Sicilian Playlist #271: Francesco Di Cristofaro rilegge Sciascia in musica
La selezione di questa settimana parte con una delle tracce di “Pane, pacienza e tempo”, album che rende omaggio allo scrittore di Racalmuto. Il brano scelto prende le mosse da “Morte dell’inquisitore” e ripercorre la storia oscura di Fra Diego La Matina, simbolo del rapporto distorto tra potere e libertà individuale. Proseguiamo con “Marcia”, estratto dell’album “Lord Gravedigger” di Iastimo, un percorso musicale che riflette sulla disabilità e sulle varie declinazioni del concetto di morte. Chiudiamo con “Tuta acetata”, nuovo singolo de L’Elfo dedicato al simbolo della maranza e dell’hip pop, e con “Boomerang”, sguardo lucido ma leggero sul tema delle relazioni tossiche firmato Francesco La Mattina
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“L’ultima notte di Fra Diego”, Francesco Di Cristofaro feat. Cesare Basile
È una delle tracce di “Pane, pacienza e tempo”, un’opera sonora intensa e stratificata che nasce come omaggio a Leonardo Sciascia e alla sua rilettura di una delle vicende più oscure della storia siciliana: quella di Fra Diego La Matina, monaco agostiniano di Racalmuto che nel 1658 uccise il proprio inquisitore, Juan Lopez de Cisneros, dopo anni di persecuzioni, torture e processi.
Il progetto prende le mosse dalla lettura di “Morte dell’inquisitore”, testo fondamentale in cui Sciascia trasforma la cronaca storica in una profonda riflessione sul rapporto tra potere e libertà individuale, sulla violenza dell’Inquisizione e sulle radici di un sistema di oppressione che attraversa i secoli. Nella parabola di Fra Diego — prigioniero, fuggitivo, ribelle, infine condannato al rogo — Sciascia legge secoli di subordinazione siciliana e individua le premesse di quelle strutture di potere che nel Novecento si sarebbero manifestate come sistema mafioso.
È proprio questa attualità dello sguardo sciasciano a rendere l’opera ancora necessaria: un racconto del passato che parla al presente, a un mondo che, sotto forme diverse, continua a vivere sotto il cappio dell’inquisizione.
L’album si configura come un racconto sonoro che attraversa i momenti chiave della vicenda: la fuga di Fra Diego verso Racalmuto, l’incontro fatale con l’inquisitore, le carceri palermitane dello Steri, fino all’“Auto da fé” finale. Un percorso narrativo e musicale che si snoda tra storia, potere e violenza, interrogando il presente e lo stesso autore.
A guidare l’ascolto è la voce narrante di Cesare Basile, che accompagna l’ascoltatore attraverso tempi e luoghi lontani, restituendo parola e corpo a una figura marginale e cancellata dalla storia ufficiale. I testi utilizzati provengono dai graffiti di Palazzo Chiaramonte (Steri) — antico carcere dell’Inquisizione di Palermo — e da due poesie di Leonardo Sciascia (“La notte” e “Insonnia”), tratte dalla raccolta “La Sicilia, il suo cuore”. Il testo conclusivo è invece estratto dal diario dell’“Atto di Fede dell’Auto da Fé”, redatto da Vincenzo Auria il 17 marzo 1658.
“Pane, pacienza e tempo” è un lavoro di forte crossover di generi e timbri, in cui strumenti acustici, tradizionali ed elettronici convivono e si contaminano in una scrittura libera da confini stilistici. Un impianto sonoro denso e materico, costruito al servizio del racconto e della parola, capace di attraversare linguaggi differenti mantenendo una coerenza narrativa profonda.
“Marcia”, Iastimo
È una traccia estratta dal nuovo album di Iastimo intitolato “Lord Gravedigger”. A quasi due anni dall’ultimo lavoro, Tutto Normale, il rapper siciliano torna curando in prima persona sia le rime sia le produzioni. “Lord Gravedigger” è un progetto che cristallizza un rap classico e senza compromessi, lontano da mode e concessioni.
Il concept dell’album ruota attorno al tema della morte, intesa non come fine assoluta ma come trasformazione. Iastimo ne esplora le molteplici declinazioni — sociali, politiche, di pensiero e musicali — collegandole spesso al tema della disabilità, centrale nella title track. Le tracce si susseguono creando un filo narrativo diretto e coerente, che culmina in un brano dedicato alla malattia.
Le sonorità affondano le radici nell’underground: beat cupi e lineari si mescolano con un flow serrato e claustrofobico, creando così un’atmosfera scura e permeata di cinismo. Lo storytelling filtrato da Iastimo riflette così quel profondo senso di malessere umano e artistico riflesso del nostro tempo. In questo immaginario, Iastimo indossa i panni dello scavafosse — da qui il titolo “Lord Gravedigger” (becchino) — per seppellire metaforicamente parole, idee e sistemi ormai logori. La title track torna sul tema della disabilità, sottolineando come spesso ci si dimentichi che anche una persona disabile invecchia, e che il tempo aggrava una condizione fisica già compromessa. Il progetto si chiude con “Piccole dimenticanze”, una traccia dedicata all’Alzheimer, che affronta il tema della malattia degenerativa con sincerità e una sottile vena di ironia, senza mai perdere rispetto e profondità.
“Tuta acetata” l’Elfo
Nuovo singolo e nuovo video per il rapper catanese ispirato a un capo di abbigliamento simbolo della maranza e dell’hip hop: la tuta acetata. La tuta è uniforme di strada: pratica, comoda, ha le tasche profonde in cui ci sta un sacco di roba e, cappuccio in testa, permette di diventare massa indistinta e mimetizzarsi nella notte, soprattutto se nera. La storia della memificazione della tracksuit parte dall’America dei Run-DMC, passa per ‘L’odio’ di Kassovitz e il grime inglese, transita da Guè, arriva ai giorni nostri con Paky, Shiva, 8blevrai, Speranza, Mahmood. E ora L’Elfo.
“Boomerang” Francesco La Mattina
Primo singolo di Francesco La Mattina, brano vincitore del Rock10elode – Green Music Contest, da cui prende avvio il suo percorso discografico. Il singolo è accompagnato dal videoclip ufficiale, già online, che completa e rafforza il racconto visivo del brano.
Un debutto che nasce dal confronto diretto con il palco e con il pubblico e che restituisce l’identità di un giovane cantautore capace di raccontare le emozioni con profonda sincerità. “Boomerang” prende forma in modo spontaneo, da un momento di intimità quotidiana e da una melodia affiorata quasi per caso. Da lì nasce una canzone che mette al centro il tema delle relazioni amorose e della loro possibile deriva tossica, affrontato con uno sguardo lucido ma leggero. Il brano racconta il desiderio di liberarsi da dinamiche nocive, aspettative soffocanti e meccanismi di controllo emotivo, per tornare a vivere i sentimenti in modo diretto e autentico: un invito a riscoprire la semplicità dell’amare, ricordando come spesso siamo noi stessi a creare inutili complicazioni, oscillando tra gioia e dolore come boomerang che tornano sempre al punto di partenza.
Ascolta la playlist su Spotify
Hai apprezzato questo contenuto?
Il Sicilian Post è gratuito e continuerà a esserlo.
Ma il giornalismo indipendente ha un costo: ogni inchiesta, ogni storia verificata, ogni articolo nasce dal lavoro di persone che scegliamo di retribuire in modo equo.
Se sei arrivato fin qui, forse questo lavoro per te ha valore.
Per continuare a offrirlo a tutti abbiamo bisogno anche del tuo supporto.
Abbonarti significa sostenere un’idea di informazione libera e responsabile.
Come segno di ringraziamento, agli abbonati riserviamo alcuni contenuti e iniziative editoriali.




