I “tour dei panni stesi”
tra i monti Sicani:
il turismo esperienziale
fuori dal mainstream

«Sono tornato da Londra perché lì non c’erano gli “hanging clothes tour”». Pierfilippo Spoto, 49 anni e una laurea in Economia, è una guida esperienziale esperta dei borghi Sicani: una guida turistica, cioè, che accompagna gli ospiti alla scoperta non solo delle bellezze siciliane ma anche della sua gente. «Ecco perché amo i “tour dei robbi stinnuti” cioè dei panni stesi – dice – perché quando i turisti passeggiano sotto i balconi dei borghi Sicani restano meravigliosamente stupiti dei panni colorati stesi alle finestre, per loro sono una bellezza legata alle abitudini, al popolo siciliano. E loro amano conoscere il nostro popolo».

UN TURISMO DIVERSO. Ecco perché Spoto ama offrire visite senza orologio al polso, senza alcun programma e senza alcun obiettivo fissato. Con lui si scopre il cuore della Sicilia più nascosta, e borghi, piazze, paesaggi e persone sono protagonisti di questo nuovo, lento, turismo delle esperienze, “esperienziale” appunto. A scortarlo tra i dedali dei paesini delle Madonie, dei monti Sicani e, ancora, degli Iblei ci sono alcuni speciali “local insider”, “canascituri” in dialetto. «Sono loro i conoscitori dell’Isola più nascosta e più vera. Persone che conoscono e amano questa terra, che lottano per questa terra» sottolinea Spoto che è proprio uno di questi amatori appassionati.

CREDERE NELLA SICILIA. La sua è la storia di chi ha scelto di tornare e restare. «Appena laureato iniziai a lavorare a Londra – racconta – e così ho iniziato una avventura certamente bella ma che non mi apparteneva davvero, non ero felice. Il mio sogno era tornare a casa, a Sant’Angelo Muxaro, tra la mia gente e tra la bellezza quotidiana». Sant’Angelo è un paese di poco più di mille abitanti, in provincia di Agrigento, dove si trovano resti archeologici dell’antico popolo sicano e dove la gente vive come un tempo, tra tradizioni e riti che si rinnovano. «Qui ho ricominciato 20 anni fa – dice – convinto che non solo i templi di Agrigento, non solo il turismo tradizionale legato all’archeologia più famosa, potessero essere occasione di turismo nell’agrigentino. È stata una scommessa che, oggi, risulta vincente e che continua a regalarmi emozioni».

IL SUCCESSO INTERNAZIONALE. Spoto accompagna oltre 3.000 turisti all’anno alla scoperta della gente dell’Isola a Sant’Angelo Muxaro, Burgio o San Biagio Platani, o ancora alla riserva Stagnone di Marsala per aperitivi al tramonto, o ancora a teatro con la scenografia naturale di Santo Stefano Quisquina. Ma anche alla scoperta di grani antichi e piante medicinali tra i monti, oppure nei bar delle piazze a chiacchierare con gli anziani o giocare a carte, o a scoprire come si fa il pane e la salsa di pomodoro. «Li porto in luoghi unici al mondo e faccio perdere loro il senso del tempo. Loro assaggiano, si sporcano le mani per raccogliere le olive, tosare le pecore, fare il formaggio o vendemmiare o, ancora, conoscere le piante e i loro usi». Americani soprattutto, e poi olandesi, tedeschi e ancora nord-europei ma anche italiani attenti al bio e appassionati di viaggi etici: sono questi i protagonisti delle carovane di Pierfilippo tra i paesini più sperduti dove ad accoglierli ci sono panificatori, contadini, pecorari e artigiani. Sono turisti esperienziali famiglie di alto livello culturale e benestanti, abituati a viaggiare nel mondo, ospiti di lussuosi resort e alberghi. «Anche quest’anno – confessa Spoto – nonostante la crisi legata al Covid che mi ha costretto a subire 250 cancellazioni, è stato bello accompagnare i miei ospiti che hanno scelto di vivere questo volto della Sicilia. Tedeschi, olandesi e quest’anno anche italiani, sono loro la novità nei miei tour di solito affollati solo di stranieri. Tutti innamorati della Sicilia, della sua gente e della grande capacità di accogliere che solo noi isolani sappiano regalare».

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