Le Isole Canarie sono sempre più la meta preferita dai telelavoratori. Già nel settembre del 2020 la comunidad automoma spagnola (l’equivalente di una regione italiana) aveva stanziato mezzo milione di euro per una campagna di marketing mirata ad attrarre 30.000 smartworker in dieci anni. Ad aprile 2021 ne erano già arrivati circa 8.000 (italiani compresi). A muoversi in tal senso, come un sol uomo e preparando delle offerte ad-hoc, sono stati anche proprietari di appartamenti turistici, catene di hotel e associazioni per la promozione del territorio, tra le quali alcune con l’obiettivo di ripopolare i piccoli centri rurali. È senza dubbio una storia di successo che potrebbe servire da ispirazione per l’Italia e la Sicilia.

In un momento in cui gli operatori turistici sono impazienti di riabbracciare turisti e clienti, lo smartworking diventa quindi una sfida da cogliere come una priorità. Da un lato, le strutture ricettive potrebbero pensare di riposizionare parte della propria campagna comunicativa, così come l’offerta, per attrarre questa categoria di viaggiatori in cerca di strutture comode, funzionali e con una potente connessione a internet. Dall’altro, potrebbe essere opportuno che gli amministratori promuovessero delle politiche e delle iniziative di lungo termine per rendere il pacchetto holiday-working in una determinata località, un’opzione seria e di lunga durata.

L’ideale sarebbe anche che ogni comunità, sia essa un borgo rurale o il centro storico di una grande città, si dotasse di spazi per il coworking al fine di attrarre e ospitare professionisti di tutto il mondo grazie ad installazioni moderne e spazi condivisi che favoriscano il networking e la circolazione delle idee. Nel centro di Agrigento è da poco nata l’associazione “Immagina”, i cui membri possono usufruire di uno spazio stimolante e condiviso. Tante realtà del genere potrebbero avere un effetto positivo sull’economia locale, di breve e lungo termine. Oltre alle città potrebbero usufruirne i piccoli centri, gli stessi che attraverso alcune iniziative come la vendita di case a un euro o gli hotel diffusi, si sta tentando di ripopolare. Emblematico è il caso di Sambuca di Sicilia, dove l’iniziativa delle case a un euro ha avuto una risonanza mondiale, e adesso si sta attrezzando per diventare un “villaggio aziendale” grazie all’accordo con una startup che promuove il telelavoro.

Bisognerebbe muoversi per tempo, se non in anticipo. O comunque fare in fretta, per non perdere il treno su cui sono già salite le Canarie, il cui successo però viene da lontano, così come lontano è questo arcipelago dalla penisola iberica: almeno tre ore di volo da Madrid. Nonostante la posizione geografica particolarmente isolata e con meno della metà degli abitanti della Sicilia, le Canarie sono la seconda regione spagnola per numero di turisti. Grazie a misure per la continuità territoriale, una tassazione privilegiata e servizi all’altezza si è riusciti a trasformare queste isole nell’oceano Atlantico in un campione mondiale del turismo. La “lontananza” dai centri politici ed economici di una nazione quindi, può essere compensata con delle misure precise, volte a favorire lo sviluppo economico.

In un luogo come la Sicilia quindi, nel brevissimo periodo potrebbe essere molto utile creare una campagna di promotion, awareness e marketing per attrarre immediatamente tutti quei professionisti disposti a fuggire dalle loro dimore in città, divenute troppo familiari durante la pandemia. Il target potrebbe anche e soprattutto essere quello dei tanti siciliani con le loro famiglie e i loro amici, sparsi per l’Italia e per il mondo, desiderosi di rafforzare quel legame con una terra dove grazie allo smartworking si può lavorare esattamente come a Milano, Londra o Madrid.

Successivamente, con dei servizi di alto livello quali la sanità (i telelavoratori sono esseri umani), l’istruzione (i telelavoratori fanno figli), i trasporti (i telelavoratori si muovono) e la sicurezza (i telelavoratori vogliono stare tranquilli), gli smartworker potrebbero anche decidere di tornare o mettere radici laddove oggi andrebbero solamente in vacanza.

Secondo quanto ha dichiarato il Ministro del Lavoro Orlando alle commissioni riunite Lavoro e Affari sociali della Camera, il telelavoro rappresenta «una grande innovazione a cui va dato un profilo di certezza, con l’attivazione di sinergie con altri ministeri, a partire dalla Funzione Pubblica». Il dado, quindi, è tratto. Adesso servirebbe non perdere questa enorme opportunità di sviluppo che sa già di futuro.

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