«Dinanzi a questo quadro di disperazione e sofferenza, solo l’unione d’intenti può sperare di fare la differenza». È questo ciò che afferma Joshua Nicolosi al termine del suo articolo su Sicilian Post di qualche settimana fa. Ebbene, il suo pensiero potrebbe essere confermato da ambiti insospettabili.
Dall’inizio del contagio al lockdown, in particolare in Sicilia, le richieste alimentari sono aumentate drasticamente e situazioni difficili sono diventate insostenibili per famiglie in difficoltà, anziani e senza fissa dimora. I siciliani però, nonostante la paura, non sono rimasti a guardare e hanno attivato una grande rete di solidarietà.
L’autore ci raccontava come l’isola ha reagito all’emergenza, attraverso diverse associazioni laiche e religiose: la comunità di Sant’ Egidio con Insieme onlus occupate nell’assistenza ai senza tetto o l’Associazione Cappuccini impegnata nel sostegno scolastico a bambini e ragazzini del catanese sprovvisti di dispositivi o materiali essenziali per la didattica, o la Croce Rossa e le tante altre associazioni di volontari attive in tutta Italia a difesa dei più deboli.
In un periodo davvero critico, è l’incredibile volontariato italiano ad occuparsi del popolo, e questa solidarietà è stata tanto “virale”, per usare un termine particolarmente in voga, da essere notata anche al di fuori dei confini nazionali e da settori impensabili.
Il 13 marzo 2020 la Standard Ethics, agenzia londinese di rating, ha modificato da negativo a stabile l’outlook italiano. Commendando la previsione di crescita, a medio e lungo termine, del nostro Paese, afferma: «Negli ultimi 10 anni l’Italia ha fallito nelle sue maggiori riforme e si è affidata a partiti anti-Europa minando la sua stabilità a livello politico, nonostante questo durante l’emergenza causata dalla diffusione del virus COVID-19 il paese ha dimostrato una notevole unione e una forte propensione alla solidarietà, diventando così un esempio globale. È possibile che affrontando coraggiosamente questo difficile test una bellissima nazione come l’Italia ritrovi forza e ottimismo».
Ma come può la solidarietà cambiare le prospettive italiane di sviluppo economico? La risposta è nel “capitale sociale” nella fiducia che stiamo costruendo nel popolo italiano, nel giusto valore dato ad ogni individuo facente parte della comunità, rendendolo responsabile, consapevole di quanto la sua vita e il suo aiuto siano importanti e di conseguenza spingendolo a fare sempre meglio. Così, la fiducia che ci sta sostenendo nell’ora più buia è la risorsa che potrebbe aiutarci a ripartire, l’ottimismo che potrebbe spingere le nostre imprese e quelle estere ad investire ancora in Italia sulle basi di un patrimonio che noi stessi abbiamo riscoperto: la comune umanità.


Pubblichiamo il commento, scritto da una studentessa del corso di Storia e tecnica del giornalismo dell’Università di Catania, ad un articolo apparso su Sicilian Post in data 20/03/2020

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