La lotta contro la piaga della dispersione scolastica a Catania si arricchisce di un nuovo e incisivo strumento: dall’11 febbraio, data che ha sancito l’accordo tra INPS, Comune, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Prefettura, Tribunale per i Minorenni e Ufficio Scolastico Regionale, l’assegnazione del Reddito di Cittadinanza sarà subordinata al rispetto dell’obbligo scolastico da parte delle famiglie con figli tra i 6 e 16 anni. Una risposta decisa che si situa in continuità con il protocollo ideato per Reggio Calabria dall’allora presidente del Tribunale per i minorenni Roberto Di Bella che oggi ricopre la carica presso il tribunale etneo. D’altra parte, i numeri relativi ai fenomeni di dispersione, piuttosto preoccupanti, richiedono interventi radicali. 

LA SITUAZIONE A CATANIA. A fronte di una media nazionale di circa il 13%, a Catania e provincia sono il 22%-23% con punte fino al 25,2% in alcuni quartieri) i ragazzi in età scolare (6-16 anni) che non si presentano regolarmente in classe.
All’origine del fenomeno svariate cause di natura socio-economica e culturale che hanno ingenerato uno scenario ulteriormente acuito dalla pandemia e dalla Dad e dalle loro ricadute sul benessere delle famiglie. Così sono sempre più numerosi i bambini e i ragazzi a cui viene sottratto il futuro e ogni possibilità di crescita, con la conseguenza di lasciarli in balia della criminalità organizzata. Già i provvedimenti precedenti avevano prodotto un aumento delle segnalazioni da parte dei dirigenti scolastici. A rallentare il processo, tuttavia, la carenza di assistenti sociali che fungono da tramite imprescindibile tra le istituzioni e le famiglie.

IL PROTOCOLLO. Il contrasto alla dispersione scolastica ha visto un’accelerata da un anno a questa parte, quando, il 15 gennaio 2021 è stato siglato il primo accordo tra le pubbliche amministrazioni e il 21 aprile 2021 è stato istituito l’Osservatorio metropolitano di coordinamento e monitoraggio. Il nuovo protocollo mira a responsabilizzare tutte le Istituzioni cittadine. Esso prevede che sia il Comune di Catania a fornire gli elenchi di tutti gli obbligati ai dirigenti scolastici prima dell’inizio di ogni anno, ai quali è affidato il compito di effettuare accertamenti e riferire eventuali casi di evasione scolastica alla Procura Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. Spetta quindi ai servizi territoriali e alla polizia giudiziaria effettuare i dovuti accertamenti presso le famiglie e a provvedere, laddove necessario, a intimare la regolarizzazione della posizione dei propri figli entro 10 giorni, pena la comunicazione della circostanza sia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente sia al Comune di Catania. 

LA NUOVA MISURA. La scelta di colpire i percettori del Reddito di Cittadinanza – obbligati adesso a tenere conto di questo fattore nella stipula del patto sociale precedente alla concessione – deriva anche dall’ingente quantità di individui presenti sul territorio catanese: secondo le stime dell’Osservatorio Statistico dell’Inps, il numero di prestazioni erogate all’ombra dell’Etna è superiore a quello dell’intera Sardegna mentre l’importo medio erogato è superiore soltanto a Palermo e Caserta. Se fino ad ieri l’erogazione del sussidio prescindeva dall’assolvimento dell’obbligo scolastico dei figli a carico, oggi chi è già percettore di RdC o intende effettuare la richiesta dovrà tenerne conto. Secondo le nuove misure, infatti, anche l’INPS in quanto ente erogatore, riceverà notifica delle eventuali inadempienze. 
Un esperimento work in progress che vedrà nei prossimi mesi le Istituzioni competenti impegnate in serrato confronto e monitoraggio dei risultati conseguiti in una logica di costante miglioramento.   

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