I collegamenti tra la Sicilia e il resto d’Italia – o tra le stesse città isolane – lasciano spesso a desiderare. Ma, evidentemente, lo stesso discorso non vale per quelli con l’isola di Malta, se è vero che presto la rete elettrica nazionale, dalle sponde della Trinacria, sarà ancora più connessa a quella dei nostri “vicini”.

DOPPIO TRASPORTO. Su incarico conferito dalla Interconnect Malta Ltd, una compagnia operante sotto l’egida del Ministero dell’Ambiente, dell’Energia e dell’Impresa maltese, la Fugro ha recentemente iniziato dei rilevamenti finalizzati ad individuare la rotta più consona alla realizzazione di un nuovo elettrodotto sottomarino ad alto voltaggio (HVAC). Pensato per fungere da trasporto di energia elettrica a corrente alternata, con una lunghezza di 118 km e una potenza di 200 MW, l’idea è quella di collocarne i due poli tra la località maltese di Maghtab e Ragusa, parallelamente al primo che risale al 2015 e che fa tappa, una volta terminata la sua corsa nel Canale di Malta, presso Qalet Marku.

ROTTA SOSTENIBILE. Proprio in questi giorni, la Fugro sta raccogliendo i dati necessari affinché la preparazione dell’installazione non vada incontro ad alcun tipo di rischio, che si tratti di criticità logistiche o legate al deterioramento dell’ambiente. Per fare ciò, gli sforzi maggiori sono rivolti ad una meticolosa analisi geofisica, per la quale vengono impiegati equipaggiamenti di ultima generazione e personale altamente specializzato. È necessario, infatti, che acquisire informazioni dettagliate sia nei pressi della costa, dove è programmato l’approdo dell’elettrodotto, sia più a largo, in profondità, lungo il percorso subacqueo immaginato.

PARTNER STRATEGICI. La scelta di raddoppiare i collegamenti deriva da una reciproca esigenza dei due paesi. Dal punto di vista italiano e siciliano, un elettrodotto di ultima generazione permetterà importazioni ed esportazioni di energia decisamente più efficaci: un dato da non sottovalutare, soprattutto alla luce delle tensioni geopolitiche che vedono al centro proprio il tema dell’approvvigionamento energetico. Per quel che concerne Malta, invece, si tratta di un’operazione in continuità con quella che portò all’installazione del primo cavo, nel rispetto di una normativa europea che aveva imposto all’isola di ridurre la produzione energetica proveniente dalla centrale termoelettrica di Marsa e di cercare fonti compensative alternative. L’accordo con la Sicilia, allora partner perfetto perché produttore di un quantitativo di energia elettrica superiore al proprio fabbisogno, continua dunque a rivelarsi strategico. Anche in un’ottica di transizione ecologica. A questo aspetto ha fatto riferimento il manager di Fugro Italia Roberto D’Addario nel motivare questa nuova avventura infrastrutturale: «Lo scopo della nostra compagnia è quello di creare un mondo più vivibile e sostenibile attraverso l’utilizzo di geo-dati mirati. Il nuovo elettrodotto permetterà a Malta un maggiore accesso ad elettricità rinnovabile e una migliore ottimizzazione dell’energia locale. I risultati delle indagini che stiamo conducendo contribuiranno a rendere i maltesi sempre più in linea con gli obiettivi di sostenibilità dell’agenda 2030 e, guardando ad un periodo ancora più lungo, e capaci di raggiungere la completa decarbonizzazione per il 2050».

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