«Quando fango e detriti si erano trasformati in una massa tanto compatta e potente da distruggerne gli argini e invadere strade e abitazioni, insieme a mia sorella stavo tentando di mettere in sicurezza un’automobile comprata da pochi giorni e contemporaneamente di documentare con fotografie i danni prodotti dalla piena. Improvvisamente un’ondata più alta delle precedenti ci ha travolte entrambe. Ho percorso un centinaio di metri completamente sommersa dal fango e incapace di controllare il mio corpo, martoriato, frattanto, dai tanti colpi inferti da sassi e detriti». Così Irene Falconieri, antropologa originaria di Scaletta Zanclea ricorda la tragedia in un passo del suo libro Smottamenti. Disastri, politiche pubbliche e cambiamento sociale in un comune siciliano (CISU, 2017), racconto etnografico in cui ha unito storia personale, ricerca e impegno sociale.

Era il 1° ottobre 2009 quando una violenta l’alluvione colpì Giampilieri, Scaletta Zanclea, Molino, Altolia nella provincia di Messina. Quella che sembrava una mite giornata autunnale si era poi trasformata nel pomeriggio in un disastro naturale di forte intensità: in meno di tre ore caddero circa 300 millimetri d’acqua con conseguente straripamento dei torrenti; frane, colate di fango e detriti travolsero queste località che erano già state colpite due anni prima dalla furia dell’acqua, si parlerà, infatti, di una “tragedia già annunciata”. Furono ore di terrore per gli abitanti della zona, in migliaia costretti ad abbandonare le loro case, trentasette, invece, le vite spezzate. Tra le vittime ci fu anche chi verrà ricordato come eroe per aver aiutato le persone in difficoltà, come Simone Pasquale Neri, sottocapo di prima classe della Marina che salvò otto persone da un tragico destino. «C’è un bambino che piange, vado a salvarlo. Qualsiasi cosa succeda, ricordati che ti amo» furono, riporta il Corriere, le ultime parole del ventinovenne Simone Neri rivolte alla fidanzata durante la loro ultima telefonata. A lui è stato intitolato l’Istituto comprensivo Santa Margherita del suo paese, Giampilieri, che durante l’emergenza è stato adibito a centro di raccolta della popolazione. Nel plesso scolastico, tre aule sono dedicate a Francesco e Lorenzo Lonia e Ilaria De Luca che in quelle stesse aule non hanno avuto la possibilità di crescere.

Storie che vale la pena conoscere e ricordare per dare valore alla memoria, affinché parole come sicurezza, prevenzione, manutenzione, siano consapevolezza e non semplice retorica.

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