In una Catania che per il secondo anno di fila deve rinunciare alle consuete celebrazioni agatine, il folklore e la ritualità della festa trovano nuove forme di espressione. È questo il caso della mostra AGATHA ON THE ROAD/IN VIAGGIO CON AGATA, evento espositivo diffuso – con installazioni negli spazi del Palazzo centrale dell’Università, di Palazzo San Giuliano e della GAM (Galleria di Arte Moderna) che sarà aperta al pubblico dal 4 febbraio al 4 marzo 2022 – che esplora i molteplici volti del culto agatino, a partire dal suo legame con le antiche divinità femminili del Mediterraneo fino all’arte contemporanea.

La prima parte della mostra all’interno di Palazzo San Giuliano è dedicata alla festa per la Santa che rivive attraverso modalità diverse ma complementari. Da un lato, la ricostruzione del percorso compiuto annualmente dal fercolo tra le strade di Catania. Dall’altro viene offerta ai visitatori un’esperienza immersiva sensoriale unica proietta, poi, il pubblico tra i sapori, gli odori, i suoni, le luci e i colori della festa. Ecco dunque che oggetti come il saio, le olivette, il drappo con Agata stanno tutte all’interno di teche, come oggetti archeologici. L’idea della festa popolare col suo percorso in città si interseca poi con altri itinerari di fenomeni religiosi come il culto di Demetra, di Iside i quali hanno attraversato da Oriente verso Occidente il bacino mediterraneo. 

Anna Tusa, “Agatha on the road”

Ci si sposta quindi all’interno di Palazzo Università, dove viene proposto un percorso che riallaccia il culto agatino al simbolismo legato alle divinità femminili, venerate a Catania sin dall’antichità. Esemplificativo il caso di Demetra e Kore, a cui è dedicato uno dei pezzi più importanti dell’esposizione: una stele rinvenuta nel capoluogo etneo risalente al V sec. a.C. E poi tutta una serie di riferimenti alla festa di Agata del ‘600 e ‘700, con opere provenienti da collezioni private. 

Come una sorta di viaggio temporale, presso la GAM, la Fondazione Oelle con la cura scientifica del Direttore Carmelo Nicosia ci riporta ai giorni nostri attraverso una serie di racconti paralleli di autori contemporanei, i quali nel segno della fotografia, della scultura, dei video e della sound art, esprimono la loro personale visione del culto agatino. Ed ecco dunque la rappresentazione di un affresco sul muro che riproduce la Santa coi colori del Catania: sacro e profano immortalati in uno scatto di Carmelo Nicosia; o ancora l’operazione concettuale di Giovanna Lizzio, per la quale ogni giorno si ha il dovere di rinfrescare il latte presente dell’opera, come atto simbolico rispetto alla donna; e per citarne un altro, lo scatto in stile pubblicitario di Egidio Liggera

Oriana Tabacco, “Sant’Agata”

La narrazione della devozione a sant’Agata tra sacro e profano prosegue in 3 luoghi “OFF” del progetto: ISOLA (hub innovativo di coworking a Palazzo Biscari) e la storica Libreria Prampolini fondata nel 1894 (via Vittorio Emanuele II, 333) a Catania, e la fON Art Gallery, lo spazio espositivo all’interno del Four Points by Sheraton Catania Hotel ad Aci Castello.


L’INAUGURAZIONE

L’inaugurazione della mostra

«“Agatha on the road” getta le basi per un percorso di ricerca e archiviazione della memoria che contiamo di replicare negli anni con una programmazione che contribuisca alla promozione della festa di sant’Agata». Con queste parole Ornella Laneri, presidente della Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ha presentato – giovedì 3 febbraio – la mostra che si divide tra il Museo dei Saperi e delle Mirabilia Siciliane Palazzo Centrale dell’Università e la GAM-Galleria d’Arte Moderna di Catania. Il progetto, fortemente voluto anche dall’Università di Catania, sottolinea l’importanza di una collaborazione sistemica tra enti culturali pubblici e privati. «Gli spazi museali e le strutture in genere dell’Università di Catania – ha spiegato il rettore Francesco Priolo – accolgono sempre con entusiasmo le iniziative culturali. Questo progetto offre una lettura poliedrica, originale e innovativa, dei diversi aspetti legati al culto, al folclore e all’anima stessa della festa di sant’Agata». Alla presentazione hanno partecipato anche Germana Barone (Presidente del SiMuA e del CUG Università di Catania): Ornella Laneri (presidente Fondazione OELLE Mediterraneo Antico); Nicola Laneri (professore di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente, Università degli Studi di Catania); Carmelo Nicosia (direttore Fondazione OELLE Mediterraneo Antico); Irene Aprile (soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Catania); Adriana Pizzino (direttrice Biblioteca Regionale Universitaria). «In un momento nel quale le Istituzioni religiose hanno scelto la prudenza e la sobrietà – –  spiega l’Assessore alla Cultura del Comune di Catania, Barbara Mirabella –  questa mostre offre omunque uno spazio per raccontare, con il linguaggio dell’arte e nei luoghi della cultura, il rapporto viscerale fra Agata e i Catanesi».

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