Da commesso a stella del palcoscenico: la storia di Angelo Villari, esempio per i giovani

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In occasione della “Cavalleria Rusticana” prodotta dal Coro Lirico Siciliano, che andrà in scena al Teatro Greco di Tindari, abbiamo scambiato qualche parola con il cantante messinese apprezzato nel mondo

Frequentemente, quando un giovane si rivolge a un professionista del mondo dell’Opera chiedendogli un consiglio su come approcciare una carriera in questo affascinante ambito, si sente rispondere che la Lirica oggi non è più la stessa del passato e che sarebbe più opportuno provare altre strade. Del resto, in un contesto come quello italiano, che sembrerebbe aver ridotto lo spazio per la cultura ai minimi termini, quale prospettiva si pone per i giovani artisti? E a quali esempi essi possono guardare?

In questo senso, la storia di Angelo Villari, tenore che vestirà i panni di Turiddu nella Cavalleria Rusticana in scena oggi 13 agosto al Teatro Greco di Tindari, racchiude un messaggio di speranza e resilienza. L’artista messinese, infatti, ha creduto nella Musica, sin da ragazzino. Cresciuto in una famiglia «in cui si cantava sempre» tra lavori e faccende domestiche, il tenore ha costruito la sua carriera dal basso. «All’età di 18 anni ‒ racconta ‒ tentai di entrare al Conservatorio, ma con scarso risultato. Ci riprovai negli anni successivi, ma nel frattempo lavoravo come commesso in un negozio e fu davvero difficile». Riuscito finalmente – da venticinquenne – a raggiungere questo primo traguardo, Villari non si è più fermato: «Ho cantato nei cori più importanti d’Italia: da quello del “Teatro Massimo Bellini” di Catania al “Regio” di Parma, passando per il “Massimo” di Palermo e ho poi intrapreso il mio percorso da solista».

IL SUCCESSO. Durante la sua carriera, Angelo Villari ha riscosso premi importanti, come la vittoria al Concorso Internazionale di canto Simone Alaimo, il Bel Canto e arrivando finalista al Puccini Festival di Torre del Lago. Ha vestito i panni dei più importanti protagonisti d’Opera come Canio in Pagliacci, Cavaradossi in Tosca, Alfredo ne La Traviata e Turiddu in Cavalleria Rusticana, ruolo da lui molto amato. «Il mio debutto fu proprio con questo personaggio e recentemente l’ho anche interpretato al Maggio Musicale Fiorentino.   Mi piace molto la vocalità che la scrittura di Mascagni ha fatto emergere e mi emoziona molto vestirne i panni. Riproporlo a Tindari sarà quindi una emozione duplice, perché anche se il Teatro Greco è un po’ come se fosse casa, mi esibirò per la prima volta tra le sue pietre».

A recitare, al suo fianco, nei panni di Santuzza ci sarà il grande soprano Giovanna Casolla. «Confrontarmi con una collega così talentuosa e dalla grande esperienza è per me particolarmente prezioso ancora oggi, come fosse la mia “madrina”». Del resto, se è vero che nel confronto con i maestri si cresce sempre, anche per i giovani cantanti ci saranno delle opportunità. «Ai più giovani consiglio di fare tante esperienze, anche all’estero, bisogna crederci. Io ce l’ho fatta».

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