La sfida del turismo accessibile in Sicilia:
tra startup innovative
e ostacoli da superare

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L’isola fanalino di coda in Europa, ma grazie alle nuove imprese le cose stanno cambiando. «Portali e app ci facilitano nell’organizzazione delle vacanze»

«Per un disabile organizzare un viaggio senza dover pensare mesi prima alla prenotazione della stanza adatta o alla scelta del mezzo su cui spostarsi non è un’impresa semplice. È difficile trovare un hotel che abbia il bagno conforme alla legge e delle camere ampie che possano permettere chi si trova come me in carrozzina di muoversi in libertà». Roberta Macrì ha ventotto anni e vive a Barcellona Pozzo di Gotto, come lei in Europa sono circa 40 milioni i cittadini con disabilità motoria (130, se consideriamo tutte le tipologie). Se il 72%, circa 36 milioni, si dichiara propenso a viaggiare, sono solo cinque i milioni delle persone che lo fanno realmente perché ad estrometterli dai circuiti turistici sono le barriere architettoniche, culturali, psicologiche ed economiche. I numeri che girano intorno al turismo accessibile prospettano una domanda potenziale che può arrivare a 260 milioni di persone per un indotto stimato in circa 166 miliardi di euro, se si considera che la maggior parte dei viaggiatori disabili è spesso accompagnata da familiari e amici.

SIRACUSA, LA CITTA’ PIU ACCESSIBILE. Per segnalare la fruibilità dei principali attrattori culturali siciliani e guidare il turista con bisogni speciali nell’organizzazione della propria vacanza in autonomia e sicurezza è nato Sicilyforall, un portale web che informa sull’accessibilità dei sette siti Unesco della Sicilia. Se il livello dei servizi delle strutture e infrastrutture (turistiche e non) sembra ancora lontano dagli standard di accessibilità, soprattutto per persone su sedia a ruote, alcune città Sicilia possono definirsi aperte a tutti. Siracusa nel 2015 è stata indicata come la destinazione più accessibile dell’isola; qui, il Parco Archeologico della Neapolis, come il Duomo di Ortigia, è attrezzato per la visita di persone su sedia a ruote. Lo stesso vale per il sito Unesco della Valle dei Templi, e in parte per la Villa Romana del Casale. Sull’’Etna è stato, invece, realizzato un percorso, denominato “sentiero del Germoplasma”, nel quale è stato riprodotto il patrimonio vegetale etneo per renderlo visibile/visitabile da persone su carrozzina e non vendenti. Anche i monumenti più significativi del Barocco del Val di Noto, come la Cattedrale di Noto, il Duomo di San Pietro a Modica e il Duomo di Sant’Agata a Catania sono tutti provvisti di ingresso alternativo per persone su sedia a ruote. Lo stesso accade per la Cattedrale di Palermo, Cefalù e Monreale.

VERSO IL TURISMO ACCESSIBILE. In Sicilia e in genere in Italia, che sembra essere ancora indietro rispetto agli standard dei paesi europei in termini di accessibilità, non mancano però degli esempi virtuosi. «Sebbene mi sia capitato di prenotare delle stanze che di accessibile non avevano nulla – racconta con rammarico Roberta – ultimamente ho scoperto siti come “Bookingbility.com”, che mi aiutano nella ricerca della struttura ricettiva più adatta alle mie esigenze. Ciascuna di queste è corredata da foto e schede informative sulla tipologia delle camere e dei servizi offerti». La piattaforma, lanciata lo scorso febbraio, registra circa duecento hotel e b&b accessibili sparsi in tutta Italia per utenti con disabilità motoria, uditiva. «Col passare del tempo – spiega la fondatrice palermitana della start up Annalisa Riggio – riceviamo sempre più richieste da albergatori che stanno riscoprendo una fetta di pubblico per molto tempo ignorata».

LA MOBILITA’. Uno degli ostacoli più difficili da superare in Sicilia è legato all’accessibilità dei mezzi. «Molti autobus e taxi – spiega ancora Roberta – non sono dotati di pedana mobile e anche prendere il treno è difficile in quanto non tutte le stazioni sono dotate di sollevatore hanno il sollevatore e le cabine sono spesso troppo strette per entrare con la carrozzina». L’aereo rimane il sistema migliore per viaggiare, ma anche qui non mancano i problemi. «Per prenotare l’assistenza in aeroporto bisogna prima capire come questa funziona, poi fare la richiesta e aspettare il via libera della compagnia. La crociera potrebbe essere una valida alternativa per le vacanze, ma è necessario prenotare almeno sei mesi prima e le escursioni non sono pensate per i disabili come me».

IL TOUR OPERATOR DEI DISABILI. Damiano La Rocca, catanese trentenne trapiantato a Londra da dieci anni, dove ha creato la start up “Seable”, una “social enterprise” no profit che si occupa di portare i non vedenti in Sicilia e all’estero, da circa tre anni offre ai suoi clienti escursioni sull’Etna, percorsi sensoriali come la raccolta delle olive o attività d’avventura come canoa, windsurf e immersioni subacquee. I suoi tour sono pensati per aiutare la gente con disabilità a vivere meglio la quotidianità e ritrovare attraverso le diverse attività da lui proposte maggiore sicurezza. Damiano in un primo tempo ha cercato di creare pacchetti turistici anche per i disabili motori ma ha rinunciato dopo poco tempo perché in Sicilia, meta principale delle sue attività, sono troppi gli ostacoli da affrontare. «Gli hotel che mettono a disposizione camere accessibili – commenta – sono spesso cinque stelle e non tutti i miei clienti possono permetterseli. Anche i costi per gli spostamenti sono proibitivi». Il tour operator spiega anche che in Sicilia sono diversi i siti accessibili ma non sono ben segnalati. «Un esempio? Il Museo Tattile di Catania, c’è da diversi anni ma sono pochi quelli a conoscerlo».

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