Un viaggio rivolto al pubblico degli appassionati e dei professionisti di “immagini e parole”. Ma non solo. Un percorso unico nel suo genere che vuole fare del “racconto nel racconto” la sua cifra stilistica. D’Altronde le immagini e le parole sono legate indissolubilmente da sempre da un fil rouge che le mette in connessione tra di loro, con l’obiettivo di far nascere ed esplodere una variopinta varietà di colori. Si nasconde questo e molto altro nella mostra itinerante Con gli occhi di Verga, inaugurata recentemente al Circolo culturale Giovanni Verga di Vizzini, comune della Città metropolitana di Catania e luogo fondamentale per la vita e il pensiero dello scrittore verista, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte.

Roberto Mendolia (Rogika)

ISTANTANEE VERGHIANE. Con l’intento di marcare questa ricorrenza, il noto fotografo taorminese Roberto Mendolia, in arte Rogika, ha realizzato l’esposizione, curata poi dalla scrittrice e saggista (anche lei di Taormina) Lisa Bachis. Un omaggio a Verga per celebrarlo in tutta la sua grandezza, con una mostra che ha fatto tappa anche a Letojanni, in provincia di Messina, nel corso di questa calda estate. Un evento culturale, patrocinato dal Comune rivierasco, in particolar modo dall’Assessorato alla Cultura retto da Teresa Rammi, e dal Circolo di lettura “Bianca Garufi” e ospitato presso il Museo “Francesco Durante” per circa venti giorni, a partire dal 5 agosto, nel corso dei quali cittadini locali e turisti hanno potuto ammirare le creazioni di Rogika, fotografo instancabile e multiforme che ha deciso di offrire al pubblico un’originale reinterpretazione degli scritti verghiani, in particolare delle novelle, con un occhio particolare al Verga fotografo. Il tutto, donando una lettura fatta di 20stupende fotografie in bianco e nero, secondo la vocazione dello street photographer.

PASSIONE E DILETTO. Si tratta in sintesi di un percorso visivo e letterario che Rogika ha voluto realizzare e proporre, dopo aver messo in piedi lo scorso anno una mostra fotografica anche su Leonardo Sciascia per commemorarlo nel centenario della sua nascita. «Nell’anno del centenario della morte di Giovanni Verga, padre del Verismo – ha dichiarato – ho ritenuto doveroso dare il mio personale contributo alle celebrazioni. Il modo più semplice per rendergli omaggio, per me amante appassionato del mondo della fotografia e di tutto quanto ruoti attorno all’arte senza musa, è stato quello di dedicargli una mostra fotografica». Giovanni Verga è stato, infatti, oltre che un illustre e famoso letterato, un fotografo. Fotografo dilettante nella pura accezione stessa del termine, cioè del procurarsi diletto; così come tanti altri personaggi, scrittori e non, fecero in quell’epoca, subito dopo la nascita, nel 1839, della fotografia. «Ho desiderato percorrere e ripercorrere con ‘Gli occhi di Verga’ il mio viaggio, in compagnia dei testi e dei luoghi che hanno permesso di rendere la Sicilia –, la mia, la nostra e la vostra isola –, il ‘centro’ del mio essere siciliano», ha aggiunto il fotografo, che si è lasciato trascinare nei luoghi verghiani, come le campagne del catanese, realizzando scatti mozzafiato, specificando dettagliatamente che proprio lo scrittore etneo non era per niente un professionista della fotografia, ma solo un amante della nuova arte. Un fotografo dilettante, come già detto, che si procurava piacere nel ritrarre soprattutto paesaggi con una macchina che, allora, non poteva certo essere all’avanguardia. E di conseguenza fotografare con mille difficoltà tecniche luoghi che poi erano teatro delle sue invenzioni narrative.

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