Sono sette gli anni di vita che restano al nostro pianeta prima che la catastrofe climatica diventi inevitabile. Mentre scienza, politica e tecnologia sono alla ricerca di soluzioni sempre più efficaci e tempestive per arginare i danni ambientali, l’arte risponde al drammatico conto alla rovescia volgendo il proprio mezzo espressivo verso temi sempre più green e sostenibili. Dalla street art alla fotografia, dall’architettura alla poesia il tentativo resta quello di preservare l’uomo nella sua umanità.

Si uniscono così, al coro di riflessione e protesta sulla questione ambientale, i versi e le immagini di Cinque sensi per un albero, un’antologia curata per l’Estroverso dalla giornalista e poetessa siciliana Grazia Calanna e realizzata con il contributo di poeti, scrittori e artisti che nel periodo del lockdown hanno aderito all’inedito progetto culturale dedicato appunto agli alberi. «Il risultato – scrive la curatrice nell’introduzione – è un testo corale che coinvolge in pienezza i nostri sensi, i nostri sentimenti. Un “sì” come un inno alla vita, contro ogni sorta di abuso perpetrato (anche) mediante l’uso smodato e incontrollato della tecnologia». La poesia, oggi più che mai, schiude nuovi mondi e diventa un’arma per contrastare le azioni dell’uomo non sempre benevole nei confronti di una natura che reclama ascolto e rispetto.  

La raccolta antologica si articola in componimenti poetici, saggi, foto in digitale e dipinti. Ognuno di essi esprime con il proprio registro stilistico un bisogno, un desiderio – di protezione, di compagnia, di preghiera, di rifugio, d’amore – che trova appagamento nelle creature arboree. La lettura ci accompagna ora in misteriosi luoghi ancestrali, ora in siti più noti, tra le piante della rocciosa Isola Bella, sotto la chioma dell’imponente “Castagno di Sant’Agata” o per le campagne di Trecastagni. Un filo sottile unisce versi e prosa che si alternano in un percorso di nascita e rinascita, affiancati dalla forza trascinante della bellezza degli scatti fotografici e dell’arte figurativa. A tenere insieme un’opera così articolata è il tema centrale dei cinque sensi: nell’aria si respira il profumo di libertà che si mescola a quello di resina e muschio e al sapore succoso dei frutti per poi dipanarsi nei campi assolati di ulivi o nelle umide foreste di pini e betulle, tra il canto delle foglie e il cinguettio degli uccelli. Campeggiano in tutta la raccolta gli elementi naturali che incarnano l’audacia e la resistenza degli alberi, a partire dalle forti radici e dai robusti tronchi che poi danno vita alle fronde, ai fiori e ai frutti. L’albero diventa il simbolo della vita stessa, che oggi rischia la devastazione. Cosa direbbero queste creature se solo potessero parlare? Forse ci urlerebbero contro, denunciando le sofferenze e le manipolazioni cui sono soggetti, oppure resterebbero in silenzio a contemplarci come hanno sempre fatto. Sulle intemperie del tempo presente e sulle incertezze di quello futuro prevale con forza il desiderio che il cemento e l’incuria lascino spazio al verde, in un mondo più umile e consapevole che sogna una nuova, rigogliosa primavera.

Realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Mindart, la raccolta sarà prima pubblicata online sulla rivista culturale l’EstroVerso e poi stampata su carta ecologica. «L’idea è quella di sensibilizzare – spiega la curatrice Grazia Calanna in nota al libro – (anche) destinando i proventi spettanti per la curatela (come per gli animatori del progetto) all’acquisto di alberi da donare ai bambini perché li piantino nelle proprie città ovvero nelle medesime città di appartenenza degli autori che hanno sposato il progetto». 

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