancare Saro Di Bartolo nella mostra “The Faces of Innocence” e nella promozione tra i giovanissimi di un messaggio portatore di armonia e rispetto dentro e fuori le aule scolastiche, ci sono altri tre artisti di livello internazionale, Simon Lister dall’Australia, il neozelandese David Lazar e il tedesco Hartmut Schwarzbach, i cui sguardi curiosi e scrupolosi, puntano a celebrare la bellezza del mondo con scatti che custodiscono, nella scelta delle infinite variabili, storie ed emozioni uniche e irripetibili. A giudicare dall’entusiasmo con cui le scuole stanno rispondendo all’iniziativa “Art in Schools”, sembra proprio che i bambini abbiano colto magistralmente il sensibile fascino dell’arte fotografia e dei suoi grandi maestri.

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