Da qualche tempo a questa parte le strade di Catania sono tappezzate da curiose raffigurazioni di elefanti. L’ultima di queste, un liotru composto da 2.850 tappi di plastica dipinti ad olio ed acrilico, ha attirato l’attenzione dei cittadini a passeggio per piazza Mazzini. L’autore di questo omaggio all’animale tanto caro alla città, tuttavia, non è un catanese ma il ventinovenne Mikhail Albano. E se è vero che il nome ne palesa le origini russe, il pittore è comunque profondamente legato alla Sicilia, dove vive dall’età di otto anni. «Da quando ho lasciato Leonforte per trasferirmi a Catania  – spiega – l’elefante, insieme con i pupi a grandezza d’uomo, è diventato uno dei soggetti a cui sono più affezionato».


UNA TECNICA UNICA. Se a farla da padrone nelle opere di Albano sono spesso gli imponenti mammiferi, anche teneri koala, fenicotteri rosa, panda giganti e lupi grigi fanno spesso la loro comparsa. «Nella mia arte ho cercato di affrontare il tema della salvaguardia degli animali. Continuando di questo passo – spiega – molti rischiano di estinguersi per questo è importante sensibilizzare i fruitori al rispetto delle diverse specie del nostro pianeta». Oltre alla salvaguardia degli animali, al centro dell’arte di Albano c’è l’impegno a favore dell’ambiente. Accanto all’opera di piazza Mazzini, realizzata per la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, il marchio di fabbrica dell’artista è infatti l’uso di una pellicola trasparente – degradabile e compostabile – derivata dai filamenti del mais, oltre che di colori acrilici ecosostenibili. «Ho chiamato la mia tecnica film art perché grazie a questa pellicola posso dipingere quando e dove mi va: in mezzo alla gente, nei parchi, nelle strade rispettando allo stesso tempo la natura». Due aspetti che rendono unico il suo lavoro: «Alcuni artisti impiegano la pellicola da imballaggio mentre la mia si riconosce per il materiale e la consistenza, è infatti molto delicata e leggermente opaca». Niente paura se le intemperie o qualche vandalo distruggono il quadro, l’artista è sempre pronto a rifarlo, d’altra parte è una condizione implicita alla sua visione dell’arte.

STREET ART AMBIENTALISTA. Da qualche mese a questa parte, a causa del Covid, l’artista predilige posti solitari per dipingere, in modo da evitare assembramenti di persone. In compenso è possibile ammirare le sue opere in molti musei nazionali e internazionali. A dispetto della vulgata comune e con un certo orgoglio Mikhail Albano ha fatto della sua arte un mestiere: «Molte persone a metà della loro carriera si arrendono perché non riescono a vedere i frutti dei loro sacrifici. Io però ho studiato per questo, è la mia più grande passione e voglio continuare a coltivarla». Il suo segreto risiede forse nella condivisione, esponendo all’aperto oltre che nelle mostre, nel suo studio o sulle pagine social, il pittore riesce a farsi apprezzare dalla gente che si ferma incuriosita o lo osserva stupita mentre cammina di fretta. «Per la festa di San Filippo ad Agira ho fatto un’esibizione e un’altra l’ho dedicata a Sant’Agata; in entrambi i casi le mie opere sono state molto apprezzate e da lì sono nate anche diverse commissioni». Di solito gli vengono richieste pitture su tela o su tavola con colori ad olio oppure acquarelli. «Naturalmente cerco di condividere la mia visione dell’arte con i committenti, in alcuni casi è capitato di usare colori eco green ma c’è ancora tanto lavoro da fare in questo senso». Trattandosi di un artista poliedrico, Albano è già pronto a tuffarsi in un nuovi progetti, che prevedono, al posto delle tradizionali bombolette spray, l’utilizzo di colori a basso impatto ambientale. «Sono già alla ricerca di alcune aziende che possano aiutarmi nella produzione di vernici che non contengano elementi dannosi per l’ozono, non dobbiamo mai dimenticare che la nostra priorità oggi è la difesa dell’ambiente».

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