Svetla Vassileva: «La mia Tosca mi somiglia: passionale, romantica, poetica»

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Al debutto nei panni dell’eroina pucciniana il 13 luglio al Teatro Greco di Siracusa, la soprano bulgara ci racconta tutto di questo personaggio, a lei così vicino, e dell’emozione di cantare nei più bei teatri siciliani

Passionale, gelosa, possessiva, forte e determinata. Sembra quasi una donna del XXI secolo la Tosca portata in scena da Svetla Vassileva, soprano bulgara che si è esibita nei teatri più importanti del mondo ed è stata diretta da maestri del calibro di Chailly, Maazel, Mehta, Muti, Noseda, protagonista quest’estate del Festival dei Teatri di Pietra, rassegna fortemente voluta dal Coro Lirico Siciliano – ambasciatore di Vincenzo Bellini e del belcanto nel mondo – per celebrare, attraverso le grandi voci, l’opera lirica.

«Non ho mai interpretato un ruolo che non mi abbia convinto, perché per me l’opera è teatro con musica – confessa la protagonista. E Tosca la amo particolarmente, perché è un personaggio ricco di sfumature, una donna straordinaria, una cantante». Proprio come Svetla, convinta che i personaggi devono somigliare a chi li interpreta. «Con Tosca sicuramente ci sono tanti punti in comune: è passionale, romantica, poetica. Non è stato poi così difficile vestire i suoi panni».

Per non parlare del fatto che Giacomo Puccini è il suo compositore preferito e che ha interpretato nei tanti anni di carriera ogni sua protagonista, da “Manon Lescaut” a la “Bohème” a la Rondine.

Tre gli appuntamenti in programma con Tosca: sabato 13 luglio alle 21 nell’incantevole scenario del Teatro Greco di Siracusa, martedì 30 luglio alle 21.30 al Teatro Antico di Taormina e domenica 4 agosto, alle 21, al Teatro Greco di Tindari.

Se ha calcato i più prestigiosi palcoscenici da Nord a Sud, il Festival dei Teatri di Pietra sarà la prima occasione per Svetla Vassileva di esibirsi nei teatri antichi di Sicilia. «Sono veramente emozionatissima, in passato ho cantato ad Atene, nel primo teatro costruito in assoluto, ed è stato magico. Così come quando mi esibisco all’arena di Verona. In questi luoghi si respira un’atmosfera impressionante, adoro cantare in posti così», dice entusiasta la cantante, che i teatri siciliani li conosce bene, avendoli già visitati da turista. «Amo la Sicilia, ma del resto chi non lo direbbe. Non è facile incontrare qualcuno che non dica lo stesso».

Sarà una Tosca di ispirazione pittorica caravaggesca quella messa in scena in Sicilia, un’affascinante diva dall’animo controverso al cui interno convivono devozione e passionalità che si ispira, naturalmente, a quella nata dalla penna di Victorien Sardou, la cui fortuna si legò alla superba interpretazione di Sarah Bernhardt. «Nessuna ansia da prestazione, anzi. Mi affascina e mi stimola ancora di più, perché quello che cerco sempre nell’opera è il teatro, che si abbellisce ancora di più col canto».

Un mix che affascinerà e conquisterà, ci si augura, anche le giovani generazioni. «I giovani sono un pubblico meraviglioso e non credo che non amino o non possano amare la lirica – ha concluso il soprano. Quando si parla di arte il pubblico va educato: per apprezzare una lettura o gli affreschi nelle chiese per esempio, e bisogna quindi preparare e interessare i ragazzi prima, in modo che abbiano un approccio più consapevole a quello che stanno per vedere. Non ho mai visto un pubblico più meraviglioso di quello che assiste agli spettacoli organizzati per i giovani o per le scuole. Sono entusiasti, spontanei. L’importante è che lo spettacolo sia di qualità, perché se si presenta per il pubblico più giovane un lavoro di serie b, c’è veramente il rischio che non entrino mai più in un teatro».

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