Mobilità sostenibile
a Catania, come
la sharing economy
può mettere all’angolo
la old mobility

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Strade troppo trafficate, alta mortalità per via degli incidenti stradali e trasporto pubblico ancora carente. Nella città etnea 68 automobili per 100 abitanti. Ma startup, app e iniziative stanno rivoluzionando il nostro concetto di mobilità

Car e bike sharing, piattaforme come BlablaCar e altre startup innovative stanno rivoluzionando il nostro concetto di mobilità. Se nel decimo rapporto di Euromobility, che ha analizzato cinquanta città italiane sul piano della mobilità sostenibile, Catania è ancora in coda alla classifica anche per l’alto indice di motorizzazione – nella città etnea sono circa 68 le automobili stimate per cento abitanti – tuttavia non mancano degli esempi virtuosi che lentamente stanno ridisegnando le abitudini dei catanesi.

TAXI VS ABUSIVISMO. Un’alternativa che ultimamente ha acceso un’aspra polemica tra i tassisti a livello nazionale e internazionale è la piattaforma Uber che permette di prenotare via smartphone e attraverso l’app dedicata, un servizio taxi privato. La nota azienda americana con sede a San Francisco non è ancora arrivata in Sicilia e a rappresentare un ostacolo per i tassisti etnei è altro, come conferma Francesco Loria, concessionario di licenze comunali. «A Catania la situazione è disarmante. Soprattutto per via dei tassisti abusivi. Molti Ncc (il servizio di noleggio con conducente) approfittano della loro posizione giuridica per svolgere un servizio taxi che non è di loro competenza, entrando di conseguenza nel nostro mercato in maniera totalmente sleale. A tutto ciò si aggiungono tutti gli abusivi che presidiano giornalmente la stazione Sais e l’aeroporto, contro i quali non ci sono adeguati controlli. A rendere ancora più difficile lo svolgimento del nostro servizio pubblico ci pensa, poi, la disastrosa situazione di mobilità, ovvero poche corsie preferenziali, spesso intralciate da altri mezzi o addirittura dai ciclisti».

VEHICLE SHARING. Per rendere la mobilità dei catanesi più sostenibile e fluida è arrivato a Catania con 200 veicoli (170 Fiat 500 e 30 motorini Piaggio) il servizio targato Eni che da quasi un anno dal lancio registra circa 15.000 mila iscritti e 100.00 mila noleggi. «Credo che Enjoy sia molto utile per chi non ha a disposizione un mezzo – afferma Mirko di Adrano – ma non è sempre conveniente perché i costi (0,25 centesimi al minuto) possono diventare alti per via del traffico». Il vehicle sharing di Eni che a fine giugno ha chiuso il servizio del noleggio dei motorini per insufficiente richiesta da parte degli utenti, grazie al recente accordo con la Sac (la società che gestisce l’aeroporto catanese) –  è arrivato, dopo gli aeroporti di Milano Linate e Roma Fiumicino, anche all’aeroporto di Catania, ampliando in questo modo la rete di copertura del servizio finora limitata al centro storico (entro 50 km) e migliorando i collegamenti con le aeree più periferiche. Con una quota fissa (da/per l’aeroporto) di 4.50, cui si aggiunge il costo del noleggio, identico a quello in città (0,25 centesimi al minuto), sarà possibile noleggiare la vettura direttamente in aeroporto, nell’area predisposta (sono stati riservati dieci stalli blu a sosta gratuita nell’area del parcheggio P2, poco distante dal Terminal, fruibili dalle ore 6 alle 24) o viceversa dal centro all’aeroporto.

VEICOLI ECOSOSTENIBILI. Se la diffusione della sharing mobility può contribuire a ridurre tra i cittadini l’utilizzo del mezzo privato, è ancora tanta la strada da percorrere per la diffusione di mezzi di trasporto più ecofriendly. Secondo il report di Euromobility, Catania si posiziona al penultimo posto, prima di Napoli, per l’alto indice di vetture inquinanti. Tuttavia l’amministrazione comunale sta cercando di porre rimedio al problema attraverso incentivi (limitati al momento ai soli residenti nel comune di Catania) per l’acquisto di bici e ciclomotori elettrici o iniziative per promuovere l’utilizzo di mezzi a basso consumo. Un’ordinanza del 2015 prevede, per esempio, che i veicoli a emissione zero o ibridi possano circolare nelle ZTL (zone a traffico limitato) dell’intero territorio comunale e di usufruire della sosta gratuita nelle aree delimitate dagli stalli blu. «È un’iniziativa lodevole – afferma Giovanni – peccato sia limitata ai soli residenti catanesi e non anche ai pendolari. Io pur avendo un’auto ibrida a motore elettrico, non posso beneficiare della misura perché sono di Giarre».

TRASPORTO PUBBLICO. A rallentare il percorso verso la mobilità sostenibile contribuiscono nella città etnea il carente sistema di trasporti pubblici, le poche piste ciclabili e aeree a traffico limitato e l’assenza del cosiddetto Pums, ovvero un piano urbano di mobilità sostenibile, di cui al momento dispongono le sole città di Milano, Parma, Prato e Torino. La necessità di una maggiore offerta dei servizi pubblici è auspicata dai catanesi che hanno reagito con entusiasmo all’inaugurazione delle nuove tratte della metropolitana, che ha registrato nei soli mesi di gennaio e febbraio più di 5000 utenti al giorno. La richiesta di aree chiuse al traffico come prova l’esperimento del Lungomare liberato, che una domenica al mese vede chiudere il tratto della litoranea tra le piazze Europa e Mancini Battaglia, è un’altra delle priorità dei cittadini catanesi che hanno partecipato attivamente all’evento tanto da farlo diventare un appuntamento fisso.

CAR POOLING, OLTRE LA CITTA’. Se attraverso piccoli passi la mobilità a Catania si spinge verso forme più ecosostenibili, per i tragitti più o meno lunghi, l’automobile sembra essere l’unica soluzione per risparmiare tempo e denaro. Per queste ragioni anche in Sicilia si sta diffondendo BlablaCar, una delle più grandi community al mondo per i viaggi in auto condivisi: la piattaforma mette in contatto automobilisti con posti liberi a bordo delle proprie auto con persone in cerca di un passaggio che viaggiano verso la stessa destinazione (il cosiddetto “car pooling”). Oggi la community conta oltre 40 milioni di iscritti in 22 Paesi e ogni trimestre viaggiano con BlaBlaCar 12 milioni di persone. (BOX) «È un modo diverso di viaggiare – racconta la catanese Daniela –  si conoscono persone nuove, si chiacchiera e non ci si annoia. Il sistema è molto semplice e soprattutto grazie alle recensioni si può decidere con chi condividere il proprio viaggio». Daniela che usa il servizio da diversi anni per raggiungere Siracusa da Catania per motivi di lavoro, spiega che con Blablacar si può risparmiare molto. «Il passaggio costa meno di un biglietto di autobus: la tratta Siracusa-Catania ad esempio costa circa 6 euro. Con BlaBlaCar costa 3 euro per il conducente e un euro di commissione». Ma come è viaggiare con un perfetto sconosciuto? E quali sono i rischi di un viaggio condiviso? «Quando l’ho utilizzato per la prima volta il servizio ero un po’intimorita – spiega ancora Daniela –  Ho lasciato la borsa nel cofano e il cellulare nel portaoggetti. Appena è iniziato il viaggio, però, mi sono rilassata. Ultimamente c’è anche la possibilità di indicare il “viaggio rosa” dove sia conducente che passeggeri sono donne. Il sito, poi, offre molte garanzie come un’assicurazione al conducente e l’affidabilità dei passeggeri attraverso il sistema delle recensioni. Purtroppo molti utenti cercano di raggirare le regole del servizio mettendosi d’accordo privatamente. Io però preferisco organizzare il mio viaggio attraverso la piattaforma per avere sicurezze che altrimenti non avrei».

 

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