La spia sospesa tra passato e futuro: l’incredibile storia di Carol Lunetta Cianca

Durante la Seconda guerra mondiale, al servizio degli Alleati, fu una delle tante donne di cui sparla poco che si adoperarono, con pericolose missioni sotto copertura, per sventare i progetti nazifascisti. Poi, a 101 anni, divenne scrittrice, con una splendida autobiografia che ripercorre la sua vita e le sue scelte coraggiose: dalla nascita a Polizzi Generosa agli spostamenti sotto i bombardamenti tedeschi. Passando per la determinazione di chi, in barba alle convinzioni, pretendeva per sé e per la figura femminile uno spazio di autonomia moderno

Dietro le quinte della Storia, dietro eventi così grandi che finiscono per fagocitare persino chi li ha vissuti e condotti, si nascondono, spesso, personaggi improbabili. Traiettorie umane inattese, snodi fatali, passaggi silenziosi ma non per questo meno decisivi. Vicende esemplari e impronosticabili, che la memoria farebbe fatica a trattenere se in suo soccorso, di tanto in tanto, più ancora che la storiografia, non venisse in soccorso la letteratura. Forse perché, nella sua essenza, il dettato letterario non è che questo: riscrittura dell’esistente. Rivelazione di ciò che, per una ragione o per un’altra, è rimasto confinato dietro il muro invalicabile della superficie. Un atto di ribellione che, il più delle volte, coincide con il bisogno di affermazione e di legittimazione di chi scrive. Ma anche con la necessità di decostruire miti e narrazioni consolidate. Ecco, allora, che, come un binario parallelo, la scrittura si accompagna e si sovrappone ai fatti. Convertendoli, da immutabili e granitiche eredità, in confini sfumati e aperti. Risuona forte, d’altro canto, l’appello che Walter Benjamin lanciò in giovinezza, sostenendo che la Storia, per essere compresa e tramandata, dovesse essere «passata a contrappelo». Vale a dire scandagliata con la volontà di riportare alla luce le voci rimaste a lungo silenti, di ricostruire le vite minute di coloro che, senza riconoscimento alcuno, hanno contribuito a plasmare quel mondo che poi li avrebbe, in un certo senso, traditi. Voci e avventure come quella di Carol Lunetta Cianca, scrittrice originaria di Polizzi Generosa che rappresentò, proprio sul finire del ‘900, un caso letterario più unico che raro. Alla veneranda età di 101 anni, infatti, nel 1999, diede alle stampe Un’anima in viaggio, un’autobiografia degna di un grande cult cinematografico. Perché l’autrice non si limitò a ricostruire alcuni dei passaggi fondamentali della sua vita – e della sua lotta per l’emancipazione -, ma andò ben oltre, ricostruendo gli anni delicati della Seconda guerra mondiale da una prospettiva quasi inedita: quella di un agente segreto che rischiò più volte la vita per sventare i progetti autocratici del nazi-fascismo. Che fece della determinazione la sua àncora di sopravvivenza.

Cresciuta negli Stati Uniti dove la famiglia si era trasferita al seguito del fratello Filippo, Cianca ebbe sempre, nel suo destino, l’attitudine ad andare controcorrente. Ad interpretare ruoli spiazzanti, ad affermare la propria singolarità in barba alle convenzioni e alle abitudini. Nell’opera che racchiude, con fermezza ma anche con una certa tenerezza, tutta la sua anima, l’autrice ripercorse a più riprese, ad esempio, il rapporto intenso e contradditorio con il padre, che aveva immaginato per lei ben altri scenari, di certo più aderenti all’immaginario della società della prima metà del ‘900. Ma il racconto della scrittrice siciliana, in questo senso, assomiglia più ad un inno, ad una bandiera. Per tutte quelle donne già proiettate in un futuro non ancora immaginato, aggrappate ad un desiderio di indipendenza e di dignità ripetutamente negato. E per tutte coloro che, esattamente come lei, si battevano quotidianamente per il raggiungimento della pace. Quando, infatti, negli anni ’40 Cianca venne arruolata prima tra le fila della Mazzini Society e poi tra quelle dell’Office War of Information, tante, più di quanto fosse lecito immaginare, erano le donne coinvolte nei servizi di spionaggio degli Alleati. In un mondo fondamentalmente maschile, trascinato in quel caos di morte e di dolore da uomini assetati di potere, era l’animo femminile il collante che tentava di rimettere insieme i frammenti. Gli stessi di cui Cianca dovette fare esperienza diretta, quando, sul finire del 1942, le venne dato l’incarico di infiltrarsi in una Londra ostaggio dei pesanti bombardamenti tedeschi. O quando, nel giugno 1944, venne mandata in una Roma martoriata, poco dopo la cacciata dei tedeschi. Con il rigore di un memoriale e con il fascino di un romanzo, Un’anima in viaggio seppe ricostruire quei momenti avvolti in una coltre di indefinitezza. Forse per un bisogno intrinseco di riappropriarsi e di farsi portavoce di una centralità quasi generazionale. Forse per rispondere al richiamo umanissimo del tracciare bilanci. O forse per costellare, un’ultima volta, gli attimi sparsi della propria esistenza di un comune denominatore. Di un senso unico che potessi riunificarli.

Che dopo tanto peregrinare, dopo tanti perigliosi confini, si concluse poi nel 2002, nell’amata Sicilia che aveva voluto a tutti i costi ritrovare. Là dove, pur trasferitasi nella capitale al termine della guerra, si era sempre impegnata a ritornare periodicamente. Là dove, prima e dopo, più che una donna manifesto, più che una spia costretta a librarsi sul filo sottilissimo che separa la vita dalla morte, poteva permettersi di essere semplicemente Carol. Colei che aveva letteralmente attraversato muri e campi minati. E che, alla fine, aveva avuto la meglio.

(In copertina: immagine realizzata con Gemini Image Generator)

Hai apprezzato questo contenuto?

Il Sicilian Post è gratuito e continuerà a esserlo.
Ma il giornalismo indipendente ha un costo: ogni inchiesta, ogni storia verificata, ogni articolo nasce dal lavoro di persone che scegliamo di retribuire in modo equo.

Se sei arrivato fin qui, forse questo lavoro per te ha valore.
Per continuare a offrirlo a tutti abbiamo bisogno anche del tuo supporto.
Abbonarti significa sostenere un’idea di informazione libera e responsabile.

Come segno di ringraziamento, agli abbonati riserviamo alcuni contenuti e iniziative editoriali.

Abbonati

Abbonati al Sicilian Post

About Author /

Giornalista, laureato in Lettere all'Università di Catania. Al Sicilian Post cura la rubrica domenicale "Sicilitudine", che affronta con prospettive inedite e laterali la letteratura siciliana. Fin da giovanissimo ha pubblicato sulle pagine di Cultura del quotidiano "La Sicilia" di Catania.

Start typing and press Enter to search