Sicilian Playlist #298: il pop R&B di Stefano Rubbino tra dolore e rinascita
La selezione di questa settimana si apre con “Letargo”, nuovo singolo del cantautore palermitano che si confronta con l’isolamento e la speranza alla fine di una relazione difficile. Proseguiamo con “CHILL SHH”, brano di Cassandra Raffaele che si muove tra nu-funk e reggaeton e che smaschera l’ipocrisia di chi parla di pace preparando la guerra, con “Sicilia bedda”, nuova fatica del rapper catanese L’elfo che tratteggia una Sicilia di contraddizioni e di legami profondi, e con “Niente di me” il brano di Anna Castiglia che ha anticipato l’album “La paura in tasca”, disponibile da questa settimana. Chiudiamo con “Tarantella ‘Mpidusana”, omaggio autentico e ricco di gioia all’isola di Lampedusa firmato da Felice Demetrios Taranto, con “Niente da perdere”, esordio rockeggiante della sua nuova fase da solista di Giovanni David Tavella, e con “Come John” di Armando Cacciato, nel trentottesimo anniversario dall’uccisione per mano della mafia del magistrato Antonio Saetta e di suo figlio Stefano
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Letargo” Stefano Rubbino
Il cantautore palermitano Stefano Rubbino torna sulla scena musicale con “Letargo”, il suo nuovo singolo pubblicato da Bluebelldisc Music. Il brano affronta la fine di una relazione consumata nel tempo, tra silenzi, lontananza e una crescente difficoltà nel comunicare. Al centro del racconto c’è l’immagine della “larva in letargo”, metafora di un rapporto ormai immobilizzato dalle proprie fragilità, dal quale emerge al tempo stesso la necessità di allontanarsi e la difficoltà a recidere completamente un legame ancora profondamente radicato.
«“Letargo” nasce innanzitutto dal mio desiderio di produrre un progetto musicale caratterizzato dall’uso esclusivo di strumenti suonati, senza l’aiuto del digitale. Suonare insieme – racconta il cantautore – in fase di registrazione è stata un’esperienza unica, che si allontana quindi dalle mie precedenti produzioni che vertevano prevalentemente sull’elettronica. La tematica del brano lascia presagire un barlume di speranza rispetto a una relazione tossica, a differenza del concept del precedente EP».
Con questo nuovo lavoro, Rubbino sceglie quindi un approccio musicale differente rispetto alle produzioni precedenti, mettendo al centro l’esecuzione degli strumenti e l’interazione tra i musicisti durante le registrazioni. Una scelta che accompagna anche il cambiamento nella prospettiva narrativa: se il precedente EP era caratterizzato da un concept più cupo, “Letargo” introduce una possibile apertura verso una forma di riscatto e di speranza.
Il brano porta la firma dello stesso Stefano Rubbino, autore del testo e compositore insieme ad Antonio Caruso e Andrea Tascone, conosciuto artisticamente come “Noi tutti”.
“CHILL SHHH!” Cassandra Raffaele
Cassandra Raffaele presenta “Chill Shhh!”, un nuovo singolo che nasce interamente dalla sua creatività: l’artista ne firma infatti scrittura, interpretazione e produzione. Il brano si muove tra le atmosfere del pop d’autore e una dimensione ritmica contaminata, dove convergono elementi nu-funk, R&B, dembow e reggaeton. Un mix sonoro che restituisce pienamente la sua libertà espressiva e il desiderio di costruire una propria identità musicale.
Al centro della canzone c’è un sentimento difficile da contenere: la frustrazione di fronte a situazioni personali e collettive sulle quali non si ha alcun potere di intervento. Da questa sensazione prende forma un contrasto tra l’atteggiamento apparentemente pacato che si mostra agli altri e una rabbia più profonda, pronta invece a esplodere.
«Il pezzo nasce da uno stato d’animo molto preciso: il senso di impotenza di fronte a quello che accade nel tuo microcosmo, che non puoi cambiare e sei costretto a subire, ma anche a livello globale. È insopportabile l’ipocrisia di chi parla di pace, ma nasconde le bombe sotto le calze – racconta l’artista –. L’ispirazione attinge all’attitudine di Un giorno di ordinaria follia ed esplora la dicotomia tra la nostra “poker face” quotidiana e la tentazione viscerale di far saltare tutto per aria. Anche se alla fine resto una pacifista, ci sono momenti in cui trattenere la rabbia diventa una vera e propria prova di forza».
Musicalmente, “Chill Shhh!” accompagna questa tensione attraverso un arrangiamento costruito su un basso sintetico incisivo, un ritmo serrato e una voce capace di alternare ironia, sarcasmo e aggressività. Il risultato è un brano che mette in scena il contrasto tra ciò che si lascia percepire all’esterno e il tumulto che prende forma interiormente.
La canzone diventa così il racconto di una quotidianità fatta di autocontrollo e nervi tesi, nella quale dietro una facciata tranquilla possono nascondersi pensieri, insofferenze e desideri di rottura. Una sorta di soundtrack delle piccole rivoluzioni personali, quelle che spesso rimangono invisibili ma che continuano a muoversi sotto la superficie.
“Sicilia bedda” L’elfo
Dopo una pausa, L’Elfo torna con “Sicilia Bedda”, un brano che segna l’inizio di una nuova fase del suo percorso musicale e che parte ancora una volta dalla sua terra, Catania e dalle proprie origini. Il singolo anticipa un nuovo progetto discografico e racchiude alcuni degli elementi che hanno sempre contraddistinto il suo modo di fare rap: identità, appartenenza, autenticità e uno sguardo diretto sulla realtà quotidiana.
La cultura siciliana entra nel brano senza filtri e si intreccia con le sonorità dell’hip hop, attraverso la presenza di strumenti della tradizione come mandolino e marranzano. Ne nasce un incontro tra passato e presente in cui la Sicilia raccontata da L’Elfo non è quella da cartolina, ma quella dei quartieri, del lavoro, delle difficoltà, delle contraddizioni e dei legami che resistono nel tempo.
Il rapper alterna italiano e dialetto siciliano, utilizzando quest’ultimo come elemento identitario e narrativo. Le barre affrontano anche temi legati alla strada, alla malavita e ai falsi valori, prendendo le distanze da una rappresentazione idealizzata o costruita per assecondare aspettative esterne. Il ritornello assume così il valore di una rivendicazione di appartenenza e di un modo di vivere il rap profondamente legato alla propria storia.
«Ho riflettuto tanto su ciò che volevo dire su questo disco, ma non ho trovato cose sofisticate da dire. Dirò semplicemente quello che mi viene da dentro. Ho messo, come sempre, l’anima, l’originalità e la mia vita in una finestra chiamata disco. Sono semplicemente io. Non sono mai stato un prodotto di ciò che mi circonda, non sono la caricatura di me stesso. Io sono un artista vero e gli artisti veri esistono per ispirare gli esseri umani.»
“Sicilia Bedda” rappresenta quindi un ritorno alle origini e, allo stesso tempo, l’apertura di un nuovo capitolo. L’Elfo sceglie di ripartire dalla propria esperienza, dalla propria voce e dal territorio che ha contribuito a formare la sua identità artistica, trasformando la dimensione locale in un racconto capace di rivolgersi anche oltre i confini della Sicilia.
“Niente di me” Anna Castiglia
È uscito “La paura in tasca”, secondo album della cantautrice catanese, che era stato anticipato dal singolo “Niente di me”. La canzone nasce dal bisogno di sottrarsi, almeno per un momento, a tutto ciò che la società impone: aspettative, giudizi, modelli da seguire e continue richieste di dimostrare qualcosa. Con il suo approccio ironico e diretto, Anna Castiglia mette in discussione quella pressione costante che porta a sentirsi sempre in dovere di essere all’altezza, di crescere secondo tempi prestabiliti e di ottenere l’approvazione degli altri.
“Niente di me” diventa così una sorta di dichiarazione d’indipendenza dalle definizioni. La cantautrice siciliana osserva con lucidità i rapporti costruiti per convenienza, le relazioni che rischiano di ridursi a ruoli prestabiliti e l’abitudine a mostrare agli altri un’immagine di sé ordinata e facilmente comprensibile.
Al contrario, il brano rivendica la possibilità di non avere una risposta pronta, di cambiare idea, di essere incoerenti e persino di non sapere esattamente chi si è o cosa si vuole diventare. In un contesto che sembra pretendere continuamente certezze, scegliere di ammettere la propria confusione diventa un gesto di autenticità.
Senza offrire soluzioni semplici né trasformare il disagio in una lezione, Anna Castiglia sceglie di stare dentro le proprie contraddizioni e di farne materia artistica. “Niente di me” racconta così la libertà di smettere di definirsi attraverso lo sguardo degli altri e di accettare anche le proprie fragilità, confermando la capacità dell’artista di trasformare inquietudini personali e osservazioni sulla società in una scrittura schietta, ironica e profondamente contemporanea.
“Tarantella ‘Mpidusana” Felice Demetrios Taranto
“Tarantella Mpdusana”, firmato da Pietro Salvino e Felice Demetrios Taranto, con le melodie composte ed interpretate dallo stesso Felice Demetrios Taranto, rappresenta la prima tarantella ufficialmente dedicata all’isola di Lampedusa.
Durante la prima presentazione dal vivo del brano, avvenuta al Festival Kamalé, l’artista è stato accompagnato dalla fisarmonicista Cinzia Licciardi, con la partecipazione speciale del corpo di ballo della scuola Espressione Danza Lampedusa diretta da Sara Flamini, impreziosita dal Visual Graphic Set curato da UltraVisionaryStudio e da costumi con il Cuore Sacro come simbolo di passione e amore comunitario. Il singolo si inserisce in una produzione più ampia che vedrà la realizzazione di altri tre brani folk dedicati non solo a Lampedusa e all’intera Sicilia ma più in generale all’intero bacino Mediterraneo.
“Tarantella Mpdusana” è un autentico inno alla gioia e alla resilienza del popolo lampedusano, capace di affrontare la vita con leggerezza e di ritrovare la felicità nel ballo e nella condivisione, come raccontano i versi cantati in lingua locale che intrecciano il mito del mare e l’attesa delle donne per il ritorno dei pescatori.
«La comunità lampedusana – dice Felice Demetrios Taranto – ama riunirsi, soprattutto d’inverno quando la stagione turistica si avvia alla conclusione, per fare festa attraverso la danza. Ho voluto regalare alla mia isola la sua prima tarantella, intitolandola proprio “Tarantella Mpdusana, come si dice nel nostro dialetto».
Per sottolineare il legame con la tradizione mediterranea, in occasione della prima esibizione dal vivo, sono state fatte arrivare appositamente a Lampedusa cinque tammorre mute salentine, fabbricate artigianalmente dal maestro Rocco Luca della Bottega del Tamburello di Torrepaduli, mentre l’incisione e la lavorazione si sono svolte al Borealis Studio di Palermo.
“Niente da perdere” Giovanni David Tavella
Dopo oltre trent’anni tra band, concorsi nazionali e centinaia di concerti, il musicista di Caltanissetta Giovanni David Tavella inaugura un nuovo capitolo del proprio percorso con “Niente da Perdere”, primo singolo di un progetto interamente dedicato alle sue canzoni.
Il brano nasce da circa un anno e mezzo di lavoro in solitaria, durante il quale Tavella ha recuperato vecchie composizioni, riscritto testi e arrangiamenti e affiancato a questo repertorio nuovi brani ispirati alle esperienze più recenti. «Mi sono chiuso per un anno e mezzo e ho ripreso in mano pezzi vecchi, rielaborando testi e arrangiamenti. Negli anni ho avuto diverse collaborazioni, ma non sempre sono riuscito a trovare qualcuno capace di tradurre materialmente le mie idee. Questa volta ho costruito tutto partendo esclusivamente dalla mia visione». La tecnologia ha avuto un ruolo importante nella produzione, permettendo all’artista di trasformare autonomamente melodie, chitarre e intuizioni ritmiche in canzoni complete, senza rinunciare alla propria direzione creativa.
Il percorso di Tavella affonda le radici nell’esperienza con La Forma, band rock di cui è stato cantante dal 1999 al 2005. Con il gruppo ha partecipato all’Accademia della Canzone di Sanremo, alle finali di Sanremo Rock e al TIM Tour – Fatti Sentire, arrivando alle finali del Sud Italia nel 2003 e alla finale nazionale di Milano nel 2005, dopo la vittoria della tappa di Palermo con “Volere è Potere”. La band ha inoltre preso parte a “Sala Prove” di Rock TV, registrando al Jungle Sound di Milano. Dopo lo scioglimento de La Forma, Tavella ha continuato per oltre venticinque anni a esibirsi dal vivo, anche con repertori dedicati a Ligabue, Vasco Rossi e Litfiba, arrivando a condividere il palco del Viper Club di Firenze con Piero Pelù e Ghigo Renzulli. La scrittura, mai abbandonata, trova ora spazio in un progetto originale che unisce composizioni recuperate dal passato e nuove canzoni.
Con “Niente da Perdere”, il rock torna così al centro del suo percorso, tra esperienza maturata sui palchi, attenzione alla canzone e una produzione costruita direttamente dall’artista.
“Come John” Armando Cacciato
Nel trentottesimo anniversario dall’uccisione per mano della mafia del magistrato Antonio Saetta e di suo figlio Stefano, riproponiamo il brano di Armando Cacciato che riflette sulla cattiveria che l’uomo è in grado di riversare sugli altri.
Scrive l’autore: «Stefano amava i Beatles. Come John Lennon, anche lui fu vittima di una violenza assurda. John non fu ucciso dalla mafia, ma dalla mano di un uomo che si arrogò lo stesso terribile diritto: decidere della vita di un altro.
Due storie diverse, accomunate dalla brutalità di chi crede di poter spegnere una vita con un colpo di pistola. A Stefano ho dedicato Come John, immaginando un incontro impossibile tra lui e Lennon.
Perché si può uccidere un uomo, ma non le sue idee.
La memoria resta.
La musica continua».
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