«Me l’ha fatta ascoltare la mia fidanzata Dajana. Una voce incredibile, intensa, mi fa vibrare». E il leader dei Radiohead inserisce la canzone “Nta la vicaria (Canto di carcerato)” nella sua playlist per Spotify. Per la licatese, in passato maltrattata in Italia, la scelta della popstar inglese equivale a una consacrazione internazionale, come quando David Byrne, leader degli americani Talking Heads, inserì “Crêuza de mä” di Fabrizio De André fra i dieci migliori album degli anni Ottanta. L’amore per l’Isola delle popstar: dai Coldplay a Jennifer Lopez

«Conosco soltanto un po’ la musica italiana», quasi si mortificò Thom Yorke davanti a un bicchiere di Barolo, poco dopo la fine della sua esibizione lo scorso anno al Festival Collisioni. Poi, il leader dei Radiohead, che nel nostro Paese ha trovato una seconda patria e una compagna, l’attrice palermitana Dajana Roncione, si affrettò ad aggiungere: «Adoro Rosa Balistreri. Dajana me l’ha fatta ascoltare. Una voce incredibile, intensa, mi fa vibrare». Quella passione per la “cantattrice” di Licata, consigliatagli dalla fidanzata, è diventata oggi un suggerimento d’ascolto per i suoi fan: l’artista inglese l’ha inserita nella playlist che ha affidato a Spotify, il servizio musicale digitale che consente di accedere a milioni di brani.

Fra brani di Duke Ellington e James Blake, Oneohtrix Point Never e Iggy Pop, troviamo Nta la vicaria (Canto di carcerato) di Rosa Balistreri. La canzone, composta nel 1957 da Giuseppe Ganduscio, fu incisa la prima volta nel 1964 in Canzoni dal carcere” ed è inserita nell’album Rosa Balistreri Collection 2 del 2010. Parla dell’antica prigione di Palermo, quella che dal 1842 sarà rimpiazzata dall’Ucciardone, e non è certo fra le canzoni più popolari della cantante siciliana, ma è quella forse più in sintonia con le attuali ricerche musicali di Yorke che intreccia avanguardia e musica popolare, come indica anche la presenza del brano La partenza (The Parting) dei Trallaleri di Genoa, una forma di canto polifonico tipico del Genovese che fa parte della Alan Lomax Collection. Per la licatese, in passato maltrattata in Italia, la scelta della popstar inglese equivale a una consacrazione internazionale, come quando David Byrne, leader degli americani Talking Heads, inserì Crêuza de mä di Fabrizio De André fra i dieci migliori album degli anni Ottanta.

Rosa Balistreri, tra l’altro, appare in un’altra playlist intitolata a Thom Yorke, ma creata da Sockselgato, con la melanconica e cupa Ciuriddi di lu chianu, tratta dall’album Amuri senza amuri. «È un blues siciliano che Rosa cantava come se fosse uno dei neri impegnati nella raccolta del cotone, una canzone fuori dal suo target, interpretata in maniera magistrale. Se l’avesse presentata in America avrebbe avuto un successo mondiale» commenta Gianni Belfiore, autore della canzone. Più noto per essere l’autore di successi internazionali per Julio Iglesias, Raffaella Carrà, Iva Zanicchi, Fred Bongusto, Bobby Solo, Barry Manilow e tanti altri ancora, Belfiore poi rivela: «Aver scritto e musicato sonetti sullo stile di Jacopo da Lentini per Rosa mi aiutò poi a comporre canzoni per Iglesias come Se mi lasci non vale, Sono un pirata sono un signore, Pensami, che sono sonetti in musica».

La Sicilia è nel cuore del freddo e distaccato Thom Yorke non solo per la fidanzata. Era il 6 agosto 1995, una data storica per Catania e per tutta la Sicilia. Francesco Virlinzi  aveva fatto riaprire lo stadio Cibali alla musica “live” per ospitare il concerto dei  Rem. Ad aprire il concerto fu una band inglese allora poco conosciuta: i Radiohead

La Sicilia è nel cuore del freddo e distaccato Thom Yorke non solo per la fidanzata. Proprio dall’Isola cominciò la scalata al successo dei Radiohead. Era il 6 agosto 1995, una data storica per Catania e per tutta la Sicilia. Il compianto Francesco Virlinzi, il deus ex machina del rock etneo, l’inventore della Catania – Seattle, aveva fatto riaprire lo stadio Cibali alla musica “live” per ospitare il concerto dei suoi amici Rem. Quella sera, però, i 13mila spettatori accorsi ad applaudire Michael Stipe e company furono sorpresi e affascinati da una ancora poco conosciuta band inglese che faceva da supporter. I Radiohead arrivavano sull’onda del successo radiofonico singolo Creep e freschi di registrazione del secondo album, lo straordinario The Bends. Suonarono quando il tramonto stava per cedere alle tenebre, e suonarono da dio: Thom Yorke impressionò per il pathos e per il carisma, mentre i suoi compagni di avventura tiravano fuori note fantastiche. Ben presto i Radiohead sarebbero diventati una cult band, amata soprattutto dal pubblico italiano, che ne apprezzò anche la tortuosa e ostica svolta sperimentale. Un calderone di musiche in cui, fra elettronica, jazz, avanguardia e folk, può benissimo starci anche Rosa Balistreri.

La Sicilia non è soltanto nel cuore di Thom Yorke. Dalle falde dell’Etna cominciò anche la carriera dei Coldplay. Era il 2001, quando il loro nome apparve sul cartellone di Sonica, il festival rock organizzato da Nuccio La Ferlita a Misterbianco

Ma la Sicilia non è soltanto nel cuore di Thom Yorke. Dalle falde dell’Etna cominciò anche la carriera dei Coldplay. Era il 2001, quando il loro nome apparve sul cartellone di Sonica, il festival rock organizzato da Nuccio La Ferlita a Misterbianco. La sera del concerto, poco prima di salire sul palco, arrivò a Chris Martin e soci la notizia che il loro singolo Yellow aveva conquistato il primo posto della hit parade britannica. L’esibizione divenne una festa. Di suoni, di colori e… di vino. In Sicilia, i Coldplay sarebbero poi tornati spesso: fra la diga del lago Nicoletti di Enna e Palazzo Biscari allestirono il set per il video di Violet Hill, primo singolo tratto dall’album Viva La Vida del 2008, per poi ambientare tra i faraglioni di Aci Trezza e l’Etna il progetto cinematografico Amazing Day per il disco A Head Full of Dreams del 2015.

Adesso, in tempi di lockdown, Chris Martin ha dedicato uno spazio nelle sue dirette Instagram a due gemelli di Porto Empedocle che a fine marzo avevano pubblicato un video in cui suonavano con il violino Viva la Vida come inno contro il coronavirus. Mirko e Valerio, i due fratelli agrigentini, avevano avuto un grande successo con il loro video che era stato ritwittato proprio da Chris Martin. Così il leader dei Coldplay ha scelto di cantare il brano duettando proprio con i due bambini: in collegamento via social, Mirko e Valerio hanno suonato la base su cui Martin ha cantato le parole della canzone. Il video fa parte delle dirette #TogetherAtHome che il gruppo ha postato in questo periodo di emergenza sanitaria.

Una storia simile ha coinvolto anche Jennifer Lopez, assidua frequentatrice del mare eoliano. La popolare cantante e attrice latino-americana ha condiviso sul suo profilo Instagram la diretta di un giovane dj palermitano DannyEmme, che dal suo balcone ha “suonato” musica dance per rallegrare i residenti di via Re Tancredi, via Imperatrice Costanza e via Colonna Rotta durante il lockdown. In una delle sue “stories” JLo ha dato uno sguardo a ciò che accadeva in Italia, stravolta dall’emergenza Coronavirus, soffermandosi sulla Sicilia e sulle reazioni della gente dai balconi: «Love this! … sending love to all” (“Amo questa cosa… vi amo tutti”)», ha scritto la star.

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