Con la Sicilia in zona gialla sarà curioso il prossimo 4 settembre assistere tutti in mascherina al concerto di M¥ss Keta a Milo. La rapper “mascherata” è infatti fra i protagonisti dell’Opera Festival che si svolgerà in due weekend dal 27 al 29 agosto e dal 3 al 5 settembre in diverse location del paese sulle pendici dell’Etna. È un debutto, ma questa prima edizione dell’Opera Festival è il risultato di diversi progetti.

«È nata la scorsa estate con l’idea del festival diffuso, della carovana viaggiante dell’Opera dei Pupi che a inizio del XX secolo girava l’Isola animando le piazze. L’obiettivo era, appunto, rianimare le piazze siciliane nel post-Covid», spiega Andrea Cavallaro, founder e direttore artistico del festival. «Nato come “Opera Radio tour”, ha avuto come tappe le città dei festival annullati: Siracusa, Milazzo, Marsala, Castellammare del Golfo, San Vito lo Capo, Catania. Abbiamo così avviato un processo di cooperazione artistica fra le rassegne. In inverno, con “Opera Series”, è stata sperimentata la formula che intreccia streaming e “live”. Da queste esperienze è nata l’idea di un festival e di radicarlo in un posto».

Alessio Bondì (foto Paolo Raeli)

La scelta di Milo ha diverse motivazioni. È un ritorno alle origini. Per Andrea Cavallaro, nato 40 anni fa a Giarre, ma che sulle falde del vulcano «trascorrevo le vacanze e tutte le feste comandate, perché i miei sono di Fornazzo, e qui ritrovo la mia infanzia e la mia adolescenza». È un omaggio al suo più illustre abitante, Franco Battiato. Con la sua opera lirica Genesi, traccia le linee guida del Festival. «Un’opera, forse quella meno nota del Maestro, aderente al momento storico che stiamo vivendo», spiega Cavallaro. «Non volevamo realizzare un tributo didascalico, ma abbracciare l’aspetto del suo essere. Battiato aveva compreso e spiegato il dualismo tra bene e male e gli arcangeli-messaggeri protagonisti della sua Genesi avevano individuato una via di salvezza per il mondo: era rappresentata dalla bellezza, dalla danza e dalla musica, unici strumenti di conoscenza per ritrovare la connessione ormai persa con il divino». Infine, la scelta di Milo, per entrare nel Mito. Sulle pendici del vulcano, proprio in questo periodo caratterizzato da forti escursioni termiche, sboccia la Saponaria, una rara pianta che cresce sulla pietra. «La leggenda narra che fosse stata Venere a piantarla e che i suoi cuscini di fiori lilla simboleggiassero la vittoria della bellezza e dell’amore».

«In “Genesi” Battiato aveva compreso e spiegato il dualismo tra bene e male. Non volevamo realizzare un tributo didascalico al maestro, ma abbracciare l’aspetto del suo essere»

La narrazione è affidata a un variegato ed eccellente cast di artisti. Come nell’opera di Battiato, s’inizia dal caos primordiale, dai suoni ancestrali del dio tamburo Alfio Antico in duetto con il contrabbasso di Amedeo Ronga, ai quali il 27 agosto è affidata l’apertura dell’Opera Festival nell’anfiteatro “Lucio Dalla” di Milo. Ancora la Sicilia, quella più moderna, protagonista con le “maharie” di Alessio Bondì (3 settembre) e la fusion anglo-palermitana di Davide Shorty (28 agosto). Il 3 settembre si viaggerà tra l’afrobeat futuristico della londinese Shingai ed i suoni mediterranei dei Nu Genea. Si sperimenterà con le stratificazioni musicali di Ginevra Nervi (29 agosto) ed i paesaggi sonori di Christophe Chassol (27 agosto). Fino al pop-chic di Joan Thiele (29 agosto), cantautrice di origini italiane, svizzere e colombiane cresciuta fra Cartagena, Caraibi e Inghilterra, e alla performance irriverente, trasgressiva e birichina di M¥ss Keta, maschera di un teatro contemporaneo e urbano, ragazza dell’elettronica a tinte forti che vuole il Burqa di Gucci, elemento dirompente negli attuali sconvolgimenti politici e culturali che avvengono in Afghanistan, personaggio borderline dal fascino misterioso: «Io sono legata al mondo clubbing, gay, queer e il progetto di M¥ss Keta, nato in una notte d’agosto, mi ha dato modo di riflettere sui valori sottesi a questo universo», spiega la performer milanese. «Senza addentrarmi in definizioni strane, posso dire che la cultura del clubbing spinge ogni individuo ad abbracciare se stesso. Implica una liberazione dalle gabbie della quotidianità che è sempre stata parte del progetto Keta».

Lahasna

«La narrazione si svolgerà anche attraverso il territorio», tiene a sottolineare Cavallaro. «Perché scopo dell’Opera Festival è soprattutto quello di “incoming turistico”, far conoscere il territorio a target diversi, attivare sinergie e fare sistema. Alcuni eventi avranno come scenario i vigneti dove nasce l’Etna Bianco. L’alba del 28 agosto si aprirà tra i filari dei Vigneri con un reading di Leonardo Caffo che leggerà “Cara Etna” e la live performance di Beercock Reading. Opening act si terranno all’interno del Mulino, dal quale, secondo lo studio del professore Sesta, discende il nome di Milo. E poi, ad intrattenere il pubblico del festival nei weekend, ci sarà un’ampia offerta di trekking, tour nelle cantine, visite all’ecomuseo del castagno di Fornazzo, mostre, workshop, senza tralasciare il food. Infine, il concerto di Alessio Bondì in una location segreta sull’Etna».

Tutti gli eventi nel rispetto dei vincoli imposti dall’emergenza sanitaria. Si accederà soltanto mostrando il “green pass” o l’esito del tampone rapido. In tal senso, l’organizzazione si sta attrezzando per attivare strutture sanitarie mobili per fare tamponi in tempi rapidi. Con la Sicilia in giallo, obbligo di mascherina anche all’aperto.

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