La siracusana Tecla Insolia è la Greta Thunberg del Festival

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Ha 16 anni come Gigliola Cinquetti quando vinse con “Non ho l’età”. In gara tra le Nuove Proposte con “8 marzo”, canzone sulle donne e sull’ambiente. «Mi fa molta rabbia che molte mie coetanee si facciano umiliare dai compagni di classe»

SANREMO. Ha 16 anni come Gigliola Cinquetti quando trionfò a Sanremo con “Non ho l’età”. Correva l’anno 1964. L’anno prima la cantante veronese aveva vinto il Concorso di Voci Nuove di Castrocaro. Tecla Insolia sembra ripercorrere gli stessi passi. Anche lei sulla scia di un concorso vinto, “Sanremo Young”,  ha ottenuto il lasciapassare per salire sul palco dell’Ariston all’età di 16 anni, compiuti lo scorso gennaio.

Rispetto alla Cinquetti, però, Tecla ha soltanto l’aspetto acqua e sapone da adolescenziale, per il resto appare una navigata protagonista dello spettacolo, con esperienze anche da attrice. Anche quando affronta le domande della stampa, mostra una maturità non comune per la sua età. E la maglietta che sfoggia delinea il suo stile: “Pink is the new black” c’è scritto su. «Il colore rosa indica la delicatezza, la gentilezza, si accomuna al genere femminile, il nero invece è un colore forte. Mi piace che l’idea di un colore che può indicare delicatezza e gentilezza e nello stesso tempo forza e potenza» commenta con piglio sicuro.

A Sanremo, nella gara delle Nuove Proposte, ha presentato il brano “8 Marzo”, canzone in era #MeToo. «Sono onorata di poter portare un pezzo che parla della forza femminile, sono giovane ma ho già una mia visione sul mondo»

E gentile e forte appare Tecla Insolia, il cui nome basterebbe a indicare le origini. Siciliane. La carta di identità riporta Varese come città di nascita e Piombino come residenza, ma la ragazza ha radici siracusane. «Mia mamma è di Solarino, mio papà di Floridia. In Sicilia ho molti zii e dalla Sicilia ho ereditato l’amore per il mare, non posso vivere senza».

A Sanremo, nella gara delle Nuove Proposte, ha presentato il brano “8 Marzo”, canzone in era #MeToo. «Sono onorata di poter portare un pezzo che parla della forza femminile, sono giovane ma ho già una mia visione sul mondo. Nessuno può decidere cosa dobbiamo fare, dire o essere. Dimostriamo a noi stesse cosa siamo in grado di fare» commenta. «Mi fa molta rabbia che molte mie coetanee si facciano umiliare dai compagni di classe. Dobbiamo avere il coraggio di mostrare noi stesse al mondo».

La conferenza stampa a Sanremo

“…E non basta ricordare di una festa con un fiore / se qualcuno lo calpesta / e nelle vene gli anticorpi alla paura / i silenzi che ci fanno da armatura / è resilienza, io so la differenza / tra uno schiaffo e una carezza / Siamo petali di vita che hanno fatto / un giorno la rivoluzione / respiriamo su un pianeta senza aria…”,  canta in “8 marzo”, ponendosi come una sorta di Greta Thunberg, la diciassettenne svedese nuova guru dell’ambientalismo. «Vorrei far capire che anche alla mia età si può decidere cosa fare, dire ciò che vogliamo, esprimerci» sostiene. «Bisogna avere il coraggio di affrontare il cambiamento».

Come molte sue coetanee, Tecla ha gusti musicali trasversali. «Ascolto Billie Eilish come i cantautori, ma anche l’indie, il jazz. Mi piace Mannarino». E fra i “big” in gara preferisce la “tradizionale” Tosca e il più “urban” Anastasio. L’inclinazione, tuttavia, tende al retrò, per la sua vocalità alla Arisa e per il gusto per il classico. «Il mio guru è Lucio Dalla, ma inevitabilmente amo Tenco e De André. I miei conservano un video nel quale io, piccolissima, mi avventuro in “Felicità” di Al Bano e Romina».

«Noi giovani siamo capaci di fare più cose contemporaneamente: cantare, recitare, studiare, leggere. Il canto e la recitazione sono due cose che fanno parte di me e caratterizzano la mia persona»

Resta ancora indecisa sulla strada da imboccare, se quella del canto o quella della recitazione. Dopo il Festival andrà sul set di “Vite in fuga” con Anna Valle e Claudio Gioè, due suoi “conterranei”, «ma già avevo fatto una piccola parte nella fiction “L’allieva”», tiene a precisare. «Noi giovani siamo capaci di fare più cose contemporaneamente: cantare, recitare, studiare, leggere. Il canto e la recitazione sono due cose che fanno parte di me e caratterizzano la mia persona». E poi c’è sempre la scuola: «Studio grafica pubblicitaria e qualche buon voto lo prendo: ho avuto un 9 prima di venire qui a Sanremo».

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