Tex trova un nuovo “padre”: Majo incontra l’aquila della notte

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Marco Rossi, in arte Majo, ha prestato la sua matita per uno dei personaggi più iconici della storia del fumetto italiano: Tex Willer. Nel Texone “I rangers di Finnegan” cerca di scoprire chi ha massacrato i pacifici Comanche del villaggio del Bisonte Bianco

Marco Rossi, in arte Majo, disegnatore storico di “Dampyr,” ha prestato la sua matita per rappresentare uno dei personaggi più iconici della storia del fumetto italiano : Tex Willer. Nel Texone (speciale annuale di grande formato), uscito in edicola il 20 giugno, dal titolo “I rangers di Finnegan”, scritto ancora una volta da Mauro Boselli, l’eroe di Galep e Giovanni Luigi Bonelli, cerca di scoprire chi ha massacrato i pacifici Comanche del villaggio del Bisonte Bianco. In settant’anni di carriera – fu pubblicato per la prima volta il 30 settembre 1948 – il ranger del Texas ha cresciuto molteplici generazioni rimanendo sempre uno dei fiori all’occhiello della Sergio Bonelli Editore. «Confrontarsi con Tex – racconta Majo – è stato impegnativo perché, pur amandolo, avevo un background di disegno che non era western per cui ho dovuto riprendere le mie conoscenze, documentarmi. Ho trovato delle difficoltà a rappresentare i protagonisti, ho sempre lavorato su mie creazioni, partendo da “Full Moon” fino ad arrivare ad “Hammer”. Con Tex sono dovuto entrare in corsa e lavorare con personaggi che c’erano già, ma che non avevano un riferimento fotografico. Sfrutto molto la fotografia, le mie illustrazioni sono tratte dal reale, quindi ho dovuto adattarmi e cercare persone vere che ricordassero Tex». Majo da oltre un quarto di secolo firma i disegni di “Dampyr”, l’uomo nato da un vampiro e una donna: «Anche se lavoro per anni con un personaggio – dice – non creo un legame, amo le storie più di chi le rappresenta. Avendo a che fare con un disegno per tanto tempo è normale che lo si tratteggi a memoria. Nel Texone ci sono alcune cose che mi sfuggono, non ho ancora imparato bene, ci vorrà del tempo». Il rapporto con la sceneggiatura è quindi fondamentale, come la collaborazione con Mauro Boselli, creatore di Harlan Drake e delle sue avventure e sceneggiatore di Tex. «Lavorare con Mauro che mi conosceva già da prima è stato molto interessante perché ha cercato di venirmi incontro, sapeva che preferivo le storie surreali piuttosto che quelle iper-realistiche». Riuscire allora a legare fotografia e immaginazione è un compito che solo un autore navigato come Majo può risolvere. «Cerco di far diventare reale anche il surreale, usando dei trucchi, guardando il al lavoro di alcuni miei colleghi, che in Dampyr – racconta sorridendo – in certe uscite riescono anche meglio».

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