Siamo in Piazza Duomo a Catania, e osserviamo di fronte a noi la Via Etnea stagliarsi fino all’orizzonte visibile, in salita, per una lunghezza di quasi 3 km. Palazzi e luoghi antichi le fanno da cornice, ognuno con una sua storia. La gente passeggia per la via, dà un’occhiata ai negozi scintillanti che su entrambi i lati cercano di attirare le attenzioni di possibili clienti, o si ferma per una sosta in uno dei numerosi bar. Via Etnea a Catania è stata da sempre luogo capace di attirare residenti e turisti, di farci volare con l’immaginazione. Un’immaginazione che può farci percepire questo spazio anche come un percorso nel Sistema Solare ridotto in scala di un miliardo di volte. È un esercizio che alcuni hanno già tentato in altre località geografiche, per dare un’idea più concreta delle reali dimensioni del nostro mondo partendo dalla vita di tutti i giorni. In fondo, noi siamo abituati a comprendere la realtà in termini di ciò che ha dimensioni simili alle nostre, usando la scala a noi più vicina, mentre ci sfugge la comprensione immediata del mondo infinitamente piccolo o infinitamente grande.

Immaginiamo dunque di trovarci a Porta Uzeda, che costituisce l’uscita verso Sud da Piazza Duomo e di collocare, proprio sotto l’arco che collega il Seminario dei Chierici con il Palazzo Arcivescovile e la Cattedrale di S.Agata, ciò che rappresenterà il nostro Sole, una sfera da 70 cm di raggio: tanto varrebbero le sue dimensioni se riducessimo il tutto in scala un miliardo di volte. Non è un oggetto che passerebbe inosservato ai turisti o a quanti si recano a far la spesa in pescheria, ma del resto il Sole è proprio l’oggetto più grande che esiste intorno a noi, almeno per un raggio di parecchi anni luce.

Per piazzare i diversi pianeti, con le loro dimensioni e le loro distanze dal Sole, ridotte nelle stesse proporzioni, iniziamo a camminare attraverso Piazza Duomo. La prima tappa sarebbe tuttavia molto vicina al nostro punto di partenza: il pianeta Mercurio, il più vicino al Sole, sarebbe localizzato nei pressi delle Terme Achilliane, a circa 60 metri di distanza dal nostro Sole: una piccola sferetta da soli 5 mm di diametro, che passerebbe inosservata ai più, confusa con una delle biglie dei cuscinetti a sfera che i ragazzi siciliani di un tempo usavano nei loro “carrioli a pallini”.

Attraversando la piazza, oltrepassiamo appena la Cattedrale, fino all’incrocio con la Via Vittorio Emanuele: è lì che troviamo collocato il pianeta Venere, una sfera biancastra appena poco più grande di Mercurio, 12 mm di diametro, posta ad una distanza reale dal nostro Sole di 108 milioni di km. La nostra passeggiata continua lungo la Via Etnea, per trovare poco dopo, a metà del Palazzo degli Elefanti che si erge alla nostra sinistra, il luogo dove sarebbe localizzata la Terra, il pianeta che abitiamo, una sferetta di dimensioni simili a quelle di Venere, quasi 13 mm di diametro, dai colori azzurro e bianco. Se per caso riuscissimo a vederla da vicino, ci accorgeremmo anche che c’è una sferetta più piccola, poco più di 3 mm di diametro, la nostra Luna, a 30 cm di distanza da essa. Questi 30 cm sono la distanza più grande alla quale l’uomo si è spinto finora, partendo dalla sferetta Terra, nel nostro modello che si snoda lungo la Via Etnea.

Ma non possiamo fermarci, la nostra passeggiata è ancora lunga e la prossima tappa ci porta a Piazza Università, dove il Palazzo dell’Università e il Palazzo San Giuliano si guardano, l’uno di fronte all’altro. Poco dopo aver attraversato il centro della piazza, ecco il pianeta Marte, una sfera più piccola di quella della Terra, circa 6 mm di diametro. E’ a percorrere questa distanza, circa 80 m nel nostro modello, che mirano da anni alcuni progetti, nell’immaginare un viaggio umano su Marte, ancora denso di interrogativi e problemi non risolti.

Se le nostre tappe sono state finora di poche decine di metri, ci aspetta adesso un percorso più lungo. Dobbiamo attraversare Via di San Giuliano, arrivare a Piazza Stesicoro e continuare un altro po’, fino a fare una sosta davanti allo storico negozio “La Rinascente”, un marchio talmente noto che non c’è il rischio di essere tacciati di pubblicità occulta. Siamo ormai a quasi 800 m di distanza dal nostro Sole-Porta Uzeda, e ci troviamo alla distanza in cui si colloca il gigante dei pianeti, Giove, con il suo diametro in scala di 14 cm, molto più grande delle sferette che abbiamo incontrato finora. Lo troveremmo circondato da numerosi satelliti, alcuni dei quali, scoperti da Galilei, hanno dimensioni quasi comparabili a quelle della Terra.

Un altro pezzo di strada lungo la Via Etnea, dopo aver oltrepassato Via Umberto, la Villa Bellini e perfino l’incrocio con il Viale XX Settembre, ci porta all’incrocio con una piccola strada, Via della Mercede. All’incirca qui troveremmo l’altro grande pianeta del nostro Sistema Solare, Saturno, rappresentato da una sfera di 12 cm di diametro, con i suoi anelli e satelliti. Siamo ormai a oltre 1400 m da Porta Uzeda, una distanza che in scala reale rappresenta un miliardo e 400 milioni di km.

Nella nostra salita lungo la Via Etnea ci attendono ormai i pianeti più esterni: per trovare Urano, poco più grande di una pallina da golf, dovremo percorrere tutta il resto della strada, attraversare Piazza Cavour e poi salire su, per arrivare alla Fontana del Tondo Gioeni, a quasi 3 km di distanza dal nostro punto di partenza. E Nettuno, che rappresenta l’ultimo pianeta del Sistema Solare? Per trovare Nettuno in effetti dovremo superare il Tondo Gioeni, continuando verso Nord, e arrivare addirittura a Largo Barriera, in prossimità dei Due Obelischi, dove potremmo intravedere una ulteriore pallina da golf da 5 cm di diametro posta lì a rappresentarlo.

Abbiamo impiegato forse poco più di un’oretta a compiere questo percorso, che ci ha portati dal Sole fino ai pianeti più lontani del Sistema Solare, attraverso una delle vie più belle della nostra città. Nel nostro sistema in scala siamo stati addirittura più veloci della luce, dato che la luce del Sole impiega circa 4 ore per giungere fino a Nettuno.

E fuori dal Sistema Solare? La sonda Voyager 1, lanciata nel 1977, quasi 45 anni addietro, è ancora incredibilmente funzionante, ed è l’oggetto più lontano costruito dall’uomo, trovandosi a 23 miliardi di km da noi. I suoi segnali, pur viaggiando alla velocità della luce, impiegano oggi circa 22 ore per giungere sulla Terra. Nella nostra scala cittadina, proseguendo ancora verso Nord, questa sonda si troverebbe adesso in prossimità dei Crateri Silvestri, molto fuori dal territorio del comune di Catania. Ma questa è un’altra storia e per adesso possiamo accontentarci della passeggiata appena fatta. Tornando la prossima volta verso il centro storico cittadino, tra una granita estiva o un arancino invernale, potremmo forse rivedere, in aggiunta alle bellezze architettoniche della città, anche l’immagine di un viaggio fino ai confini del Sistema Solare.

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