Sicilian Playlist #274: Giuseppe Anastasi e il coraggio di accettare la fragilità
La selezione della settimana si apre con “Titoli di coda”, una ballata rock che affronta il tema della responsabilità emotiva delle nostre scelte. Proseguiamo con “Filo di lana”, l’intimo incontro tra italiano inglese di Carmelo Pipitone, con “Cenere”, brano dalle venature post-punk di deric., e con “Tenue”, viaggio poetico e simbolico dei Codaluna. Concludiamo con “Il giglio, la verbena, il glicine e la rosa” in cui si incontrano le voci raffinate di Tosca e Carmen Consoli, con il duetto scoppiettante di Ditonellapiaga e TonyPitony in “The Lady is a Tramp” e con “Mavarìa”, brano in cui Gloria Santangelo propone una lettura quasi misticheggiante dei tradizionali cunti
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Titoli di coda”, Giuseppe Anastasi
Dopo il successo come autore di “Magica Favola”, brano con cui Arisa si è classificata 4ª al 76° Festival di Sanremo, Giuseppe Anastasi torna con il nuovo singolo “Titoli di coda”, che anticipa “Canzoni senza click”, l’album in uscita il 20 marzo.
Scritta da Anastasi e arrangiata da Valerio Marchetti e Stefano Pettirossi, “Titoli di coda” è una ballata rock intensa e diretta che affronta il tema della fragilità dell’esistenza e della responsabilità emotiva delle nostre scelte. «Il singolo parla del modo in cui ognuno di noi affronta la vita: chi sceglie di credere, chi sceglie di dubitare, chi ha paura e a chi semplicemente non importa nulla», racconta Giuseppe Anastasi. «Il messaggio principale sta nella frase “la vita è una barchetta tra le onde”, cioè fragile e piena di incertezze. La serenità non nasce dall’avere tutto sotto controllo, ma dall’accettare questa instabilità. Alla fine, il testo diventa una promessa d’amore, anche se non possiamo avere certezze assolute nemmeno in quello, ma almeno possiamo scegliere di amare».
“Canzoni senza click” è un lavoro intimo, sociale, politico, suonato senza metronomo, dove ogni brano segue solo il tempo che viviamo. In un’epoca in cui tutto è quantizzato, perfetto, iper-prodotto, quest’album è un manifesto musicale di libertà e imperfezione. Le canzoni sono nate tutte chitarra e voce, nel tentativo di restituire all’ascoltatore quella vibrazione autentica che spesso si perde nel processo digitale.
“Filo di lana” Carmelo Pipitone
È la canzone che ha anticipa il quarto album di inediti del chitarrista, autore e produttore artistico marsalese. Il chitarrista e fondatore dei Marta sui tubi torna a due anni di distanza da “Piedi in acqua” con un nuovo lavoro, 11 brani composti in questo ultimo periodo che si muovono agevolmente tra inglese, italiano, siciliano e arabo.
«“Filo di lana” è il mio continuo cercare anche tra le mie cose tutto quello che non so di avere ma per cui mi batto ogni giorno grazie all’istinto”, racconta Carmelo Pipitone parlando della canzone.
Una canzone intima, appoggiata sulle note della chitarra di Pipitone, in cui si mescolano italiano e inglese, una sorta di ninna nanna che ci proietta nel cuore del nuovo album, “Quinto Quarto”, in uscita in vinile il 13 marzo.
“Cenere” deric.
È il nuovo singolo di deric., primo estratto dall’album in arrivo nei prossimi mesi. Il brano apre un nuovo capitolo nel percorso artistico del progetto, evidenziando un sound più ruvido e stratificato, dove tensione emotiva e ricerca sonora si intrecciano.
“Cenere” è un brano che racconta un’assenza, un movimento nel vuoto, un volo nel vento che lascia dietro di sé solo frammenti e tracce irregolari. Le liriche si muovono in uno spazio sospeso e introspettivo, mentre l’arrangiamento affonda le radici in un immaginario post-punk.
Il ritornello spezza l’equilibrio con un passaggio netto dal suono pulito alla distorsione, aprendo a suggestioni più abrasive e viscerali: «“Cenere” nasce dall’idea di un’assenza che non è mai davvero ferma ma continua a muoversi, a trasformarsi», racconta deric., al secolo il palermitano Federico Bonanno. «È una sensazione di perdita che non esplode, resta sospesa, come qualcosa che viene portato via dal vento. Ho cercato di tradurre questa instabilità anche nel suono, passando da momenti più controllati a parti più sporche e distorte».
“Tenue” Codaluna
Il nuovo singolo dei marsalesi Codaluna è accompagnato da un video diretto da Salvino Martinciglio e girato a Gibellina, prima Capitale dell’Arte Contemporanea. Il brano del duo formato da Francesco Paolo Mirabile (basso e synth) e Antony Mannone (voce e chitarra), intreccia musica e visione in un’esperienza sensoriale sospesa tra reale e virtuale, dove la fragilità umana diventa materia sonora e poetica, trasformando l’ascolto in un viaggio intimo e simbolico.
Il videoclip traduce visivamente questa tensione emotiva in un paesaggio distopico dove ogni gesto diventa riflesso dell’interiorità. Il percorso dei protagonisti – interpretati da Antony Diego Mannone, Francesco Paolo Mirabile e Gloria Pia Salvato – culmina in un incontro che spezza l’illusione: il contatto tra i due amanti dissolve la barriera della simulazione. In quell’istante, il protagonista lacera la sacca che lo trattiene e rinasce a nuova vita, reale, consapevole, umana. «Girato tra le architetture visionarie di Gibellina, il videoclip di Tenue è una metafora visiva della nascita e della liberazione. Le immagini, sospese tra sogno e coscienza, raccontano la lotta di un cuore che vuole liberarsi da un mondo di simulazioni per tornare a sentire davvero. Si tratta un invito a ricordare che l’amore autentico non può essere imprigionato da schermi o algoritmi».
“Il giglio, la verbena, il glicine e la rosa”, Tosca feat. Carmen Consoli
Nuovo singolo di Tosca con Carmen Consoli. Il brano, adattamento di una delle esecuzioni più iconiche del repertorio di Buena Vista Social Club “Silencio”, anticipa il nuovo album di Tosca “Feminae” in uscita per BMG dal 24 aprile.
In questo incontro artistico, Tosca intreccia con l’amica Carmen Consoli un dialogo intimo, quasi notturno: la delicatezza dei fiori evocati nel titolo diventa metafora della bellezza che ci circonda, ma anche della fragilità che chiede attenzione e cura. Una narrazione attraversata da un sentimento di protezione verso ciò che, proprio perché fragile, merita di essere custodito.
La collaborazione nasce da una visione condivisa: due artiste profondamente legate alle radici del nostro Paese e alla tradizione della world music, che si incontrano su un brano amato da entrambe, trasformandolo in un ponte sonoro aperto a sensibilità e culture diverse.
Cantante e “ricercatrice musicale” da sempre affascinata dalle musiche del mondo, Premio Tenco alla carriera 2025 per aver apportato un contributo significativo alla Canzone d’Autore mondiale, Tosca torna in studio a distanza di sette anni dal fortunato Morabeza con un disco che racchiude il senso profondo di quello che l’artista desidera raccontare: la femminilità intesa come simbolo di pace, di accoglienza, di nutrimento, di protezione.
“The Lady is a Tramp”, Ditonellapiaga e TonyPitony
È la canzone sulla quale Ditonellapiaga, in gara a Sanremo 2026, e il suo compagno d’avventura, il siracusano TonyPitony, debuttante davanti alle telecamere di Rai1, hanno duettato vincendo la gara del venerdì dedicata alle cover. Una imitazione originale e divertente del duetto fra Lady Gaga e Tony Bennett con un insert di “Baciami piccina” di Rabagliati.
“Mavarìa” Gloria Santangelo
Cantautrice e interprete catanese classe 94, è stata sempre appassionata di musica sin da bambina, quando a 13 anni decise di imparare a suonare la chitarra. Il suo modo di cantare è laborioso e si evolve nel “cunta-canta storie”. La sua cifra stilistica è la massima vibrazione animica, più della perfezione tecnica, mirando a un intreccio mistico tra canto, liberazione e superamento.
“Mavarìa” è scritto e composto da Gloria Santangelo con la preziosa collaborazione di Dinastia (Maurizio Musumeci), che ha curato la parte rap dinamizzando il brano. La produzione di Sanny J e la casa discografica White Record, con l’etichetta Infrasuono, ne hanno permesso la diffusione sulle piattaforme. Il brano nasce per raccontare le credenze popolari che si tramandavano “ndi vaneddi”.
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