Ecco come funziona
lo sportello gratuito
Unict che aiuta
i giovani a fare impresa

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Attraverso l’unità operativa “Trasferimento tecnologico”, l’Ateneo offre supporto a studenti ed ex-studenti con un’idea da sviluppare.  Il professore Rosario Faraci, referente per “Resto al Sud”, di cui l’iniziativa è parte integrante, spiega cos’è e quali servizi offre

«C’è fame di impresa e di cultura aziendale fra i giovani ed è necessario conoscere i fondamentali per trasformare una idea in un vero e proprio progetto imprenditoriale»: così Rosario Faraci, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università di Catania, sottolinea l’importanza di “Resto al Sud”, progetto di Invitalia rivolto agli under 46 per incentivare la nascita di nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno.

CONSULENZA GRATUITA. In qualità di referente di “Resto al Sud” per Unict e di delegato del Rettore ai Rapporti con le PMI (piccole e medie imprese ndr), trasferimento tecnologico e Startup, il professore Faraci ha evidenziato l’importanza per i giovani universitari e non di avere a disposizione una consulenza gratuita che verifichi la fattibilità delle loro idee di impresa. L’Università di Catania infatti ha attivato uno sportello accreditato da Invitalia (agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e dello sviluppo d’impresa) che offre gratuitamente consulenza a studenti ed ex studenti under 46 che volessero avviare un’attività nel Meridione: si tratta della ripartizione “Trasferimento tecnologico”, ubicata in via San Nullo 5.

CHE COS’È IL “TRASFERIMENTO TECNOLOGICO”. «Tale ripartizione – afferma il professore – è un’unità operativa interna all’amministrazione dell’Università di Catania finalizzata a favorire il trasferimento della conoscenza scientifica al mondo delle imprese. Tra le attività svolte dal “Trasferimento tecnologico” merita menzione quella di “Student Entrepreneurship”: si tratta di un report che analizza le proposte di attività imprenditoriali presentate in relazione alle caratteristiche demografiche, alla mobilità territoriale e sociale, all’ambito di studio, alle competenze acquisite e agli ostacoli percepiti». Lo sportello è fruibile previa prenotazione, per la quale è sufficiente telefonare al numero 095/4787429.

STUDENTI E NON SOLO. «Gli incontri sono svolti su appuntamento così da essere “face to face”. – spiega il professore Faraci – Essi sono individuali così da permettere agli utenti di presentare una prima bozza della loro idea imprenditoriale e verificare che abbia i requisiti adatti per essere portata avanti. Abbiamo attivato il servizio col proposito di assistere i giovani studenti che volessero provare a fruire di questa opportunità di avviare imprese nel Mezzogiorno messa a disposizione da Invitalia. Lo sportello in realtà è a disposizione anche di under 46 che non siano più universitari». Data la volontà di crescere dimostrata dai molti giovani che hanno già fruito del servizio negli scorsi anni, Faraci ha reso noto che si sta pensando di organizzare anche dei momenti formativi plenari per raggiungere un pubblico più vasto e che integrino gli incontri individuali.

FATTIBILITÀ E ORIGINALITÀ. La ripartizione “Trasferimento tecnologico” verifica il livello di realizzabilità delle proposte, ma il fatto che esse debbano essere fattibili non significa che manchino di originalità. A tal proposito Faraci rivela: «“Resto al Sud” non richiede originalità, ma principalmente fattibilità, redditività e scalabilità dell’idea d’impresa. Idee originali però ce ne sono tante soprattutto negli ambiti dei servizi alla persona, servizi culturali e di intrattenimento ed infine attività turistico-ricettive».

UNA PRIMA TAPPA. Il servizio offerto dall’Università degli Studi di Catania serve semplicemente come primo riscontro per i giovani: in questo modo essi possono avere un’opinione obiettiva sulla realizzabilità delle loro idee. L’Università infatti non segue poi l’effettivo sviluppo o meno della proposta, ma si limita a offrire una consulenza. Proprio per quanto concerne quest’ultimo punto, il professore Faraci evidenzia quanto sia importante che i giovani portino avanti le loro idee in maniera autonoma: «Dai nostri uffici, in meno di un anno, sono passate più di trenta pratiche, ma non sappiamo quante di esse siano state effettivamente finanziate da Invitalia. Qualcuna di certo lo è stata, ma di molte altre non abbiamo avuto più notizie ed è giusto che sia così: quello offerto dall’Università di Catania è un servizio di primo sportello. Dopo aver usufruito della consulenza i giovani vanno avanti da soli e con le loro forze e questo è senza dubbio un bene».

 

 

 

 

 

 

 

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