Omero in versi e musica secondo Pirrotta e Vella: scelta commovente

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L’attore palermitano inaugura la “Il Bellini nel barocco – Poesia in musica” all’Università di Catania. Riecheggiano i versi dell’aedo, anche se la traduzione lascia i puristi perplessi

«Ettore, figlio mio, questo seno rispetta, e ti muovi / a compassione di me, se mai la mammella io ti porsi, / quando piangevi! Figlio, ricordati, e schiva quell’uomo!». Straziante il lamento di Ecuba, madre di Ettore, che tenta di dissuadere il figlio dallo sfidare Achille, il glorioso eroe acheo. Si tratta di una delle scene più toccanti dell’Iliade, il poema del leggendario cantore greco Omero. Si rivela dunque positiva la scelta dell’attore palermitano Vincenzo Pirrotta di leggere dal vivo proprio i suddetti versi del libro XXII dell’Iliade in occasione della prima serata della rassegna “Il Bellini nel barocco – Poesia in musica”, organizzata dal Teatro Massimo Bellini e dal Teatro Stabile di Catania e inserita nel calendario di eventi “Porte aperte Unict 2019 – L’Università per la città”.

Nello storico sfondo del Palazzo Centrale di Piazza Università Vincenzo Pirrotta ha letto con enfasi e interpretazione i versi omerici che narrano la morte di Ettore

Vincenzo Pirrotta legge Omero
Vincenzo Pirrotta legge Omero

Una traduzione inaspettata. Nello storico sfondo del Palazzo Centrale di Piazza Università Vincenzo Pirrotta ha letto con enfasi e interpretazione i versi omerici che narrano la morte di Ettore per mano di Achille e il lamento dei genitori dell’eroe troiano. La scena è epica e commovente, anche se il fatto che Pirrotta abbia preferito la traduzione di Ventre a quella più conosciuta di Monti (la celebre “Cantami, o Diva, del Pelide Achille / l’ira funesta…) potrebbe aver fatto storcere il naso a qualche purista.

La scelta di far interpretare al flauto, strumento derivato dal mitico aulos greco,  è stata particolarmente azzeccata. Vella ha interpretato musiche di Bach e Debussy

Musica e parole. Omero era un aedo, cioè un cantore, e la sua poesia era destinata a una lettura con accompagnamento musicale. Da questo punto di vista è stata molto apprezzabile la presenza in scena del flautista Salvatore Vella, che ha suonato dal vivo musiche di Bach e Debussy. Nello specifico, il flauto è particolarmente adatto ad accompagnare la recitazione di versi greci classici, dal momento che le sue radici affondano proprio nel mitico aulos greco, strumento a fiato composto da un tubo di legno. Non un semplice accompagnatore di Pirrotta, ma un vero e proprio coprotagonista, il maestro Vella con le sue musiche ha scandito le diverse scene del libro XXII dell’Iliade, da quelle più toccanti a quelle più cruente e bellicose.

 

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