Adesso che le ore libere nella giornata non mancano, è bello riappropriarsi dei propri dischi preferiti, gustandoli dal primo all’ultimo brano

Tra preparazioni di dolci, vecchie e nuove letture, videochiamate con amici e parenti, faccende domestiche più frequenti, durante la quarantena possiamo riscoprire attività per le quali solitamente non troviamo il tempo, o non abbastanza, come il lasciarsi trasportare dall’ascolto di un intero album.

Senza la solita fretta, possiamo evitare l’ascolto distratto che passa da un brano all’altro e goderci dalla prima all’ultima canzone. Frugando tra i vinili, (ri)scopriamo la dolce ritualità dello scegliere un disco, estrarlo delicatamente dalla custodia, riporlo sul piatto e sentire il movimento del braccio aspettando che la puntina si appoggi sui suoi solchi. Un attraente connubio tra due sensi, vista e udito, che regala un pausa dalla realtà, in cui lasciarsi andare alle sensazioni date dall’alchimia di suoni in album come Regatta de Blanc dei Police, che custodisce la leggerezza di Walking on the Moon, un brano che ipnotizza e fa quasi avvertire l’assenza di gravità;  oppure lasciarsi condurre dall’armonia strumentale del Miles Davis Quintet; o ancora, non riuscire a stare fermi quando, ascoltando Combat Rock dei Clash, arriva il turno di Should I Stay or Should I Go.

Un altro oggetto fisico e di formato diverso lo possiamo recuperare dalla nostra collezione di Cd, inserirlo nel lettore e assaporarne la continuità dal momento in cui premiamo “Play”. Magari penseremo ai viaggi in macchina e alle gite scolastiche in cui abbiamo portato con noi il nostro album preferito di allora che dell’usura porta ancora i segni. Apriremo la custodia per prendere il libretto con i testi da cantare soli o in compagnia, cogliendo forse nuovi dettagli. Certi ascolti sembrano quasi delle buone letture, perché ci sono album che raccontano storie come American Idiot dei Green Day, che ci fa intraprendere il viaggio insieme al “figlio di rabbia e amore”, in cui sentiamo la sua alienazione, speranza, critica sociale e amore per quella ragazza sconosciuta.

Grazie alle piattaforme online, invece, è possibile accedere ad una vasta selezione musicale, sempre in aggiornamento, da ascoltare ovunque ci sia una connessione Internet. In questo caso, abbandonato il sentiero della nostalgia, avremo la possibilità di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo. Magari a qualcuno, come me, capiterà di pensare in questo periodo alla canzone Andrà tutto bene di Levante e di ascoltare l’album che la contiene, Magmamemoria, dove la cantautrice siciliana unisce urla e dolcezza, memoria personale e collettiva, come i ricordi in Lo stretto necessario, cantata con Carmen Consoli, di una Sicilia semplicemente bella e contraddittoria, una terra che spesso sei costretto a lasciare ma che non smetti di amare (Nasce, tra il cemento, un fiore pieno di rabbia/Una parentesi di rarità/Dolce come zàgara, la via del ritorno/Di chi parte e resta sempre qua/Perché ho dovuto perderti per ritrovare il bello di te?/Ma proverò a difendere lo stretto necessario che c’è).

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