I Figli dell’Officina: «Ecco come il crowdfunding ci ha aiutato a realizzare i nostri sogni»

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“Parlamente”, il nuovo album della band folk di Troina nata nel 2010, ha raggiunto in poco tempo 250 raiser (donatori) con la campagna di raccolta fondi  organizzata tramite Musicraiser

Dopo l’uscita di “Io non ho” nel 2015, primo album «antimafia», e l’anno successivo del singolo “I racconti di Manaar”, I Figli dell’Officina continuano il proprio progetto di cantautorato sociale con “Parlamente”, secondo album registrato a Scordia presso la Sonoria Studio Rec di Vincenzo Cavalli e prodotto dal cantautore Tony Canto. «Ognuno di noi ‒ spiega Adriano Testa, frontman della band ‒ si ritrova in questo Parlamento della propria vita dove la mente parla e non ti sente». Un gioco di parole e interpretazioni di «un concetto astratto del mentire e del pensare».

L’idea della raccolta fondi nasce dalla voglia di «promuovere il disco prima dell’uscita» con la consapevolezza  di poter contare su un buon numero di fan che Adriano definisce scherzosamente «esigenti». La campagna di crowdfunding della durata di 60 giorni, da metà gennaio a metà marzo, ha raggiunto l’obiettivo di 250 raiser (donatori), con 15 giorni di anticipo e il piacevole stupore da parte della band. Traguardo che prevede la stampa dei dischi e la possibilità di un contratto discografico e ufficio stampa con Musicraiser. Tra i vari step, un live web organizzato in un casolare di campagna a Troina, pubblicato in diretta Facebook sulla pagina Musicraiser che ha dato alla band una visibilità diversa. «Tutta la campagna ‒ ci dice Adriano ‒ è stata molto seguita e partecipata da parte dei fan», coinvolti anche in un minicontest: «A chi voleva fare un video di promozione per la nostra campagna, regalavamo un pacchetto con magliette e CD».

“Parlamente” è un disco in cui I Figli dell’Officina sperano molto, è un progetto che vogliono portare avanti per condividere i propri ideali: «La musica come piacere, lotta, amore ed educazione».

 

 

 

 

 

 

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