A vederla così fertile e rigogliosa la Sicilia si direbbe baciata dal Re Mida, il leggendario sovrano che pare avesse la capacità di trasformare ogni cosa in oro. Se poi consideriamo che è impossibile dire Sicilia senza dire pistacchio allora l’immagine non sembra poi peregrina. Ingrediente pregiato dei più tradizionali e disparati piatti, dal dolce al salato, lo chiamano oro verde tanto è prezioso, ricercato e amato. Ma anche delicato. Lo sanno bene Giulio e Vincenzo Bonfissuto, rispettivamente di 41 e 39 anni, fratelli pasticceri di Canicattì (in provincia di Agrigento) che l’1 agosto hanno lanciato una curiosa raccolta fondi per ridare linfa a un antico pistacchieto: “Fustuq: adotta un albero di pistacchio”. Questo il nome della campagna di crowdfunding internazionale che si concluderà l’8 settembre.

«Il nostro appello è stato accolto da aziende locali, da multinazionali, da Svezia, Australia, USA. È evidente che la Sicilia sta a cuore a tanti»

L’INIZIATIVA. «”Fustuq” – ci spiega Giulio – è una parola araba che in siciliano (fastuca) indica il pistacchio. Nelle terre attorno al nostro laboratorio abbiamo trovato un’antica varietà di alberi di pistacchi. Facendo ricerche abbiamo scoperto che prima degli anni ’70 Canicattì ne era piena, motivo per cui il nostro terreno veniva chiamato “fastuchera”. Allora ci siamo chiesti: perché non ridare vita alla piantagione e adoperarne i frutti nella nostra pasticceria per creare prodotti con materia prima a km zero? Essendo però un progetto costoso abbiamo deciso di coinvolgere tutto il mondo». La piantina infatti è molto delicata, ha bisogno di due anni di costante cura per crescere e rendere generosa l’ingrediente che i Bonfissuto adoperano nella loro arte dolciaria. Bastano 27 euro per sostenere il progetto e ricevere direttamente a casa, come segno di gratitudine, un panettone al pistacchio. Chi vorrà potrà anche decidere di contribuire in toto all’impianto di un nuovo albero che porterà il nome che il genitore adottivo sceglierà. «Quasi tutti scelgono di dare oltre a un nome il proprio cognome, come se si trattasse di un membro della famiglia a tutti gli effetti, come se adottassero un bambino». D’altronde il verbo “adottare”, che rinvia etimologicamente a un atto di libera scelta, significa assumersi l’impegno di coltivare con amore. «L’obiettivo che abbiamo a cuore – aggiunge il pasticcere – è consolidare il legame tra la nostra terra e i nostri prodotti. I rami, le foglie e i frutti di ogni singolo albero apparterranno virtualmente a chiunque sposerà il progetto».

Giulio e Vincenzo Bonfissuto

SICILIA CHIAMA, IL MONDO RISPONDE. «In pochi giorni – afferma entusiasta Giulio – abbiamo raggiunto il 90% dell’obiettivo. Non ce lo aspettavamo. Il nostro appello è stato accolto da aziende locali, da multinazionali, da Svezia, Australia, USA e da ogni parte sono arrivati messaggi di solidarietà. È evidente che la Sicilia sta a cuore a tanti. A novembre pianteremo gli alberi: non vediamo l’ora. A chi ci ha sostenuto testimonieremo il momento in cui andremo a mettere, come si suole dire, la prima pietra, in questo caso la prima pianta. E poi informeremo costantemente su crescita, fioritura e raccolto».

«Vogliamo restituire alla terra quello che ci ha regalato e mostrare al mondo la Sicilia elegante, la Sicilia che produce, la Sicilia perbene»

AMORE E SOSTENIBILITÀ. La campagna dei fratelli Bonfissuto assume un importante valore simbolico per lo sviluppo dell’intera Isola. Nei loro intenti non c’è solo la crescita dell’azienda accorciando il rapporto produttore-consumatore, ma anche la volontà di salvaguardare una varietà autoctona di pistacchio, quindi di tutelare la coltivazione locale e, insieme, tutto il territorio. Una scelta green la loro che, sulle orme del movimento pianta-alberi della premio Nobel keniota Wandari Maathai, punta tutto sulla correlazione tra benessere della comunità e salubrità ambientale. Così si investe in Sicilia e si fa promozione delle bellezze isolane. Ne è convinto Giulio: «Si innescano tanti piccoli fattori. Rendendo produttivo un terreno semiabbandonato daremo lustro alla nostra zona e visibilità a livello turistico a tutta la Sicilia. Vogliamo dare più radici alle nostre radici e restituire alla terra quello che ci ha regalato e mostrare al mondo la Sicilia elegante, la Sicilia che produce, la Sicilia perbene». La sostenibilità e l’imprenditoria a Canicattì sono verde pistacchio.

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