Cosa hanno in comune
uno studente e un ladro?
La passione per le 500
rosse della flotta Enjoy

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Le auto a noleggio di Eni sono arrivate nel capoluogo etneo nel 2016 ma verranno ritirate già nel maggio del 2019. C’è chi sostiene a causa dei continui furti, chi per l’esiguità degli abbonati. Quello che è certo è che una volta perse ci mancheranno

Quando il servizio Enjoy arrivò a Milano nel lontano 2013 fu letteralmente una gioia. Finalmente noi poveri studenti emigrati potevamo sentirci liberi di circolare nelle strade del capoluogo meneghino certi che solo l’autovelox avrebbe potuto placare la nostra euforia. Il mio personale rapporto con quelle 500 rosse è stato d’amore: è con l’Enjoy che mi sono recata alla mia seduta di laurea, ho preso la prima multa, ed è sempre grazie a queste auto che ogni volta che atterravo a Linate trovavo il sorriso della mia coinquilina ad aspettarmi.

Il mio stupore nello scoprire che anche qui nel profondo sud, a Catania, fosse arrivato un servizio così tecnologico fu tanto. L’Eni non è di sicuro l’unica azienda a fornire un servizio del genere, pensiamo alla tedesca Car2Go, ma è l’unica ad aver deciso di investire su Catania. Una bella sfida se si considera che è stata selezionata come sola meta del sud Italia. Nel capoluogo etneo però la storia è ben diversa, il servizio non ha ingranato e delle 170 auto rosse messe a disposizione, la “flotta” adesso ne conta appena 40 e il 21 maggio 2019 diventeranno addirittura zero. Questo perché l’azienda ha deciso di ritirare il servizio, complici i numerosi ladri che in questi tre anni hanno letteralmente razziato le auto. Se si prova a cercare su Google “Enjoy rubate Catania” sono numerosi gli articoli che vi appariranno: dal classico furto con ritrovamento in quartieri poco raccomandabili, al più curioso ripescaggio in mare. C’è però da dire che noi Catanesi non siamo gli unici a bersagliare la flotta in rosso con atteggiamenti da codice penale. Di recente, se tra Roma e Napoli è stato scoperto un giro d’affari di oltre un milione di euro e che vedeva come refurtiva proprio le auto targate Eni, nella nobile e raffinata Milano, due amiche nel lontano 2016 avevano ben pensato di rubare un’auto Enjoy servendosi proprio dell’auto Enjoy.

Sono tanti gli studenti e le autorità che in questi giorni hanno chiesto alla Eni di ripensarci. Al di là dei furti, è probabile che dietro alla scelta di eliminare il servizio si nasconda anche lo scarso uso che si fa di queste auto. A Milano era quasi impossibile non vederne una ad ogni angolo, qui a Catania di rado mi è capitato di notarle; forse per l’esiguo numero di veicoli presenti o forse perché poi non così adatti ad una città come la nostra. Cosa è mancato perché scoccasse la scintilla tra i catanesi e le mie amate Fiat 500? È vero che se c’è qualcosa che da noi non funziona come dovrebbe sono i trasporti; a ciò il servizio Eni offriva una soluzione. Forse che, a conti fatti, le distanze nella città all’ombra dell’Etna non sono in fin dei conti siderali e quindi la maggioranza preferisca soluzioni alternative? Possibile. Specialmente se si considera che a bordo di un’Enjoy i centesimi scorrono veloci, come un tassametro inesorabile, a differenza del traffico catanese che invece è «tentacolare, vorticoso, che ci impedisce di vivere e ci fa nemici», per citare Jhonny Stecchino.

Certamente, Catania tra le caratteristiche che facevano gola all’Enjoy possiede quella di essere città universitaria. Tuttavia, gli studenti fuorisede sono spesso Siciliani e hanno un’auto propria; in caso contrario si servono dei mezzi pubblici o si fanno dare un passaggio dagli amici. A disincentivarli avrà magari contribuito il fatto che i vantaggi a Milano siano davvero allettanti, come la possibilità di parcheggiare nelle strisce blu? O magari l’accesso libero alla ZTL, che se per gli automobilisti milanesi è uno spauracchio, a Catania, invece, è quasi inesistente?

È stato triste scoprire che un’azienda come la Eni che si era fatta promotrice di innovazione e mobilità abbia scelto di disinvestire su una realtà importante e crescente come Catania. Anche se di questa decisione possiamo comprendere le motivazioni, ciononostante dispiacerà a molti non vedere più quelle morbide curve rosse sfrecciare nel traffico caotico e unico di Catania.

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