Da Pirandello a Bellini, passando per Emma Dante, sulla piattaforma non mancano le proposte sia per accontentare i palati più fini che per intrigare i neofiti

La creatività permette di liberare la fantasia ma è l’arte a farci prendere il volo, in un viaggio in grado di oltrepassare le barriere spazio-temporali per incontrare i grandi autori del passato e non solo. È così che possiamo assistere per la prima volta a capolavori mai visti o rivederli in attesa di occupare nuovamente un posto a teatro. Raiplay, infatti, dedica un’ampia sezione gratuita a lirica e prosa nella quale scovare le opere di molti artisti che hanno fatto grande la nostra isola.

PRIMA FERMATA: CATANIA. La città che ha dato i natali al compositore Bellini, è la prima tappa di questo itinerario immaginifico. Del Cigno ritroviamo La straniera, nell’edizione prodotta dal Maggio Musicale Fiorentino nel 2019 con la direzione del M° Fabio Luisi e la regia teatrale di Matteo Zoni. A vestire i panni dell’infelice regina Agnese è il soprano georgiano Salome Jicia, voce tra le più potenti nell’arte del belcanto. Su libretto di Felice Romani, La straniera debuttò alla Scala il 14 febbraio del 1829, replicando il grande successo ottenuto due anni prima da Il Pirata e segnando per il compositore l’inizio di una fulgida carriera, interrotta sei anni più tardi da una morte prematura. Risale al 6 marzo 1831, invece, la prima de La sonnambula, composta in soli due mesi per il Carcano di Milano. La versione suggerita dalla piattaforma digitale è quella dell’Opera di Roma e porta la firma di uno dei registi più visionari del panorama internazionale, Giorgio Barberio Corsetti. Sul podio troviamo Speranza Scapucci mentre nei panni di Amina, in forma smagliante, il soprano Jessica Pratt.

AL CONFINE. Ci spostiamo di 60 km per arrivare a Vizzini, luogo natio dello scrittore verista Giovanni Verga, dove si svolsero anche i fatti di sangue di una delle sue più celebri novelle, Cavalleria rusticana. Il successo dell’opera fu tale che lo stesso Verga decise di adattarne una versione teatrale con protagonista Eleonora Duse, negli stessi anni in cui il musicista livornese Pietro Mascagni presentava l’omonimo dramma al concorso indetto da Sonzogno, vincendolo. Anche qui la popolarità del melodramma fu tale che Verga intentò causa all’editore, ottenendo un lauto compenso. Non soddisfatto, però, convinse Domenico Monleone a mettere in musica un’altra Cavalleria rusticana, con la quale quest’ultimo fu accusato di plagio, questa volta da Sonzogno & Co. Nonostante le differenze fra i due libretti, questa seconda versione cadde da subito nel dimenticatoio dopo che tutti gli spartiti furono distrutti. Se il regista Corsetti firma per Matera Capitale europea della Cultura 2019 una versione più contemporanea grazie all’utilizzo del videomapping, la Cavalleria di Emma Dante è più sanguigna: con un continuo sventolio di ventagli colorati, carretti siciliani e croci. Nella prima, a dirigere Veronica Simeoni e Roberto Aronica nei panni di Santuzza e Turiddu è Juraj Valcuha mentre nella seconda i solisti, il Coro e l’Orchestra del Comunale di Bologna sono affidati alla vigorosa bacchetta del M° Michele Mariotti. Definito come il nuovo Pavarotti per la duttilità della sua voce in grado di raggiungere il registro più profondo ma anche di svettare sulle note più acute, il tenore Salvatore Licitra è stato protagonista della Cavalleria rusticana del Carlo Felice di Genova, diretta da Sebastiano Lo Monaco. Sfortunatamente nell’estate del 2011 Licitra perse la vita in un gravissimo incidente stradale, a seguito di un’ischemia, lasciando un grande vuoto nel mondo della lirica; lo ricordiamo così nei panni di Turiddu, uno dei tanti personaggi del suo ricco repertorio.

CONTRADA KAOS. L’aria dell’agrigentino vede due protagonisti d’eccezione: il sommo Luigi Pirandello e il compianto Andrea Camilleri. L’autore di Uno, nessuno, centomila è stato rivisitato niente di meno che da Luca Ronconi, che con gli attori dell’Accademia “Silvio D’Amico” porta in scena In cerca d’autore, una versione asciutta di uno dei capitoli della trilogia del metateatro. Franco Branciaroli si cimenta invece, nella duplice veste di regista e attore, nell’Enrico IV dove con lucida riflessione analizza il tema della follia. Se poi si vuole conoscere un po’ meglio la travagliata vita dello scrittore, in occasione del 150° anniversario dalla nascita, Fabrizio Falco ha ripercorso i luoghi della formazione e della carriera del drammaturgo nel documentario Un attore in cerca d’autore. Sulle tracce di Pirandello. Il papà di Montalbano e il regista Ugo Gregoretti diventano invece il Dottor Andrea Volpe e il Professor Ugo Gatto nel Pinocchio (mal)visto dal gatto e la volpe, un’opera multimediale per ragazzi nella quale i due cercano di riabilitare dalla cattiva reputazione i personaggi collodiani.

SUL COLLE TEMENITE. Entrambe prodotte dall’INDA di Siracusa, Le Supplici ed Eracle, reinterpretano in maniera nuova le tragedie greche. Moni Ovadia rivisita il testo eschileo, insieme ai cantautori Mario Incudine e Pippo Kaballà, mettendo insieme greco moderno e siciliano e arricchendo l’opera con struggenti momenti corali in cui s’inneggia all’inclusione. Mentre Emma Dante per il 54° Ciclo delle Rappresentazioni Classiche affida il ruolo degli eroi euripidei ad attrici, ribaltando l’antica regola del teatro secondo la quale erano gli uomini a vestire i panni delle donne.

CAPOLINEA PALERMO. L’ultima tappa di questo viaggio in giro per la Sicilia è proprio il suo capoluogo, dove troviamo ancora una volta la Dante in uno dei suoi testi più emblematici: Le sorelle Macaluso. Gli uomini di questa città io non li conosco è invece il titolo del documentario in cui si omaggia il teatro di Franco Scaldati. Un’opera amara che restituisce voce alla drammaturgia dell’attore di Montelepre e racconta il suo legame con il cinema di Ciprì e Maresco. «A che serve il teatro?» si domanda Scaldati. « È una forma d’arte che implica immediatamente l’uomo, che obbliga a vivere, a incontrarsi e scontrarsi» risponde. E difatti non può essere che così.