Sicilian Playlist #300: l’omaggio alla Sicilia di Mina
La selezione di questa settimana si apre con “Carrettieri”, brano in siciliano che la regina della canzone italiana ha ripescato dalle interpretazioni inedite del suo archivio. La sua voce soave affonda le radici nella tradizione dell’isola, in particolare in un brano scritto nel 1949 da Alfonso Gibilaro. Proseguiamo con “Ruggine”, nuovo estratto dall’album “Dell’amore il fallimento e altri passi di danza” di Levante, e con “Spazzatura”, brano-denuncia di Sabù Alaimo sul nostro tempo fatto di notizie bombardanti e confusionarie. Chiudiamo con “Circoscritti”, in cui Vittoria Sciacca esplora cosa succede ad una relazione quando la comunicazione non funzione come dovrebbe, e con “Semu a mari ‘mbare” del duo Amennula, che si affida ad un tono canzonatorio per sdrammatizzare il nostro difficile presente
Ogni settimana sottoporremo al vostro ascolto una playlist di canzoni di artisti siciliani. Brani vecchi e nuovi scelti dalla redazione, ma che potrete indicarci anche voi e, soprattutto, potranno inviarci cantautori, cantanti e band, di qualsiasi genere musicale. Inseriremo i vostri consigli e le proposte musicali all’interno della nostra playlist che sarà pubblicata anche su Spotify.
Potete inviare le vostre proposte (complete di link Spotify e YouTube) all’indirizzo sicilianplaylist@sicilianpost.it
“Carrettieri” Mina
A distanza di molti anni dalle sue registrazioni più celebri, Mina torna a sorprendere il pubblico con una nuova incursione nel proprio archivio musicale. Il progetto discografico Dilettevoli inedite eccedenze porta alla luce materiali rimasti inediti per decenni, tra cui spicca «Carrettieri», un brano cantato interamente in siciliano che arricchisce ulteriormente il repertorio della grande interprete italiana.
La canzone affonda le proprie radici nella tradizione musicale dell’isola. Scritta nel 1949 dal compositore palermitano Alfonso Gibilaro, musicista e direttore d’orchestra che ha lasciato un segno nel panorama classico e operistico, l’opera era già nota grazie a interpretazioni importanti, tra cui quella del tenore Beniamino Gigli. La versione di Mina, rimasta conservata negli archivi della PDU e probabilmente registrata negli anni Settanta, costituisce la testimonianza più antica tra quelle recuperate per la nuova pubblicazione.
Uno degli aspetti più interessanti dell’incisione è la capacità della cantante di adattare la propria vocalità alle caratteristiche del siciliano, alternando intensità e delicatezza con grande naturalezza. Nella sua lettura, il carattere popolare e narrativo del brano assume una dimensione più teatrale, trasformandosi in una romanza ricca di pathos ed eleganza. L’accompagnamento orchestrale valorizza la voce senza sovrastarla, mettendone in risalto le sfumature espressive e contribuendo a ricreare le atmosfere malinconiche che contraddistinguono parte della tradizione musicale siciliana del secondo dopoguerra.
Il ritrovamento di «Carrettieri» fa parte di un lavoro di ricerca e recupero discografico seguito e prodotto da Massimiliano Pani. L’album Dilettevoli inedite eccedenze raccoglie dieci registrazioni rare, mai pubblicate prima, offrendo un percorso attraverso influenze e riferimenti musicali differenti. Accanto alle reinterpretazioni di brani legati al repertorio internazionale dei Beatles, trovano spazio omaggi alla canzone d’autore italiana, con richiami anche alla musica di Pino Daniele, fino ad arrivare alla riscoperta delle radici linguistiche e culturali siciliane.
Questa pubblicazione rappresenta quindi molto più di un semplice recupero destinato agli appassionati e ai collezionisti. Attraverso una registrazione rimasta nascosta per tanti anni, Mina conferma la propria versatilità artistica e la capacità di confrontarsi con tradizioni musicali diverse, adattando la sua voce a linguaggi e sensibilità lontani dal repertorio più conosciuto. «Carrettieri» diventa così un prezioso incontro tra una delle voci più rappresentative della musica italiana e un patrimonio popolare che, grazie a questa riscoperta, torna a essere accessibile al pubblico contemporaneo.
“Ruggine” Levante
È disponibile da venerdì “DELL’AMORE IL FALLIMENTO E ALTRI PASSI DI DANZA”, il nuovo album di Levante: quindici tracce e uno speciale cameo della figlia Alma Futura, che raccontano l’amore nelle sue contraddizioni, trasformazioni e fragilità. «Non mi sono più chiesta cosa sia l’amore o dove vada a finire quando finisce», racconta Levante. «Ho soltanto insistentemente chiesto a me stessa per quale motivo l’ho fatto fallire, tutte le volte in cui è fallito o non è mai iniziato. L’associazione del fallimento alla danza nasce dall’immaginare queste storie come passi a due, quadriglie, balli di gruppo. In fondo non è questo forse? Ritrovarsi, poi, a fare le solite mosse».
La produzione è affidata ancora ad Antonio Filippelli e Gianmarco Manilardi, al fianco della cantautrice da dieci anni. L’immaginario del progetto è dominato dall’arancione, simbolo di energia, trasformazione, avvertimento e protezione, che attraversa i brani e caratterizza la copertina. Per la prima volta Levante abbandona una rappresentazione solitaria di sé per aprirsi a una dimensione collettiva: una piramide umana composta da amici, amori e collaboratori, le cui pose richiamano una danza.
«Nella scrittura e nella composizione dei brani del disco non sono stata guidata da un colore, almeno non da subito. Col passare dei mesi ho compreso che era una luce arancione a lampeggiare sulle mie parole, come un semaforo che allerta, un salvagente in mezzo al mare, un giubbotto di salvataggio. In effetti l’arancione è un emblema di detenzione, avvertimento o protezione. È il colore dell’ascesa, della discesa e della combustione solare, un simbolo di maturazione e raccolto, della rugginosa luna autunnale, di assimilazione e realizzazione».
Tra sonorità cantautorali, pop contemporaneo, aperture elettroniche e momenti più intimi e ritmici, l’album attraversa desiderio, perdita, nostalgia e ricerca di sé. Spicca ABISSALE, che trasforma una ferita personale in uno degli episodi più intensi del disco, mentre la voce di Alma Futura introduce a metà percorso una pausa emotiva che collega le diverse traiettorie del racconto. Un lavoro intimo e corale in cui Levante esplora i fallimenti sentimentali come passi di una danza che si ripete, invitando a riconoscere se stessi attraverso le esperienze dell’amore.
“Spazzatura” Sabù Alaimo
“Spazzatura” è il nuovo singolo di Sabù Alaimo, estratto dall’EP Quelli come noi. Con questo brano l’album si fa più diretto e urgente: cronaca, politica, social network e leggerezza si mescolano nel bombardamento quotidiano di notizie, restituendo la confusione mentale del presente. L’immagine di una nave alla deriva attraversa una canzone dal suono deciso e senza compromessi.
«Volevo raccontare la sensazione di essere travolti ogni giorno da immagini e notizie diverse, senza avere il tempo di capire davvero che cosa stia succedendo. Il brano nasce da questa confusione: è come trovarsi su una nave alla deriva e sentire il bisogno di gridare», racconta l’artista.
Il videoclip ufficiale, disponibile una settimana dopo l’uscita del singolo, è prodotto e realizzato dallo stesso cantautore. Immagini del passato e del presente si intrecciano in un montaggio provocatorio ed evocativo, che accompagna il racconto della canzone. Spazzatura è scritta da Sabù Alaimo Produzione artistica: Sabú Alaimo. Mix, Master e registrazione a cura di Leo Curiale.
“Circoscritti” Vittoria Sciacca
Dopo un percorso in continua crescita, tra concerti, aperture per artisti affermati e riconoscimenti nei festival dedicati alla nuova musica, Vittoria Sciacca pubblica “Circoscritti”, il nuovo singolo che segue “È questo l’amore scommetto”, uscito il 21 agosto 2026. Per la cantautrice siciliana, che negli ultimi anni ha condiviso il palco con nomi come Carmen Consoli, Ermal Meta e Anna Castiglia, il brano rappresenta un nuovo capitolo di un percorso artistico costruito tra scrittura personale ed esperienze dal vivo. Tra i traguardi raggiunti figurano le vittorie a SanMetro nel 2023 e a SanNolo nel 2026, oltre alla partecipazione al Musicante Award – In viaggio con Pino Daniele.
In “Circoscritti”, il paesaggio marino diventa il riflesso di un mondo interiore inquieto, difficile da decifrare e da condividere. La canzone si concentra sulle difficoltà di comunicazione all’interno di una relazione: gesti, sorrisi e sguardi continuano a testimoniare un legame, ma le parole vengono meno proprio quando servirebbero a chiarire dubbi e fragilità. Ne nasce una distanza fatta di incomprensioni e sentimenti inespressi, in cui il desiderio di sentirsi vicini si scontra con l’incapacità di raccontarsi davvero.
A spiegare l’origine del singolo è la stessa artista: «Circoscritti è uno dei pochi brani che ho davvero avuto l’urgenza di scrivere. Il ritornello è nato sulle note del telefono dopo l’ennesima incomprensione durante la mia relazione. Ho pensato subito al mare perché, quando sono stressata e sono a casa, scendo a guardarlo e in qualche modo gli affido le mie ansie. In quel momento ero lontana e non potevo farlo, così ho pensato a quanto sarebbe stato bello riuscire a dividere tutto quel mare che mi portavo dentro con qualcuno».
“Semu a mari ‘mbare” Amennula
Il duo formato da Daniele Grasso ed Elisa Milazzo torna con “Semu a mari ’mbare”, secondo singolo che anticipa l’album d’esordio, atteso nell’autunno 2026 per Dcave Records con edizioni Digital Noises. Il brano affronta le incertezze del presente attraverso l’ironia e il linguaggio della tradizione popolare siciliana.
L’aumento del costo della vita, la precarietà lavorativa, la burocrazia e le tensioni internazionali alimentano un senso di smarrimento collettivo. Il titolo esprime la consapevolezza delle difficoltà senza rinunciare alla capacità di reagire. «“Semu a mari ’mbare” potrebbe tradursi con “siamo in alto mare, amico”. In realtà significa qualcosa di diverso: la situazione è tragica, ma non è seria».
Musicalmente, il brano unisce tradizione e contemporaneità: da un’apertura ispirata ai cuntastori si sviluppa una danza irregolare, scandita dal dobro, dal tamburo a cornice, dalla tuba e da un coro di amici. Questa contaminazione riflette l’identità del progetto, in cui folk arcaico, blues delle radici, canti religiosi, suggestioni mediorientali e minimalismo elettronico convivono in un linguaggio sonoro originale. La Sicilia diventa così un punto d’incontro tra culture e tradizioni, rielaborate in chiave contemporanea.
Ascolta la playlist su Spotify
Hai apprezzato questo contenuto?
Il Sicilian Post è gratuito e continuerà a esserlo.
Ma il giornalismo indipendente ha un costo: ogni inchiesta, ogni storia verificata, ogni articolo nasce dal lavoro di persone che scegliamo di retribuire in modo equo.
Se sei arrivato fin qui, forse questo lavoro per te ha valore.
Per continuare a offrirlo a tutti abbiamo bisogno anche del tuo supporto.
Abbonarti significa sostenere un’idea di informazione libera e responsabile.
Come segno di ringraziamento, agli abbonati riserviamo alcuni contenuti e iniziative editoriali.




