Dalle nostre inchieste alle pagine di Sicilian Stories, passando per il progetto Aria finanziatoci da Google, il nostro giornale sta per portare a compimento i suoi primi tre anni di vita. Il meglio però. deve ancora venire, ecco i nostri progetti per l’anno venturo

Tra pochi mesi Sicilian Post compirà 3 anni. Un percorso costellato di soddisfazioni, di nuovi amici e di partner importanti con cui intraprendere progetti ambiziosi.  Ma soprattutto la conferma che la nostra idea di un giornalismo giovane, serio e di cui ci si possa fidare, è realizzabile. Le seguitissime rubriche, le inchieste, i due Workshop di giornalismo realizzati con la Scuola Superiore di Catania, le “Sicilian Stories” in edicola il mercoledì su “La Sicilia”, il progetto “Aria” sono solo alcuni dei traguardi che abbiamo voluto celebrare, durante l’evento immortalato nella photogallery, con quelli che abbiamo l’onore di poter chiamare gli “Amici del Sicilian Post”. Non vogliamo accontentarci. Cosa abbiamo in cantiere per il prossimo anno?

Innanzitutto, avventurarci in un territorio che abbiamo finora lasciato, per la maggior parte, inesplorato: la politica. La ragione è che l’approccio che normalmente le riservano i giornali non fa al caso nostro. In questo senso, impegno per il 2020 è quello di rinforzare la nostra sezione di Fact Checking con un appuntamento fisso in cui uno dei nostri giornalisti metterà alla prova le dichiarazioni dei politici siciliani o quelle di politici nazionali che riguardano la nostra isola. In questo saremo supportati dagli amici di Pagella Politica, che hanno già un’esperienza importante occupandosi di questo a livello nazionale.

Abbiamo molto riflettuto sulla crisi che, come si sente da più parti, attraversa il mondo dell’informazione. Siamo convinti, e i numeri che emergono dall’inchiesta del Reuters Institute sembrano darci ragione, che la fiducia, o piuttosto la sua mancanza, sia al nocciolo del problema. Il 60% degli italiani ritiene che le notizie in circolazione non siano affidabili e così il 36% evita coscientemente di informarsi. Una questione, beninteso, tutt’altro che endemica del nostro paese. Basti pensare che nel Regno Unito, secondo un sondaggio condotto da Ipsos Mori e riportato dal Political Economy Research Centre, solo il 26% dei sudditi della regina credono che i giornalisti dicano la verità. Più in basso nella classifica ci sono soltanto i pubblicitari e i politici. Come invertire questa tendenza dunque?

Vogliamo impegnarci attivamente per non rivolgerci ad una massa in cui il lettore sia un utente passivo, ma una community in cui esso sia parte integrante del sistema dell’informazione. Vogliamo coinvolgervi per costruire insieme un giornale che tenga al centro il lettore, offrendo contenuti che siano il frutto di un costante dialogo. In questa direzione si muoveva il form che vi abbiamo chiesto di riempire con le vostre proposte, con quello che vi sta a cuore. Ne è risultato che vorreste una maggiore attenzione alle problematiche ambientali e sociali.  In questo senso, nel 2020 promuoveremo dei contenuti ad hoc, tra cui una rubrica dedicata alla disabilità.

In questo contesto si colloca anche l’app del Sicilian Post a cui stiamo dando gli ultimi ritocchi. Disponibile per Android e  iOS sarà un modo per restare sempre in contatto e personalizzare l’esperienza di lettura.