I “collage parlanti” di Demetrio Di Grado e i molteplici volti dell’arte

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Un’attività poliedrica e sempre alla ricerca di nuovi stimoli quella dell’artista palermitano,  che si divide tra la propria produzione e la promozione di talenti grazie alla sua associazione “ManSourcing”

Gli occhi parlano e spesso a loro è affidata la comunicazione più diretta e pungente. Questa affermazione è quanto mai vera se si guardano i collage “parlanti” di Demetrio Di Grado, artista e fondatore di “ManSourcing”, associazione per la promozione di artisti emergenti nel mondo dell’arte urbana. Tra la strada e lo studio, le opere di Di Grado hanno raggiunto un pubblico sempre più vasto, conquistando muri, finestre e porte, nei luoghi e nei vicoli più inaspettati, partendo dalla Sicilia. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare del suo percorso costellato di ricerca e promozione artistica, tra street art e la passione per il collage.

MANSOURCING. A 40 anni, dopo una carriera incentrata sulla pittura astratta-informale, una presa di coscienza arriva inaspettata nella vita dell’artista palermitano: «Non facevo altro che ricopiare me stesso, al punto da annoiarmi. Quando non hai più stimoli che fai?». Questa domanda introduce la spinta che lo ha portato al cambiamento di rotta: «Ho deciso di dedicarmi al lavoro degli artisti emergenti   ̶   spiega Di Grado   ̶   costituendo “ManSourcing” e occupandomi di tutti i servizi necessari alla presentazione di progetti espositivi. Grazie ai contatti e alle esperienze maturate negli anni ho avuto la possibilità di organizzare mostre, operando tra pubblico e privato e collaborando sia con Enti che con Gallerie. Dagli emergenti ai professionisti il passo è stato breve ma non semplice». Da ManSourcing e dal contatto con le diverse realtà artistiche sul territorio è arrivato l’avvicinamento alla strada e alla street art: «A un certo punto mi sono reso conto che i luoghi convenzionali non corrispondevano più ai miei progetti e così ho cambiato rotta avvicinandomi alla strada. Dal 2014 e per tre edizioni lo “Street Dreams Festival”, organizzato dall’associazione dell’artista palermitano, ha portato lungo le vie di Caltagirone tutte le discipline dell’arte visiva e performativa. Ogni anno abbiamo adottato un quartiere diverso, ripulendolo e ospitando più di 50 artisti».

Fiducia mal riposta, Collage su muro

IL COLLAGE. Dopo la prima rivoluzione con la fondazione di “ManSourcing”, che ha messo assieme talenti e creato opportunità di crescita, Di Grado ha riscoperto una vecchia passione che lo ha condotto verso la realizzazione delle sue opere più famose. «A 40 anni ho scelto di dedicarmi del tempo. Senza più uno studio dove imbrattare tele e tra un cambio di pannolino e una poppata del mio secondogenito, ho ripreso una vecchia passione: il collage. La sovrapposizione di carta e vecchie fotografie mi ha permesso di raccontare istanti e di contestualizzarli in un foglio A4, passando dal nonsense a manifesti introspettivi. Ho riscritto tutta la mia biografia in questi ultimi tre anni ripartendo da zero». I soggetti più ricorrenti dei collage di Di Grado sono donne e bambini tratti da riviste dagli anni Venti ai Cinquanta, ai quali viene affidato un messaggio, una storia tra le righe, sempre concisa e carica di forza espressiva. «La ricerca del materiale cartaceo per me è fondamentale   ̶   spiega l’artista. Ho un vasto archivio. A volte capita che siano i soggetti a scegliere me; ai bambini delego quello che noi adulti non sappiamo dire e alle donne riconosco quella pungente consapevolezza di sé che noi uomini spesso non abbiamo».

IL CONTESTO. Girando per strade e viuzze si scorgono sempre più spesso opere di street art, che attirano l’attenzione e smorzano in alcuni casi l’efferatezza dell’abbandono e del degrado. Così accade a Catania, a Lipari, a Sciacca, a Favara, a Grotte, solo per citare alcuni dei luoghi siciliani in cui le opere di Demetrio Di Grado sono presenti. Sbucano all’improvviso e ti costringono a pensare a qualcosa di diverso. Ma cosa pensa l’artista del contesto socio-culturale in cui viviamo e in cui si sta evolvendo l’arte urbana? «Siamo costantemente assuefatti dai social e pur possedendo degli strumenti potenti, come le nuove tecnologie e i nuovi media, non sempre riusciamo ad utilizzarli nel migliore dei modi. Ci destabilizziamo con poco e sono calati i tempi di attenzione. Ne siamo tutti vittime». Parlando invece dell’evoluzione che l’arte urbana sta avendo in Sicilia dice: «La street art in Sicilia in questi ultimi 5 anni si è semplicemente evoluta, non è cambiata. Si è passati da un muro illegale ad un muro autorizzato. Da un site specific ad una commissione. Ogni volta si porta in strada un progetto nuovo e quando i piccoli paesi scommettono sulla tua cifra stilistica, hai la conferma che nulla deve essere scontato».

 

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