Il legame tra devozione
e moda: gli studenti catanesi progettano
gli abiti per Sant’Agata

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Le festività agatine si avvicinano e, in occasione della sfilata di quest’anno che li vedrà protagonisti, e della mostra dedicata alla Patrona, gli allievi dell’Accademia di Belle Arti della città etnea si preparano a vedere le loro realizzazioni prendere vita. Un modo per unire al sentimento della festa la loro passione e i loro sogni

Giovani, talentuosi, con una grande passione per la moda. Sono gli studenti di Storia del Costume per lo Spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Catania, che per l’annuale appuntamento con Magnificat, la mostra di abiti e costumi teatrali dedicati a Sant’Agata ideata e organizzata dalla professoressa Liliana Nigro e giunta quest’anno alla diciottesima edizione, si sono armati di ago, filo, stoffe e decorazioni per creare degli abiti davvero unici.

VESTIRE LA SANTUZZA. «La passione per la moda è nata da piccola, ho sempre seguito le sfilate dei più grandi stilisti e amo disegnare figurini di moda», dice la catanese Francesca Riolo, 33 anni, studentessa al terzo anno di fashion designer che sogna di fare indossare uno dei suoi capolavori alla modella Naomi Campbell e di girare il mondo creando nuove collezioni. «Ho sempre avuto una devozione per Sant’Agata – aggiunge – e realizzare un abito per la nostra Santuzza è un onore e un’emozione unica che mi fa venire i brividi».

L’abito che ha realizzato è incentrato su due colori: il bianco per rappresentare la purezza e il candore e l’oro per rappresentare la ricchezza spirituale dell’amore per Cristo. E insieme ad altre 200 creazioni dei colleghi sfilerà domani, venerdì 1 febbraio, alle 21, da piazza Università a Palazzo dei Chierici, sulle note del jazzista Francesco Mistretta, del mezzosoprano Maria Russo accompagnata dall’Ensemble Musicainsieme di Librino e del coro Manos Blancas.

L'abito realizzato da Francesca Riolo
L’abito realizzato da Francesca Riolo

L’APPUNTAMENTO CON LA MOSTRA. Venerdì 4 febbraio alle 12, invece, nei saloni della Chiesa Madonna del Carmine sarà inaugurata un’esposizione di costumi e abiti sacri creati dagli allievi che hanno vinto nelle scorse edizioni le borse di studio messe in palio dalla Maison Alta Moda Sposa Amelia Casablanca, che anche quest’anno offrirà a tre stilisti emergenti uno stage formativo presso il proprio atelier.

LA FESTA PER GUARDARE AL FUTURO. Riconoscimento ottenuto lo scorso anno da Francesco Buggea, che ha investito la borsa di studio in nuovi progetti, rigorosamente legati al mondo della moda. «Il tema della mostra dell’anno scorso era “Agata martire coraggiosa” – racconta – ed è stato questo titolo a portarmi a effettuare un sopralluogo proprio dove la nostra Santa è custodita, rinchiusa e protetta: dentro le grate barocche all’interno della cattedrale di Catania». Un’intuizione che lo ha spinto a realizzare un lungo tubino nero rinchiuso da una struttura ispirata alla grata barocca della cattedrale, completata da un lussuoso copri spalle ispirato al simulacro della Santa interamente ricoperto da 800 bottoni vintage prevalentemente dorati.

«È stata un’emozione inaspettata e una gioia immensa ricevere tutti quegli applausi a Palazzo dei Chierici», aggiunge Francesco, che ricorda uno dei primi regali di Natale chiesto e ricevuto: un blocco schizzi contenente figurini da donna, matite colorate e colori a tempera. «Non ho ancora un obiettivo ben preciso, ma spero che qualsiasi cosa la vita mi riservi abbia a che fare con il sogno che coltivo fin da bambino e che potrebbe portarmi a Milano, una delle mete più ambite per gli amanti della moda. Anche se mi si stringe il cuore al pensiero di allontanarmi da casa, dato il bellissimo rapporto che ho con la mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto e a cui devo ogni traguardo raggiunto».

Anche la siracusana Mariapaola Chillemi, classe 1992, è stata scelta nel 2017 per lo stage alla Maison. Figlia di un operaio e di una sarta, da cui ha ereditato l’amore per la moda oltre a quelle per musical, spettacolo, teatro, pittura, gioielleria, Mariapaola ama immensamente il suo lavoro. «La mia vita senza l’arte non avrebbe senso – dice. Non mi impongo mai grandi obiettivi da raggiungere o un solo sogno da realizzare: io vivo già dentro il mio sogno».

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