«Che cosa resterà di me? Del transito terrestre? Di tutte le impressioni che ho avuto in questa vita?» erano tanti gli interrogativi che Franco Battiato si poneva in Mesopotamia, brano emblematico nel quale raccontava il ritorno nella sua terra dopo gli anni milanesi e che oggi, a quasi un anno dalla sua scomparsa, sembrano trovare risposta nell’affetto delle persone che lo hanno sempre amato e che in vista del 18 maggio hanno organizzato numerosi appuntamenti volti a celebrarlo. L’eredità che ci ha lasciato risiede di certo nella sua musica, con la quale negli ultimi quarant’anni ha unito generazioni e mondi all’apparenza lontani, ma anche nella sua grandezza di uomo.

ANCORA E ANCORA. Dopo il concerto dello scorso novembre al Teatro Bellini di Catania, l’amico e tastierista Angelo Privitera, insieme a Orietta Piazza, ha organizzato per il 18 maggio un grande tributo al Teatro Antico di Taormina dal titolo Ciao Franco… Over and over again. Fra gli ospiti della serata, organizzata in collaborazione con Parco Naxos Taormina: il Nuovo Quartetto Italiano, l’Orchestra del Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania diretta dal M°Francesco Libetta, Fabio Cinti, Carmen Consoli, Red Canzian, Ben Fenner, suo ingegnere del suono, e Michele Di Lernia, il discografico della Emi che produsse “La voce del padrone”, l’album che consacrò l’artista siciliano al grande pubblico. «Per questo viaggio nelle emozioni – spiega Privitera – ho voluto coinvolgere solo le persone che avevano un vissuto vero con Franco e che conoscevano l’uomo dietro all’artista, quindi il Quartetto Italiano che per oltre trent’anni ci ha accompagnati in tournée, il pianista Francesco Libetta che a lungo ha lavorato con noi. Ma anche Red Canzian che dal 1970 al 1973 collaborò con Franco negli “Osage Tribe”, band di musica sperimentale che compose “Un falco nel cielo”, brano simbolo degli Scout italiani, e ancora Vincenzo Mollica, con il quale saremo in collegamento, e Padre Guidalberto Bormolini, il gesuita che negli ultimi dieci anni ne è stata la guida spirituale». L’impegno di Privitera, con il quale Battiato ha condiviso molti successi, è quindi quello di raccontare a 360° il genio di quest’artista immenso. Nasce così il progetto Over and over again che dopo Taormina farà tappa anche al Ravenna Festival, ad Arezzo e a Pavia. «Molti – spiega Privitera – vedevano Franco come un mistico ma in realtà era una persona ironica, allegra, per questo ho voluto inserire nel concerto alcuni suoi interventi audio che potessero testimoniarne l’umanità. Il nostro non poteva essere un addio ma solo un arrivederci perché lui è sempre presente in mezzo a noi. Ci ha lasciato un bagaglio culturale immenso che va dalla discografia ai film, dalla pittura alle opere liriche e in cui è possibile cogliere la grande profondità che aveva».

DA JONIA AL BUEN RETIRO. Fra i Comuni siciliani coinvolti nelle celebrazioni non potevano mancare Riposto, dove il musicista è nato e Milo, locus amoenus degli ultimi anni.  Il primo ospiterà la rassegna Mondi vicinissimi che si aprirà proprio mercoledì 18 maggio con l’inaugurazione di una targa in ceramica posta nel quartiere Sariceddu, a pochi metri dalla casa dove il musicista è nato e cresciuto, seguita da una passeggiata letteraria, una veleggiata e un grande concerto con ospiti nazionali che avrà luogo a luglio. Con Note di passaggio -Le vie che portano all’Essenza la cittadina alle pendici dell’Etna realizzerà invece una serie di eventi concentrati tra il 18 e il 22 maggio che esploreranno la ricerca, la sperimentazione e la trascendenza nell’opera del Maestro siciliano. Oltre al progetto di una statua realizzata da Placido Calì e dedicata a Battiato e Dalla, si susseguiranno presentazioni di libri, eventi musicali, riflessioni attorno al cinema, alla letteratura, alla spiritualità per restituire appieno l’immagine di uno degli artisti più amati di sempre. Il 28 maggio sarà poi la volta del Comune di Aci Sant’Antonio che per il Maggio dei libri ha annunciato l’evento “Man manu ca passunu ‘i jonna” un tributo musicale all’autore di “Stranizza d’amore” affidato alla band “Le ore della libertà”.

MILANO LA SUA SECONDA CASA. Gli anni ’70, trascorsi a Milano, furono cruciali nel creare in Franco Battiato un’attenzione particolare verso la sperimentazione. In ricordo di quel periodo, la Triennale di Milano ha pensato di omaggiarlo lunedì 16 con un incontro dal titolo “Citizen Battiato. Gli anni milanesi” curato da Francesco Messina e Stefano Senardi, autori fra l’altro di “L’alba dentro l’imbrunire”, volume che ripercorre proprio gli anni meneghini: la musica, il teatro, le arti visive e le amicizie con Gaber, Calasso, Ballista, Pio. Uno dei primi enti internazionali a dedicargli un tributo sarà invece l’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, che per il 20 maggio realizzerà un concerto intitolato “Universi paralleli” nel quale il musicista Maurizio Chisari, conterraneo di Battiato, eseguirà un repertorio con le canzoni più iconiche accompagnato da Yaan Pallandi al pianoforte, Luke Wright alle chitarre e alla mandola e un ensemble d’archi.

I RADIODERVISH E LA SPIRITUALITÀ DI BATTIATO. Fra gli artisti che Battiato ha ispirato nella sua carriera c’è senz’altro il cantautorato mediterraneo dei Radiodervish, gruppo italiano di world music fondato nel 1997 dai pugliesi Michele Lobaccaro, Alessandro Pipino e Riccardo Laganà e dal palestinese Nabil Salameh. Il 28 maggio la band realizzerà al Teatro Kismet di Bari un evento unico dal titolo No time, No space, dall’omonimo singolo del 1985. «Fin da ragazzi abbiamo sempre seguito l’opera di Franco – spiega Salameh, voce dei Radiodervish – finché un giorno non ci siamo decisi a lasciare nella casetta della posta della sua casa editrice, L’Ottava, un nostro disco. Con nostra immensa sorpresa qualche giorno più tardi ci richiamò per complimentarsi con noi, così abbiamo dato inizio a un rapporto che nel tempo è diventato prima amicizia e poi collaborazione professionale». Per la band barese nel 2006 Battiato firmò infatti la regia del videoclip “Amara terra mia”, rifacimento del successo di Modugno, mentre l’anno dopo produsse l’album “L’immagine di te”. «Franco è sempre stato un riferimento per noi – prosegue – era il primo a cui mandavamo i nostri lavori e tenevamo al suo giudizio in modo particolare. Era un uomo di grande profondità umana, umiltà e professionalità, capace di saper ascoltare e rispettare tutti. Il fatto che moltissimi artisti e non, vogliono omaggiarlo credo nasca dal fatto che era una persona autentica». D’altra parte le sue opere sono stata una pietra miliare nella scena artistico-musicale della nostra epoca. «Con la sua arte ha creato una nuova letteratura musicale – chiosa – in grado di coniugare mondi e culture, facendo convivere linguaggi, filosofie, spiritualità ma anche Oriente ed Occidente anticipando quel multilinguismo e quella multiculturalità di cui oggi si parla tanto». Un visionario capace di vedere oltre il tempo e lo spazio. «Abbiamo scelto come titolo “No time no space” perché era il mondo in cui Franco riusciva a varcare i limiti – osserva –, ma è anche la frase che ci ha ispirato il brano “Centro del mundo”. Credo che sia un modo per chiudere il cerchio su un artista, un personaggio, un essere umano che ci ha molto motivati nel nostro percorso». Fra i ricordi più belli di Nabil c’è senz’altro quello di essere stato co-autore insieme a Battiato e Sgalambro di “Aurora”, brano contenuto nella raccolta “Apriti sesamo” e ispirata all’opera di Ibn Hamdis, massimo esponente della poesia araba nella Sicilia del XI secolo. «Fu proprio durante il lungo tour di “Diwan-L’essenza del reale” che ho scoperto il lato più personale e intimo di Franco – conclude l’artista –, lì ho avuto la rivelazione di quanto autentico fosse il suo spirito, la sua ironia, la semplicità. Forse è per questo che ha sempre rifiutato di entrare nello star system e nelle sue dinamiche. Con un po’ di presunzione, penso che avrebbe gradito il fatto di essere ricordato con quell’autenticità che l’ha sempre contraddistinto».


I TRIBUTI IN TV

Mercoledì 18 maggio alle ore ore 21.15 verrà mandato in onda su Rai1 il documentario “Il coraggio di essere Franco”, un programma scritto e ideato da Angelo Bozzolini con la voce narrante di Alessandro Preziosi mentre dal 18 maggio, ore 21.15, sarà possibile seguire su Sky Arte oppure on demand e in streaming su NOW il documentario in quattro puntate di Stefano Senardi ed Edoardo Rossi, “Franco Battiato- Il tributo” diretto Pepsy Romanoff .

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