Progettata da un team di giovani informatici dell’Università di Bologna, si è presto diffusa anche nell’isola, al punto che anche molti Comuni nostrani vi hanno fatto affidamento. L’abbiamo provata per voi

Dove buttare il tubetto del dentifricio quando finisce? E il cartone della pizza? E il mascara? Seguire le regole della raccolta differenziata sembra semplice, ma spesso ci troviamo di fronte a dei dubbi quasi esistenziali. E se tutti gli sforzi fatti venissero vanificati da un semplice errore? Giorno dopo giorno ci impegniamo a dare il buon esempio anche a chi, nella quotidianità, sceglie la via più semplice. Quanti conoscenti, amici, vicini di casa vediamo buttare tutti i rifiuti nell’indifferenziata, quanti non rispettano le regole del proprio comune e caricano la propria macchina di sacchi, pronti a gettarli nel primo cassonetto disponibile?

RICICLO E TECNOLOGIA. Oggi, però, abbiamo un aiuto in più che può guidarci nella corretta gestione della raccolta differenziata: la tecnologia. Sono tante, infatti, le app che ci vengono incontro in questa importante e delicata missione per salvare l’ambiente. Tra le più conosciute Il Rifiutologo, Riciclario, PuliAmo, Dizionario dei rifiuti, che ci permettono di conoscere i giorni di raccolta dei rifiuti presso l’abitazione e tutte le informazioni necessarie per una corretta raccolta, richiedere il ritiro dei rifiuti ingombranti, segnalare situazioni anomale come discariche abusive e cestini pieni, conoscere l’ubicazione delle piattaforme ecologiche, gestire le tasse sui rifiuti domestici.

COME FUNZIONA JUNKER. Abbiamo scaricato per voi Junker app, una tra le più apprezzate dai siciliani. Sono quasi 200 mila i nostri conterranei che la utilizzano e che grazie a questa piattaforma stanno imparando tanto sulle pratiche di riuso e sharing. Sfruttando questa pausa forzata dalla frenesia, inoltre, tante famiglie si stanno impegnando a ridurre gli sprechi e correggere i piccoli errori nella raccolta differenziata che, sommati, significano discariche più piene e costi di gestione più alti. L’app, ideata cinque anni fa da tre giovani informatici dell’Università di Bologna, è un’eccellenza italiana dell’economia circolare, inserita nel “Libro bianco delle buone pratiche di economia circolare” del Parlamento europeo. A livello nazionale i Comuni abbonati sfiorano quota 800, in Sicilia se ne contano 16. Eppure il 20% dei fan di Junker sono proprio siciliani: ben 183mila.

Utilizzarla è molto semplice: basta scansionare il codice a barre del prodotto da gettare per ottenere tutte le informazioni di conferimento, o cercare le informazioni sui prodotti scrivendone il nome nella barra di ricerca. Attraverso una mappa, poi, scopriamo i punti di conferimento dell’area in cui abitiamo, mentre i quiz di Junker ci aiutano a scoprire e ricordare in modo divertente come differenziare i prodotti. E se il prodotto che stiamo cercando non è presente? Basta un tap per trasmettere la sua foto e ricevere in tempo reale la risposta, mentre il programma provvede ad aggiungere la referenza al database.

ABBATTERE LO SPRECO. Gestire in modo responsabile i propri rifiuti significa, naturalmente, anche impegnarsi a ridurli e riutilizzarli. Libri, giocattoli, mobili, articoli di collezionismo, elettrodomestici e apparecchiature di vario genere, ancora in buono stato, potrebbero avere una nuova vita. Per moltiplicare le occasioni di sharing senza uscire da casa, Junker ha lanciato la “bacheca del riuso”, una vetrina virtuale dove chiunque abbia un oggetto di cui intende disfarsi, invece di buttarlo, può fotografarlo e metterlo gratuitamente a disposizione di altri.

L’applicazione è disponibile in 10 lingue e accessibile anche a turisti e lavoratori stranieri, che possono così adeguarsi alle regole seguite dai residenti. Tra i Comuni siciliani che hanno scelto di affidarsi alla piattaforma troviamo Patti (ME), Nicosia (EN), Aci Sant’Antonio (CT), Viagrande (CT), Caltanissetta, Niscemi (CL), Chiaramonte Gulfi (RG), Enna, Centuripe (EN), Regalbuto (EN), Lentini (SR), Priolo Gargano (SR), Campobello di Mazara (TP), Castelvetrano (TP), Calatafimi Segesta (TP) e Bagheria (PA). 

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