Dal climate change alle guerre: “Garden in Movies”, il cinema resiste nel tempo del caos

Nel suggestivo scenario del Parco Botanico Radicepura, dall’1 al 3 agosto 2025, la rassegna ideata da Ornella Sgroi propone tre giorni di proiezioni, incontri e dialoghi aperti tra autori, artisti e pubblico. In un momento storico segnato da crisi ambientali e conflitti globali, il linguaggio filmico diventa strumento per riflettere sul presente e immaginare nuovi paesaggi. Al centro dell’edizione, il legame tra giardini reali e interiori, tra memoria e futuro, tra arte e responsabilità

Garden in Movies è, prima di tutto, un invito a fermarsi. A rallentare. A osservare. A farsi domande. A ritrovare ordine nel caos, sotto le stelle, dentro un giardino.  Dopo la terza edizione, svoltasi nel 2019, torna a Giarre, dall’1 al 3 agosto 2025, il festival cinematografico, che trasformerà il Parco Botanico Radicepura in un cinema en plein air e in un laboratorio di pensiero. Diretto da Ornella Sgroi, giornalista e critica cinematografica, il festival si inserisce nel più ampio Radicepura Garden Festival, biennale internazionale sul paesaggio mediterraneo, che quest’anno propone il tema Chaos and Order. «Oggi più che mai – spiega Sgroi – abbiamo bisogno di tempo, di sguardi e consapevolezza. Garden in Movies vuole essere un luogo dove il cinema incontra la natura, ma anche l’attualità e la complessità del nostro presente. Il giardino non è solo scenario: è metafora di ciò che possiamo coltivare o distruggere, dentro e fuori di noi».

UN FESTIVAL FIGLIO DEL SUO TEMPO. Al centro del festival ci sono due parole chiave: natura e paesaggio. Temi che, attraverso il linguaggio cinematografico, diventano strumenti per esplorare il cambiamento climatico, i conflitti, la perdita di diritti, la necessità di nuove narrazioni. «Viviamo un tempo che ha smesso di essere neutro. Dopo la pandemia abbiamo varcato una soglia: si è rotto un equilibrio. Il cinema può aiutarci a mettere ordine nel caos, a guardare ciò che spesso preferiremmo ignorare». Per Sgroi, anche il giardino è un luogo simbolico: «Non bastava più raccontare la bellezza. Il giardino è uno spazio da difendere. È lì che si coltivano – o si estirpano – valori fondamentali come identità e democrazia. Per questo, anche i cortometraggi in concorso ruotano attorno a questo concetto».

«In concorso ci sono molte opere italiane e spagnole. All’inizio sembrava una coincidenza, ma in realtà racconta qualcosa: nell’area mediterranea si vive direttamente l’impatto del cambiamento climatico»

Ornella Sgroi

CORTI DAL MONDO. Sono 155 i cortometraggi arrivati da ogni parte del mondo. Dieci i finalisti selezionati: 48 gradi (Italia), Honeymoon (Italia), Plantasia (Italia), Fuck Off (Spagna), La femmina (Italia), Il treno speciale (Italia), Al fresco (Spagna), Soledà (Spagna), Bagliù (Italia), Bird Drone (Italia). «Abbiamo notato una significativa presenza di opere italiane e spagnole. All’inizio sembrava una coincidenza, ma in realtà racconta qualcosa: nell’area mediterranea si vive direttamente l’impatto del cambiamento climatico. Gli autori sentono il bisogno di raccontare ciò che vedono – siccità, alluvioni, desertificazione – e scelgono il cinema per farlo». I film saranno giudicati da una giuria di qualità composta da Daniele Ciprì (presidente), Josella Porto e Monica Sallustio, mentre anche il pubblico potrà votare il proprio corto preferito.

Radicepura Garden Festival Garden in Movie (Ph Alfio Garozzo)

TRE GIORNI DI CINEMA E INCONTRI. Il festival si aprirà venerdì 1 agosto con un omaggio a Franco Battiato, nell’anno in cui avrebbe compiuto 80 anni. Gli attori Donatella Finocchiaro e Corrado Fortuna, la scrittrice Elvira Seminara e il musicista Angelo Privitera ne ricorderanno l’arte, il pensiero e il rapporto con la Sicilia. A seguire, la proiezione di Nezouh – Il buco nel cielo di Soudade Kaadan, ambientato in una Damasco devastata dalla guerra. Una favola cruda e poetica, che affronta la fuga, la speranza e l’immaginazione come forma di resistenza.

«Quando Siccità uscì nel 2021 sembrava un film distopico. Rivederlo oggi, con la crisi idrica che stiamo vivendo anche qui in Sicilia, lo rende ancora più urgente»

Ornella Sgroi

Sabato 2 agosto, il festival si concentrerà sul greenery nei set cinematografici, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Piante Faro per il Cinema” e un incontro dedicato alla scenografia. Protagonisti Monica Sallustio, art director del film Queer di Luca Guadagnino, e Dimitri Capuani, scenografo della serie Il Gattopardo targata Netflix, ma anche del film Siccità di Paolo Virzì, che verrà proiettato a fine serata. «Quando uscì nel 2021 sembrava un film distopico. Rivederlo oggi, con la crisi idrica che stiamo vivendo anche qui in Sicilia, lo rende ancora più urgente. È una narrazione che mostra una Roma prosciugata, con il Tevere a secco: un’immagine che accende una riflessione profonda sul tema dell’acqua come bene primario, come diritto, come simbolo».
Domenica 3 agosto sarà il giorno della riflessione più diretta sull’attualità. Alle 19 si terrà l’incontro con Laura Silvia Battaglia, giornalista e reporter di guerra. «Ho deciso di coinvolgerla – continua Sgroi – proprio in virtù della sua profonda conoscenza del rapporto tra conflitti armati e ambiente, con uno sguardo particolare al Medio Oriente, diventato oggi un nodo centrale dello scenario geopolitico globale». A seguire, la premiazione dei corti vincitori e la proiezione del film Il Sale della Terra di Wim Wenders, dedicato alla vita e all’opera del fotografo Sebastião Salgado. Un racconto potente sulla possibilità della rinascita, anche nei luoghi devastati.

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Direttore responsabile del Sicilian Post. Giornalista, laureato in comunicazione. Collabora con le pagine di cultura e spettacolo del quotidiano "La Stampa". Ha pubblicato su svariate testate nazionali e regionali, tra le quali "La Repubblica" e "La Sicilia". Dal 2018 è promotore del workshop internazionale "Il giornalismo che verrà". Attivo sul piano dell'innovazione è tra gli ideatori di "ARIA", tool per infografiche finanziato da Google DNI. Il suo ultimo libro è "L'unica donna nel CDA" (Guerini Next, 2023).

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