Le donne regine dei fornelli solo in casa propria, nelle grandi cucine meglio gli uomini. Una credenza comune, fortunatamente sempre più  smentita anche grazie a iniziative come il Trofeo Nazionale Lady Chef, che annualmente mette sotto i riflettori le migliori cuoche del Bel Paese e la loro verve creativa. Anche la Sicilia avrà la sua rappresentante, che arriva direttamente da Ragusa (territorio pregno di talenti come il bi-stellato Ciccio Sultano, il moderno Vincenzo Candiano e la neo-stella Luca Gulino): si tratta di Ludovica Raniolo, che si è qualificata grazie alla vittoria lo scorso 10 marzo nella finale regionale organizzata dall’Unione Regionale Cuochi Siciliani. Il piatto della vittoria è stato “Lombetto d’agnello, crocchetta di cuturro, il pomodoro nelle sue salse e l’orto primaverile”. Il pomodoro con le tipicità territoriali resterà il tema principale anche della finale nazionale che si terrà a Pisa il 12 aprile prossimo.

LA GAVETTA TRA RAGUSA A PARIGI. 27 anni, ma la sua passione per la cucina è di vecchia data. Appena quattordicenne, Ludovica intuisce che le esercitazioni della scuola alberghiera non le bastano, e così decide di cercare una formazione “stellata”. A introdurla nei meandri del gourmet è stato nientemeno che Claudio Ruta (chef de “La Fenice” a Ragusa che alla fine dello scorso anno ha lasciato il ristorante). «È stato per me un maestro indiscusso e tutto quello che conosco adesso lo devo a lui». Come ogni gavetta che si rispetti, tuttavia, anche quella di Ludovica è passata da un periodo lontano dall’isola. E quale luogo migliore della capitale della nouvelle cuisine? A Parigi ha trascorso più di un anno, confrontandosi con l’esigenza di un contesto internazionale e ambizioso, prima di cedere al richiamo della sua terra natale. A soli 22 anni riparte così dalle origini: la cucina del suo mentore. «Sentivo che mi mancava ancora qualcosa e chi meglio di lui poteva aiutarmi a comprendere di cosa si trattasse?».

Lombetto d’agnello, crocchetta di cuturro, il pomodoro nelle sue salse e l’orto primaverile

IL CONCORSO. Aggiunto l’ingrediente mancante alla sua formazione è arrivato per Ludovica il momento di mettersi in gioco in prima persona, l’occasione è stata il concorso Lady Chef, approcciato tuttavia con il sorriso e all’insegna di una competizione sana e non dissennata, come spesso avviene in questo settore. «La vittoria al concorso? È stata per me del tutto inaspettata perché la ragazza che si è classificata al secondo posto – Martina Gambino ndr – è molto brava, infatti mi accompagnerà a Pisa come sostegno e soprattutto come amica».

La preparazione del piatto

FARSI VALERE. Sulla scorta di questo approccio, Ludovica ha scelto di fare parte dell’Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri Iblei, attraverso la quale non manca di incoraggiare altre colleghe a farsi valere. Del resto, essere una donna in cucina non è mai semplice: «Io ho avuto la fortuna di affiancare Claudio – racconta ancora – che mi ha sempre detto che una donna in cucina per lui è fondamentale. Una donna ha un occhio attento, riesce a dare leggerezza ai piatti, vivacità, colore e in qualche modo anche un approccio materno. Tuttavia sono consapevole che in altri contesti mostrare le proprie capacità è tutt’altro che semplice».

AL DI LÀ DELLA PANDEMIA. Ma come ha vissuto i mesi della pandemia uno dei settori più colpiti dalla crisi? «Mi manca quello che c’era prima. L’ansia di preparare un servizio, il rapporto con i colleghi, lo stare dentro la tua cucina. Dove nonostante i problemi, ti senti come a casa tua, con i colleghi, tutti insieme, si condivide un unico obiettivo: il piacere del cliente. Questo concorso mi è servito per rimettermi in gioco, ricordarmi che so ancora come si usa un coltello e riappropriarmi del mio ambiente. È stato un modo nuovo per raggiungere un obiettivo importante, nonostante tutto».

LA CUCINA IN TV. E dopo il concorso FIC di Lady Chef, il futuro di questa talentuosa ragazza potrebbe includere una partecipazione ai reality televisivi. Nonostante sappia che la realtà in ristorazione non è quella che si vede in questo genere di programmi: «Non è sempre facile stare in cucina: non hai un momento per mangiare, devi correre, non c’è sempre la calma e la tranquillità che traspare dallo schermo. Però, se dovesse presentarsi l’occasione di partecipare a un programma televisivo che ben venga, sarebbe una grande crescita. Mi piacerebbe soprattutto per conoscere i grandi chef che ne prendono parte».

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